Mario Monti: professore ‘con loden’!

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di Annalisa Sofia Parente

In una epoca di Ladies Gaga e Cristiano Malgioglio, dove osare diventa sempre più difficile anche a Carnevale, uno stile sobrio, parco, disimpegnato cattura paradossalmente l’attenzione e la simpatia della massa che in questa sobrietà si rassicura, allentando la presa esibizionistica.
E così ci spieghiamo come una principessa del calibro di Kate Middleton che potrebbe sfoggiare una griffe altisonante per ogni singola fase della propria giornata, abbia letteralmente entusiasmato suddite e ragazze di tutto il mondo con un suo vestitino Zara, immediatamente esaurito in tutte le vetrine del marchio low cost.
Se l’Inghilterra più sobria ha come icona Kate, l’Italia risponde con l’istituzionale, tecnicissimo, impeccabile e politicamente corretto Mario Monti, premier e salvatore, sceso sul terreno politico per assestare lo Stivale.

L’ aria pacata del premier, la sua intonazione vocale sempre rasserenante, il suo sguardo da buon uomo sembrano garanzie di una personalità impeccabile e inattaccabile…
Ma spesso il look può essere più immediato e convincente di una disquisizione o di una manovra economica e neanche qui Super Mario si fa trovare impreparato!
Chi non ha fatto caso ad un capo cult cui non rinuncia mai, almeno in inverno; un coprispalla minimal, sobrio e intrinsecamente austero che vanta una storia e un’etimologia di tutto rispetto e altresì un museo ad esso dedicato: il loden!
Il nome di questo capo trae la sua origine da lodo, traduzione di ‘balla di lana’ nel tedesco arcaico; difatti il loden è un tessuto di lana prodotto dai contadini dell’Alto Adige e del Tirolo che lo filavano e tessevano sin dal Medioevo.
Ma la sua storia è degna di quella di Cenerentola: grazie all’aggiunta di lana merinos (per intuizione della fabbrica Moessmer – 1882), da indumento dei contadini esso divenne tessuto base per gli abiti della nobiltà austroungarica, ricoprendo, nella forma di un bianco mantello, persino le spalle del l’imperatore Francesco Giuseppe.
Nato col colore grigio della lana grezza, il loden nel tempo si tinse prima di rosso, nero e bianco, poi del classico tono verde foresta che lo contraddistingue nell’immaginario comune fino ad assumere, oggi, i colori delle tavolozze più all’avanguardia.

Monti lo vuole blu (più classico di così si muore) e la sua fierezza ‘di loden vestita’ inesorabilmente ci rimanda a quell’accezione simbolica che questo coprispalla ha avuto a partire dai movimentati anni ’70, identificando una sinistra radical chic composta da ‘professori’ universitari e avvocati di successo
Sono passati circa quarant’anni eppure, inconsapevolmente, il premier Monti ha rilanciato, in un capo d’abbigliamento, il potere di una identificazione sociale, culturale, politica e intellettuale.
In occasione del Pitti il giovane stilista Andrea Incontri, per la sua collezione AI 12-13 insieme ad Habsurg, marchio nobile della tradizione sartoriale austriaca, ha presentato con successo un nuovo progetto che mira ad identificare i codici chiave del loden e a decontestualizzarne gli usi ampliando il pubblico a cui da sempre si rivolge.

Sarà stato il latente bisogno di sobrietà che serpeggia nella nostra Italia vanesia, sarà stata l’efficacia di un capo evergreen come il loden o l’appeal di un irremovibile Mario Monti, ma ho l’impressione che molti maschietti, quest’anno compreranno un loden, consapevoli o inconsapevoli della carica semantica che questo indumento porta con sé.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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