Ritratti di Poesia, una giornata in compagnia della parola

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di Stefania Taruffi

Si è svolta ieri a Roma la sesta edizione di ‘Ritratti di Poesia’ presso il Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra. La manifestazione promossa dalla Fondazione Roma, nel corso degli anni si è imposta come uno dei principali eventi culturali dell’inverno capitolino, grazie alla partecipazione d’importanti autori, italiani e internazionali, e giovani promesse.

La rassegna, organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei con InventaEventi, si snoda tradizionalmente nell’arco dell’intera giornata ed è esclusivamente dedicata al mondo della poesia. Quel mondo delicato e impalpabile dei poeti, che ci insegnano come saltare agilmente sulle cose pesanti e vivere di luna e di frammenti di stelle.

Tempio di Adriano

Nell’arco di questa giornata, nello splendido scenario del Tempio di Adriano, allestito come un accogliente salotto letterario, ci si sente a casa e si ascoltano le parole. Non parole comuni e banali, non il chiacchiericcio di pseudo intellettuali. In questa sede si alternano poeti di ogni generazione e ci si dedica al tema della lettura poetica, vista sia come occasione di riflessione intima e individuale, sia come momento di ascolto e di fruizione collettiva. Il programma è fitto e vario e mostra quanto la poesia possa essere accessibile al grande pubblico, quanto sia vicina anche ai giovani, quanto interagisca con le altre forme d’arte, dalla musica al teatro, dalla fotografia alla pittura, in un continuo dialogo intellettuale e creativo.  Una rassegna caratterizzata sempre di più da un ampio respiro internazionale, quasi a voler sottolineare l’universalità del linguaggio poetico che supera i confini fisici dei paesi e delle nazioni, per parlare direttamente all’animo delle persone, il cui linguaggio è unico, perché fatto principalmente di emozioni condivise.

Grande successo ha avuto l’incontro introduttivo ‘A che serve la poesia? Istruzioni per l’uso del superfluo’, in cui il poeta diciannovenne Luca Manes ha affrontato, con un piacevole e vivace spirito giovanile, assieme a Maria Grazia Calandrone, una platea particolare, quella degli studenti dei licei romani, a dimostrare che l’interesse dei ventenni per la poesia è molto più grande di quanto si possa immaginare. “Scrivo poesie da quando ero adolescente” spiega Luca- “e nel 2011 la mia raccolta di poesie “Cielo e altro” è stata pubblicata sulla rivista “Poesia“, accompagnata da un articolo di Maria Grazia Calandrone, che oggi era qui con me. Penso che la prima forma di poesia sia la sensibilità, l’attenzione, l’accorgersi dell’esistenza, dell’esserci delle cose, dei suoni, delle immagini. Dunque, inizialmente, la poesia è ascolto della vita. La poesia e la realtà non possono essere separate, proprio perché la poesia nasce all’interno della realtà. Non c’è separazione tra pensiero e parola. E questa attenzione, è in realtà attesa: è sì uscita da sé, dal proprio io, ma insieme è già attesa di riempimento, di inglobamento della realtà, attesa di bene. Per questa sua profonda capacità, oggi la poesia deve essere incaricata di riportare l’uomo dentro la vita e la realtà. L’intelligenza poetica è ancora prima intelligenza della realtà. Senza realtà la poesia non esisterebbe, probabilmente. Per questo i giovani, i ragazzi oggi mi hanno molto colpito: è in espansione il luogo comune che vede i giovani alla deriva. Invece oggi, in questo luogo, ho incontrato dei giovani interessati, mossi e colpiti dall’ascolto della poesia, interrogati su quale sia l’utilità della scrittura e della lettura. Ho visto giovani entusiasti di ascoltare leggere e parlare di poesia. Giovani che, infine, mi hanno ringraziato! Tutto questo nasce prima: nasce da un’abitudine alla vita e all’interrogarsi intorno alla vita”. 

Ad aprire ufficialmente la giornata è stato il Presidente della Fondazione Roma, Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, ideatore dell’iniziativa e anch’egli raffinato poeta, che sei anni fa ha voluto fortemente questa rassegna e si è impegnato nella sua crescita in termini di contenuti e di presenze, portandola al passo con i tempi e facendo sì che divenisse un appuntamento di grande rilevanza culturale. ‘Nel corso del tempo ‘Ritratti di Poesia’ ha ottenuto un crescente successo, sia a livello di pubblico sia tra gli addetti ai lavori, a tal punto da diventare un ‘classico’, un appuntamento fondamentale del panorama culturale italiano” spiega il Prof .Emmanuele. ‘Siamo orgogliosi – prosegue – di continuare sulla strada tracciata nelle precedenti edizioni, valorizzando, ad esempio, il rapporto dialettico con gli studenti delle nostre scuole, coerentemente con l’impegno della Fondazione Roma nel settore dell’istruzione e della formazione, per il futuro delle giovani generazioni’. ‘Abbiamo inoltre deciso di proseguire il nostro viaggio alla scoperta delle altre culture – conclude il Presidente della Fondazione Roma – dall’Iraq all’Irlanda, dal Messico agli Stati Uniti, grazie alla rassegna di poesia internazionale, e abbiamo sottolineato ancora una volta il nesso inscindibile tra la parola e la musica, con il concerto finale di Francesco De Gregori’.

Dopo la consegna del Premio  Fondazione Roma – Ritratti di Poesia, un premio assegnato a un poeta che abbia contribuito all’affermazione della cultura italiana al di fuori dei confini nazionali, vinto dal poeta Bacchini, è seguita l’apertura ufficiale della manifestazione con la lettura, da parte dell’attore Ugo Pagliai, di alcune poesie sulla Shoah tratte dal libro ‘La notte tace’ (Belforte editrice), alla vigilia della Giornata della Memoria.

Nel corso della rassegna, curata da Vincenzo Mascolo, si sono confrontati molti dei principali poeti italiani, come Giorgio Linguaglossa, Irma Immacolata Palazzo, Roberto Piperno, Massimo Gezzi, Luigia Sorrentino, Anna Toscano, Daniela Attanasio, Carlo Carabba, Paolo Febbraro, Mariangela Gualtieri, Anna Maria Carpi, Claudio Damiani e Alba Donati.

Il fotografo Dino Ignani ha proposto le immagini di celebri poeti, colti nel loro privato. Paolo Albani, membro dell’OpLePo (Opificio di Letteratura Potenziale), ispirato allo storico gruppo francese dell’OuLiPO, ha approfondito i rapporti tra la poesia visiva e quella sonora.

Le conversazioni con i vari poeti sono state curate dallo stesso Mascolo e dal giornalista e critico letterario Stas’ Gawronski. Interessante anche il confronto con le case editrici e le riviste di poesia. Tra i momenti più attesi la performance di teatro poesia di Mariangela Gualtieri; la rassegna di poesia internazionale, con la partecipazione di grandi autori, come l’irachena Dunya Mikhail, l’irlandese Bernard O’Donoghue, il messicano Jorge Esquinca. Soprattutto, attesissima è stata l’esibizione di Francesco De Gregori, che ha cantato in chiusura alcuni pezzi storici, dopo essere stato intervistato dalla giornalista Federica Gentile.  Musica e Parole dunque, a sottolineare la loro profonda interazione, dalla quale scaturisce una forte presenza poetica. D’altronde, non tutti, soprattutto i giovani, aprono i libri di poesie. Non per questo non amano il linguaggio poetico che racconta emozioni. Taluni lo riconoscono però più nelle canzoni, da sempre un inconsapevole veicolo di testi poetici fatti di parole e musica, che sanno arrivare dritti al cuore.

D’altronde dalla poesia non si può prescindere. Permea la nostra cultura, la natura, l’animo umano, la bellezza delle cose. E’ anche in ciascuno di noi, basta incontrarla, e quella di ieri era un’occasione, ma soprattutto, basterebbe imparare ad ascoltarla.

 

 

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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