Marta Ferri ‘collezione p/e 2012’: è una moda che sorride!

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 di Annalisa Sofia Parente

La donna di Marta Ferri sorride. E balla. E seduce. E strappa applausi.
Labbra scarlatte, occhi sognanti di chi recita un sogno, indossandolo.
È così che immaginiamo anche la stilista: audace tradizionalista, vintage all’avanguardia, madre e amante. Le sue creazioni non sono etichettabili in uno stile o in un tema da comunicato stampa: ogni abito è lontano da un altro eppure ad esso legato da una fratellanza qualitativa.

Tessuti Fortuny, velluti stretch, pizzi, eco pellicce navigano in un’inarrestabile ispirazione originaria e approdano in inaspettati dettagli, isole di estatica contemplazione.
Giacche di un aristocratico taglio sartoriale vigilano con rigore sulle pieghe di gonne leggere e inafferrabili, bluse bianche di seta o di pizzo nero sdrammatizzano l’antichità solenne di velluti di gonne e pantaloni fiammeggianti mentre eco pellicce cangianti ci riportano ad uno stile più trendy nell’utilizzo del tessuto, meno nelle fantasie e negli accostamenti cromatici.

Il fil rouge che lega ogni abito della passerella di Marta Ferri è il romantico desiderio di trasformare tessuti di arredamento in stoffe che lambiscono corpi danzanti, come se fossero delicatamente cuciti alla pelle di quelle splendide donne, sorridenti di una femminilità appagante.

Chi ha assistito alla sfilata della collezione p/e 2012 di Marta Ferri è rimasto inesorabilmente affranto da un ideale di perfezione non statuaria, ma umana, troppo umana: è come se una donna raccontata dalla moda avesse sciolto il marmo che le imprigionava membra e sorriso con una fiamma di musica e avesse deciso di camminare su un tappeto nero.
Addosso, vestiti di uno ieri contemporaneo e robusto; sulle labbra, il segno di quella fiamma bruciante; nelle gambe, la libertà di incantare.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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