27 gennaio, il giorno della Memoria

image_pdfimage_print

Di Maria Rosaria De Simone

Come ogni anno, a partire dal 2000, il 27 gennaio è un giorno speciale: è il Giorno della Memoria, riconosciuto dalla Repubblica Italiana, come il momento per commemorare la Shoah.

Fu proprio il 27 gennaio del 1945, il giorno in cui furono abbattuti i cancelli di Auschwitz e le truppe alleate si trovarono di fronte l’orrendo spettacolo dei deportati ebrei ridotti in fin di vita e in condizioni inimmaginabili. Ebrei contro cui, purtroppo, anche in Italia, si levarono le leggi razziali, le persecuzioni in vari paesi europei, la deportazione, la prigionia, la morte.  Assieme a loro, anche coloro che hanno cercato di opporsi all’ingiustizia che veniva perpetrata, che hanno cercato di difendere la libertà di ogni individuo, mettendo a repentaglio la loro vita stessa. 

In tutta Italia, per non permettere che l’obbrobrio della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico venga dimenticato, sono state organizzate varie iniziative. Anche la Capitale non mancherà di commemorare questo giorno e, a tal riguardo, la Provincia di Roma, assieme all’Associazione Romana Amici d’Israele ha curato una Mostra Itinerante dal titolo emblematico “Viaggio nella Memoria – Binario 21“. L’inaugurazione della mostra è avvenuta il 23 gennaio presso la Sala Egon Von Fustenberg a Palazzo Valentini, dove rimarrà aperta a tutti fino al 6 febbraio prossimo.

I visitatori si troveranno di fronte, in un percorso della memoria, 37 immagini fotografiche di cm 70×100, arricchite di didascalie, che fanno riferimento alla persecuzione antiebraica in Italia. Tali pannelli registrano una realtà drammatica, con la forza del linguaggio visivo che non lascia spazio ad altre interpretazioni se non a quella del documentare fino a che punto possa giungere la violenza umana. Le fotografie conducono l’occhio e l’animo del visitatore fino alla bassezze di cui è capace l’uomo verso i propri simili, lo portano di fronte a numerose testimonianze di ebrei deportati ad Auschwitz, il 30 gennaio 1944, sul binario 21. E’ proprio da lì, infatti, da quelle rotaie costruite sotto la Stazione Milano Centrale che partivano i convogli di ebrei rastrellati nelle città italiane, rinchiusi nel carcere di S. Vittore e poi portati nel campo di concentramento nazista in Polonia.

La mostra è un’occasione per condannare pubblicamente gli orrori del passato e toccare con mano la terribile realtà della Shoah, per trasmettere alle generazioni la ‘Memoria’ e per poter quindi riflettere insieme su quanto accaduto, perché mai più avvengano tali misfatti.

 


MRosaria De Simone

MRosaria De Simone

2 Comments

  1. The Polish
    24 gennaio 2012

    Chiedo la modifica della frase “campo di concentramento polacco” dal vostro articolo perché non si tratta di un campo polacco ma nazista. Chiedo attenzione perché ci sono state denunce simili da parte di autorità polacche a giornali di interesse internazionale.

  2. Maria rosaria de simone
    25 gennaio 2012

    L’articolo è tutto una denuncia del nazismo e delle sue forme di violenza e di repressione. Il termine polacco indica solo la collocazione geografica, pervhè furono i nazisti a trasformare alcuni edifici, in genere dei mattatoi in carne da macello umana. Detto questo, solo per specificare l’utilizzo del termine, credo che non ci siano problemi nella modifica. grazie.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *