Premio Flaiano 2010 per Tonino Guerra e Roberto Saviano

Di Valentino Salvatore

Il prossimo 4 luglio è prevista la consegna dei Premi Flaiano 2010, nella prestigiosa cornice del Teatro D’Annunzio a Pescara. I Premi, istituiti nel 1973 e di portata internazionale, sono ormai alla 37a edizione e vengono assegnati ogni anno a personaggi che si sono distinti nel mondo del cinema, della televisione, della radio, del teatro e della narrativa.

La città abruzzese diventa protagonista della cultura tra giugno e luglio con un corollario di rassegne e manifestazioni tra le quali merita menzione l’interessante mostra cinematografica del Flaiano Film Festival. La rassegna, inaugurata nel 2001, rappresenta uno degli appuntamenti sicuramente più intensi della manifestazione: concepita come un’occasione per conoscere ogni aspetto poliedrico del mondo di celluloide, a offrirsi agli incuriositi avventori i registi, gli autori e gli  interpreti. 

Tra gli scrittori premiati Josè Saramago, Imre Kertesz e Seamus Heaney. Proprio in occasione dei 100 anni dalla nascita di Ennio Flaiano, prolifico scrittore dalla vena pungente e moralistica, sono stati istituiti dei premi “speciali”, assegnati a Roberto Saviano  “per il valore letterario e l’impegno etico della sua opera” e a Tonino Guerra in qualità di “poeta e scrittore di cinema”
La giovane scrittrice Silvia Avallone ha riscosso ampi consensi in quel di Pescara e con il suo romanzo Acciaio edito da Rizzoli si è aggiudicata il premio Superflaiano per la narrativa. Una soddisfazione arrivata dopo la delusione per il secondo posto al Premio Strega, sopravanzata per pochi voti da Antonio Pennacchi e il suo Canale Mussolini. La scrittrice vince con 72 preferenze in più rispetto agli altri quattro finalisti: Pulce non c’è di Gaia Rayneri, Zoo col semaforo di Paolo Piccirillo, La casa di Angela Bubba e Prima che sia giorno di Giulio Messina.

A votare le opere di narrativa per il Premio Flaiano, una giuria di “eletti” presieduta da Jacqueline Risset e una di 200 lettori, italiani e stranieri. Assegnati anche i premi di italianistica, introdotti tre anni fa e vinti in questa edizione dal giapponese Yasuko Matsumoto, l’ungherese Pal Jozsef e lo statunitense Stanislao G. Pugliese.
Per la sezione teatro hanno vinto il prestigioso Pegaso d’oro Leo Gullotta per Il Piacere dell’onestà, Giuseppe Pambieri come riconoscimento alla onorata carriera artistica, Furio Bordon per la produzione drammaturgica e Paola Pitagora, interprete di Semi d’acciaio e Honor, honour e già protagonista quasi trent’anni fa di Grandiosa svendita di fine stagione con Stefano Satta Flores, anch’egli vincitore a suo tempo del premio.
In onore del Flaiano, non solo scrittore, ma anche sceneggiatore, sono stati assegnati  i premi cinematografici. Della sua carriera cinematografica viene ricordato soprattutto il contributo  dato nei film neorealisti e  il fertile sodalizio con Federico Fellini, che ha dato vita ad opere come Otto e mezzo e La dolce vita. Tra i premiati del 2010, Giorgio Diritti per la regia di L’uomo che verrà, Alessio Boni per la sua interpretazione in Complici del silenzio e Isabella Ragonese come protagonista di Dieci inverni. Il premio alla carriera va invece ai fratelli Carlo ed Enrico Vanzina. Un riconoscimento anche al lavoro dietro le quinte del film Baarìa di Michele Salvatores: Massimo Quaglia, Mario Zanot, Enrico Lucidi e Maurizio Sabatini per il montaggio, gli effetti speciali, la fotografia e la scenografia. Il Premio Concorso Italiano “Chi li ha visti”, dato dalla giuria del pubblico del Flaiano Film Festival, è andata a Stefano Incerti per il suo Complici del silenzio.
I Premi Flaiano per la televisione sono stati assegnati a Emilio Solfrizzi, protagonista di Tutti pazzi per amore, a Vittoria Puccini e a Marco Turco, rispettivamente interprete e regista per C’era una volta la città dei matti. Vincitori anche il geologo Mario Tozzi e il Trio Medusa per il programma in bilico tra serio e faceto La gaia scienza. I premi per la radio sono stati assegnati a Giorgio Lauro e Claudio Sabelli Fioretti per Un giorno da pecora.
Anche quest’anno un nutrito elenco di premiati, tutti dalle sensibilità, attitudini, ispirazioni e aspirazioni diverse,  difficili da veder riunite, ma non in un contesto come quello dei Premi Flaiano, poliedrico e instancabile scrittore, sempre attento e affascinato dalla comunicazione in ogni sua espressione.