Ecologia del vivere: aspettando Babbo Natale e i suoi doni.

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di Stefania Taruffi

Quest’anno aspetto con ansia Babbo Natale e i suoi doni. Ebbene sì, voglio crederci ancora. Per fortuna è arrivato anche prima del dovuto. Lo aspetto non tanto per quello che porterà, quanto per quello che ci ha già tolto di mezzo: un’intera classe politica, il malcostume governativo, la totale mancanza di un’etica politica e sociale, l’immobilismo più completo, la mancanza di riferimenti governativi, i privilegi, la mancanza di trasparenza, di leggi adeguate, controllo. Ha cercato di chiudere il vaso di Pandora e gliene saremo grati per sempre! Speriamo che ce la faccia a finire il lavoro.

Dal gelo dell’Alaska è sceso a fare una chiacchierata con Obama, poi un salto in Germania e in Francia per convincere rispettivamente la Merkel e Sarkozy che così non si poteva andare avanti, che bisognava fare qualcosa per l’Italia, da sola non ce la poteva fare. Alla fine è venuto anzitempo dalle nostre parti, in incognito, a dare un’occhiata. E quello che ha visto non gli è piaciuto per niente. Litigi, chiacchiere improduttive, gossip, malcostume, leggi inutili e un’economia a pezzi. E siccome un paese è composto di persone, s’è fatto un giretto per le strade, curiosando negli uffici, nei luoghi di potere e nelle famiglie. E c’è rimasto davvero male! Troppa gente egoista, bramosa di potere, arrivista, corrotta. Partitocrazia, totale assenza di meritocrazia, inadeguatezza morale e culturale. Orde di divorziati e persone sole. E tanta maleducazione. Il senso civico non l’ha incontrato, tantomeno quello morale, solo donne rifatte tutte uguali e senza scrupoli, indifferenza e mucchi di mondezza. Figli lasciati soli tutto il giorno e tanta paura. Paura di tutto e di tutti. Del vicino, del collega, persino del proprio compagno di vita. Un paese allo sbando e triste. Pieno di tanti piccoli orticelli e pochi prati verdi. Questo viaggetto in anticipo gli avrà un po’ schiarito le idee per riempire il suo sacco. Credo non sapesse da cosa iniziare. Tolti di mezzo i più grandi impedimenti alla crescita del paese, restava solo un grande vuoto da colmare. Un buco nero. Ha cominciato a mettere le persone giuste al posto giusto e un po’ di soldi per coprire il grande buco economico. Ma quello politico? Quello forse sarà il regalo del prossimo anno, quest’anno il miracolo non è riuscito a farlo. E quello culturale? Ci sta lavorando, non è facile donare cultura a chi non interessa per niente.  Allora ci ha messo tanto buon senso, portato da qualche faccia onesta e preparata che si sta prendendo cura di noi e del nostro futuro. E anche una buona dose di speranza. Speranza nel cambiamento e nella capacità di sopportarlo e supportarlo.

Sono felice di aver sbirciato nel suo sacco e di aver trovato il dono più bello. Quest’anno vi svelo un segreto: ho trovato barili di amore. Amore incondizionato. Per se stessi e per il prossimo.  Amore per la verità, per la giustizia, i valori, la vivibilità, l’ambiente, gli animali. Amore nella rinuncia ai beni materiali per la conquista di quelli meno tangibili, ma più autentici. Amore per le cose buone e naturali. Per la qualità ad ogni costo e ovunque. Per la sincerità e la condivisione, generosità e i valori del cuore. Amore per la bellezza nella sua accezione più ampia, bellezza che produce Bene.

Basterebbero solo la speranza e tutto quest’amore per creare un’Italia migliore. Lo aspetto con ansia Babbo Natale. Magari lo aiuto a distribuire i suoi valori, pacchetti preziosissimi.  Aiutatemi anche voi.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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