Teodoro Georgiadis

Intervista con lo scienziato

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Teodoro GeorgiadisDi Francesca Lippi

Teodoro Georgiadis, Senior Scientist dell’Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Cnr-Ibimet), è coautore con l’agrometereolo Luigi Mariani e con il giornalista Mario Masi  di ‘No slogan: l’eco-ottimismo ai tempi del catastrofismo’. Il testo, con prefazione del metereologo Guido Guidi, è stato presentato alla Sala delle Colonne a Palazzo Marini a Roma lo scorso 30 giugno e offre innumerevoli spunti per far crollare teorie climatiche che fino ad ora sono state in auge fra gli eco-opinionisti dominanti. Georgiadis bacchetta i politici che troppo facilmente usano gli slogan invece di “ imparare a usare i dati”. E in una intervista risponde ai quesiti sul caldo, sul freddo, sul vulcano islandese Eyjafjallajkull, mettendo in guardia sui miti della CO2.

1) Si fa tanto parlare di riscaldamento ‘globale’, e voi invece mettete in guardia riguardo al local warming dicendo che però non viene menzionato dai media poiché non fa notizia. E’ davvero tanto pericoloso il riscaldamento ‘locale’? E il fatto che nelle città le temperature sono mediamente più elevate di 3-6 gradi rispetto alle campagne, è un fenomeno recente o è sempre stato così?

Global o Local warming?Forse, e si sottolinea il forse, al global warming può essere ascritto un aumento di frequenza delle onde di calore: il dubitativo è legato al fatto che queste onde di calore possono essere interpretate sia in termini di anomalie meteorologiche, quindi non un segnale di drammatici cambiamenti climatici, sia in termini di cambiamento del clima prodotto dall’uomo. Cosa credere? Non abbiamo sufficiente conoscenza per decidere. Invece, l’urban warming è prodotto dai materiali e dalla tessitura urbanistica delle città. E’ sempre stato così? Sì, il fenomeno è sempre stato presente, ma non con queste intensità. L’aumento dell’isola di calore è dovuto al fatto che le città crescono smisuratamente a causa dei fenomeni di urbanizzazione. Quando una città diventa troppo grande il microclima al suo interno si disaccoppia completamente dall’ambiente esterno e tutto il calore trasformato dai materiali che la compongono fa fatica ad uscire. Questa è la causa principale delle alte temperature urbane.

2) “I sistemi di cattura e stoccaggio della Co2 sono cruciali per garantire la lotta al riscaldamento climatico”. Così si legge nel rapporto redatto dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), dal Carbon Sequestration Leadership Forum (Cslf), e dal Global Ccs Institute. Ma nel vostro libro spiegate che l’anidride carbonica è comunque necessaria per molti processi biologici. Questi sistemi di cattura e stoccaggio, allora, potrebbero essere dannosi?

Se con sistemi di cattura e stoccaggio si intendono quelli naturali come oceani, piante ecc. questi non sono dannosi per definizione. Se d’altra parte parliamo di geoingegneria allora dobbiamo stare attentissimi: si vuole ricordare che il principale sistema di stoccaggio previsto per la CO2 è il pompaggio in serbatoi sotterranei. A parte i costi spropositati, se andiamo indietro con i ricordi, nel 1986 in Camerun morirono soffocate da CO2 al lago Nyos 1700 persone a causa di una frana che liberò grandi quantità di questo gas nell’atmosfera saturandola. Pensate a un terremoto in prossimità di un deposito di stoccaggio. Ipotesi drammatica vero?

3) Decisamente drammatica. Pare che non ci siano solo gli ecocatastrofisti che temono un riscaldamento globale causato dall’uomo con conseguente scioglimento dei ghiacci. Ci sono anche quelli che dicono che l’essere umano stia agendo sul clima e che le frequenti piogge sarebbero la prova dell’utilizzo di ioduro d’argento al fine di incrementare le precipitazioni e facendo anche abbassare le temperature. Come risponderebbe a questi altri eco-catostrofisti del freddo?

Lo ioduro d’argento è utilizzato fin dagli anni ’50 per controllare le precipitazioni. Bisogna però sottolineare che l’efficacia di questo metodo è abbastanza opinabile. Inoltre, bisogna aggiungere che l’accelerazione del ciclo dell’acqua è anche questa tutta da dimostrare dopo la pubblicazione di un rapporto che analizza circa 30 anni di dati da satellite, rapporto prodotto da Levizzani e Gruber, quindi con un importante contributo italiano e del CNR in particolare, e spero si perdoni la sottolineatura di orgoglio di bandiera.

una scena da The day after tomorrow4) Perdonato ovviamente. L’estate non sembra delle più calde la moda dell’AGW potrebbe passare. Si tratta di normali fluttuazioni oppure stiamo andando incontro a uno scenario tipo “The day after tomorrow”?

Ormai numerose pubblicazioni hanno dimostrato che l’ipotesi ‘The day after tomorrow’ è una bufala difesa solo dai meno informati sulle dinamiche climatiche. La storia del blocco della corrente del golfo è un non senso fisico. Poi, se qualcuno vuole farne un atto di fede è libero, ma la corrente del golfo non funziona nel modo descritto nel film. Diciamo senza timore di smentita: normali fluttuazioni, ne global warming, ne global cooling.

5) L’eruzione del vulcano Eyjafjallajkull in Islanda potrebbe essere una concausa di questa estate così mite?

Escluderemmo. Troppo poca massa vulcanica espulsa. La stabilizzazione delle temperature è ormai un fenomeno che dura da almeno 10 anni, le temperature basse sull’Europa in questo ultimo periodo sono un fenomeno locale, e destinato a terminare in poche settimane per lasciare posto ad una estate normale.

6) Dicono che servano 10 mila litri di acqua per un chilo di carne, ma anche 16 litri di acqua per un unico kiwi non sono pochi. Gli slogan spesso sono distorti. Come è possibile che vadano addirittura oltre il dato scientifico o l’evidenza del fatto?

Questi dati dimostrano che l’uso del suolo, le scelte economiche e tutto quello che sta all’interno di una moderna società industriale hanno impatti molto più importanti sul breve periodo di quello che possono essere gli impatti della variazione climatica supposta come dovuta all’uomo. La subsidenza è più importante dell’aumento dei mari? L’uso del suolo è più importante del riscaldamento nei fenomeni di aridità? L’unica cosa che sappiamo certamente è quella di non sapere. Ci dispiace per i politici, ma non potranno nascondersi dietro alle spalle della scienza per non avere la responsabilità delle loro  decisioni. Troppo facile usare gli slogan! Devono imparare a usare i dati. E devono imparare che quelli dei modelli non sono dei dati ma delle ipotesi. Un vecchio adagio dice: “non te lo ha ordinato il medico”, bene in questo caso non ci vengano a dire che lo ha ordinato lo scienziato.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

2 Comments

  1. 20 luglio 2010

    Ogni volta che la cosiddetta scienza mette le mani negli affari di Madre Natura ne succedono di tutti i colori.
    I cinesi una volta per eliminare le perdite di grano e frutta cercarono di uccidere tutti i volatili, quando si accorsero che alla fine venivano mangiati vivi da zanzare e moscerini e insetti vari allora la smisero di dar la caccia ai passerotti, ristabilendo coso un po’ alla volta un certo equilibrio ecologico.
    Troppo CO2 e dannoso alla salute, difatti si crepa e pure alla svelta direi, senza in CO2 però non ci sarebbe stato l’effetto Serra e su gran parte del Pianeta, a parte la fascia equatoriale, ci sarebbe ancora l’era glaciale con una coltre di Ghiaccio alta parecchie centinai di Metri sull’Europa e il bel Paese, ad esempio.
    L’idea di immagazzinare il CO2 liquefatto (raffreddandolo) per poi pomparlo nel sottosuolo e quasi cosa fatta almeno qui in Germania lo è, il progetto prevede di immetterlo a circa 700 metri di profondità in strati di pietre calcaree che assorbirebbero il CO2 quando ritorna allo stato f gassoso, come i giacimenti di Gas Metano, direi.
    Nel Camerun disgraziatamente quella dannata frana smosse tonnellate di CO2 prigioniere nel pantano, sul fondo del Lago, per liberare il CO2 immesso dall’Homo sapiens a 700 metri di profondità sotto strati impermeabili argillosi ci vuole un cataclisma non indifferente in questo caso non credo che ci sarebbero in quei paraggi superstiti sulla superficie terrestre.
    Tempo fa lessi di un interessante esperimento fatto durante l’attentato alle Torri del 9/11, uno scienziato del MIT chiese alla NASA di fornirgli le temperature sugli SU durante lo stop ai voli di quei giorni, il risultato fu che mentre la temperatura al disopra dei 30 Km di altezza aumentava, quella ai nostri livelli diminuiva.
    In quei giorni non volavano aerei commerciali e lo scambio di calore Tra öla superficie terrestre e l’alta atmosfera era sto ripristinato, riducendo l’effetto Serra.
    I tutto ritorno come prima quando i Voli commerciali ripresero.
    Su google. De ci sono interessanti articoli e pubblicazioni sulla lotta al CO2 eccoti un assaggio, http://www.tagesspiegel.de/wissen/eisenduengung-der-meere-wirkt-kaum-gegen-klimakiller-co2/1480834.html.

    Futter für die Nahrungskette
    Trotz der widrigen Bedingungen konnten die Biologen die Wirkung ihres Experiments aber gut beobachten: Das Eisen im Wasser führte zwar zunächst wie geplant zu Wachstum und Blüte von Kleinalgen, die CO2 aufnehmen. Doch dann schwammen millimetergroße Ruderfußkrebse heran und fraßen die Algen mit Riesenhunger auf. So war die entstandene Algenblüte insgesamt kleiner als erwartet. Die Mini-Krebse wurden danach von ihren Artgenossen, garnelengroßen Flohkrebsen, mit ähnlich gutem Appetit vertilgt
    Von Eisen und Algen blieb nach dem großen Fressen wenig übrig – nur eine ganz geringe Menge Kohlenstoff sank schließlich auf den Meeresboden ab. Außer einem Schwarm äußerst wohlgenährter Flohkrebse ergaben sich nach dem Experiment kaum Veränderungen im untersuchten, rund 300 Quadratkilometer großen Meeresgebiet. “Diese Reaktion des Ökosystems war in solchen Einzelheiten noch nicht bekannt”, sagte AWI-Direktorin Karin Lochte.

    Insomma la lezione dei cinesi di cui sopra l’Homo sapiens non l’ha capita ancora.
    Interessante anche l’opinione sul “urban warming” difatti è vero, basta isolare meglio le Case specialmente d’inverno e non c’è più tanta dispersione di calore e più soldi nel borsellino.
    Se non mi sbaglio poi gli edifici funzionano come un Cappotto d’inverno, d’estate il cappotto ce lo togliamo, e ci mettiamo in calzoncini corti, e tante belle figliole che giro d’Estate per le Città (senza cappotto, roba da matt) dovrebbero chieder prima il Porto d’Armi, ma non possiamo abbatterle le case, non ti pare?
    Con tutto questo intendo dire che abbiamo perso la capacità di vivere con la Natura, e ne abbiamo accelerato la sua evoluzione in modo negativo per noi, alterandone il percorso.
    Salutönen und Auguronen.

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