101 motivi per cui le donne sono più intelligenti degli uomini ma non sono al potere

image_pdfimage_print

Di Stefania Taruffi

Lo diceva anche Mahatma Ghandi: “Le donne costituiscono la metà migliore dell’umanità”. La scrittrice Federica Morrone va ancora oltre e sostiene che l’universo femminile è addirittura superiore a quello maschile. Solo che ha meno chances di andare al potere.

Il libro racconta l’universo femminile rilevando che le donne possiedono un mix di impegno, competenza, capacità, resistenza, indipendenza, che le rende “superiori”. La qualità più importante, che differenzia il mondo femminile da quello maschile, è che le donne comprendono, grazie al loro intuito, ciò cui gli uomini arrivano principalmente attraverso il ragionamento. Vivono inoltre contemporaneamente il razionale e l’irrazionale, senza la linea di demarcazione, che gli uomini hanno bisogno di tracciare; le donne non cercano appigli, si tuffano in cerca della soluzione, senza il timore di navigare in acque straniere. Hanno un cervello più sofisticato, capace di prendere decisioni complesse in tempi brevi, di uscire dagli schemi per trovare soluzioni fantasiose, ma sempre efficaci. E allora perché le donne stentano a ottenere ruoli di potere? Perché continuano a occupare posizioni marginali nella società? La mancata affermazione delle donne è dovuta a una lunga serie di discriminazioni e pregiudizi, ma non solo. A volte sono le donne stesse a rinunciare, a voler rimanere nell’ombra, quasi fossero oppresse da un atavico complesso d’inferiorità. Ripercorrendo i molteplici, spesso anche contraddittori, aspetti dell’universo femminile, questo libro evidenzia una serie di motivi che impediscono alle donne di raggiungere certi traguardi lavorativi molto ambiti, e ci racconta, al tempo stesso, le esperienze di quelle donne che, nonostante tutto, ce l’hanno fatta: donne come Aung San Suu Kyi, Angela Merkel, Serena Dandini, Daria Bignardi, e molte altre.

Federica Morrone è una giovane scrittrice di successo. Ha pubblicato già molti romanzi tra cui anche il libro-intervista a Tiziano Terzani Regaliamoci la pace (con contributi tra gli altri di Dario Fo, Margherita Hack, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Strada, Vauro, Jovanotti, Don Ciotti, Don Gallo, Giulietto Chiesa).

Antonio Giaimo, ex redattore dell’Ansa in America Latina: “Quello che volevo dire, l’ha già espresso Federica nel libro. Nell’arco della mia vita ho trovato nelle donne di qualunque condizione, una grande capacità. Nelle redazioni dei giornali, nel mondo culturale latinoamericano, ovunque: nelle assemblee delle cellule rivoluzionarie, qui a Montevideo, durante la dittatura militare. Non vi fu giudizio motivato più saggio se non quello delle donne, grandi compagne, grandi madri, di noi, che ci sentivamo uomini e sbagliammo. Ancora oggi mi fermo a pensare al ruolo dominante di questa società patriarcale soffocante e la forza espressa dalla donna durante le grandi società matriarcali dal neolitico (Demetra e l’agricoltura) nell’età del bronzo-Ustica come esempio di società matriarcale- (Vedi gli scavi condotti da Ross Holloway nel villaggio preistorico).” 

Federica spiega il concetto principale del suo libro: “L’affermarsi del potere femminile è impedito da una lunga serie di diseguaglianze e discriminazioni. La questione fondamentale è che ancora troppi diritti sono violati, che in troppi Paesi del mondo le donne subiscono non solo violenze private, ma perpetuate dallo Stato. Anche l’Italia è molto lontana dall’essere una nazione civile, capace di tutelare i diritti femminili. Per fare in modo che le donne occupino posizioni di potere e il loro contributo possa essere notevole, è essenziale che la parità esista davvero, di considerazione, di salario, sanitaria, umana. La non coesione delle donne lascia spazio al predominio degli uomini. La strada è lunga, ma se le donne cominciassero a seguirla insieme condividendo l’impegno, potrebbero raggiungere risultati strabilianti. In questo libro ho viaggiato nei diversi aspetti del femminile senza il timore di confutarmi. Ho cercato di porre in evidenza una serie di ragioni che impediscono alle donne di raggiungere il potere, seguendo un percorso culturale, storico e scientifico, soffermandomi sull’attualità poco edificante”.

 Trovo questo libro di estremo interesse sociologico, soprattutto il capitolo d’apertura intitolato: “Il privilegio a portata di letto”, in cui è condensato tutto il fulcro del problema legato alla mancanza di una reale crescita delle donne in Italia nell’ultimo ventennio: la visione che molte hanno di se stesse, del proprio ruolo e delle ‘false’ regole che hanno governato il mondo del lavoro e del potere femminile, sostenute e alimentate dalle famiglie, dalla società e da istituzioni consenzienti :” Un tempo le donne erano messe in guardia fin da bambine sul rischio di incontrare la più abietta specie di uomini, quelli che con la promessa «Farò di te una stella» immediatamente cercavano di allungare le mani. Erano allenate a tenere lontani certi viscidi esemplari maschili. Forse oggi sono cambiati i metodi educativi all’interno delle famiglie o, meglio, si sono trasformati i valori su cui si fondava la società. Meritocrazia è una parola desueta, come dignità. Ormai i modelli di riferimento incitano al successo, ai soldi, alla visibilità a ogni costo. Non è importante il modo attraverso cui si raggiunge l’obiettivo, l’importante è acquisire il privilegio con ogni mezzo, compresa la mercificazione del proprio corpo. Troppe donne, invece di schivare le avances e i colpi bassi, sono le prime a offrirsi in cambio di lavoro, notorietà, favori. Utilizzando una femminilità di basso livello, riescono a occupare anche posizioni importanti. Il problema non è di ordine morale, questa prassi consolidata sta andando a minare gli equilibri basilari del vivere civile.

Le donne che si concedono troppo spesso non possiedono altri talenti oltre a quello erotico (sempre che si possa definire talento): una volta soddisfatto il pigmalione di turno e ottenuto il risultato che si erano prefissate non sono poi all’altezza di ricoprire il ruolo conquistato grazie a virtù extraprofessionali.

Non preoccupa certo chi si accontenta di regali e beni di lusso – esisteranno sempre uomini gratificati dalla compravendita poiché incapaci di veri legami sentimentali – ma questa resta una questione  intima che non porta alcun detrimento alla collettività. Invece le cortigiane che occupano senza merito un posto di lavoro, che diventano impiegate, dirigenti, giornaliste, persino ministri, che non hanno la preparazione adeguata a ricoprire una determinata carica e che non sono in grado di svolgere la propria mansione, provocano carenze e disagi sociali. In questo modo, oltretutto, denigrano e danneggiano la posizione di tutte le donne, compromettendo la possibilità che altre davvero meritevoli conquistino posizioni strategiche. Agevolano il maschilismo tout court, spianano il terreno per le conclusioni banali: «Non è roba da femmine».Complicato spiegare che non è roba per quelle femmine. Così le donne che si concedono troppo, si concedono e basta, non cambiano nulla. O meglio, rafforzano il potere degli uomini, di tutti, non soltanto di chi le ha facilitate”.

Con queste parole Federica Morrone ha tracciato l’identikit di uno stile di vita familiare a molte donne italiane negli ultimi anni.

Tuttavia, io credo nel cambiamento. Ora un’epoca, quell’epoca, sostenuta anche dalle tv private e da un generale malcostume pubblico, sembra essere finita. L’epoca delle veline sulle prime pagine dei giornali, delle Raccomandate incapaci, delle Funzionarie dello Stato incompetenti ma Avvenenti, del declassamento della meritocrazia a favore dell’estetica e delle capacità amatorie.

Le tendenze socio-culturali malate, seppur profondamente radicate in un Paese, possono anche essere sradicate e cambiate, da tutte le donne che mettono al servizio della comunità la propria comunicatività, competenza, sensibilità e professionalità. Serve il buon esempio, la divulgazione di nuove idee e modelli femminili vincenti, di valori. Una nuova sinergia, “un’energia sublime e salvifica, capace di riorganizzare il caos del mondo moderno con una visione equa, tollerante e democratica. Questo è il vero potere che le donne possono raggiungere, ed è un dono di cui abbiamo estremo bisogno”.

“101 Motivi per cui le donne sono più intelligenti degli uomini ma non sono al potere” di Federica Morrone

Editore: Newton Compton

Prezzo di copertina: €9.90

 

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *