Jack Guisso: fashion is over the rainbow.

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di Annalisa Sofia Parente

AltaRoma – Sabato 28 gennaio – Ore 19: 30, appuntamento alla Sala Baglivi di S.Spirito in Sassia per la presentazione della collezione p/e 2012 di Jack Guisso.
Il patinato comunicato stampa dello stilista di Beirut ci fornisce anticipatamente una chiave di lettura della sua collezione cui è stato dato il titolo the rainbow: i colori dell’arcobaleno caratterizzano la collezione con eleganza e delicatezza… e già mi ritrovo ad immaginare, ancor prima di vederla, questa successione di abiti.
Quello proposto da Jack Guisso è un tripudio di abiti principeschi che si ergono sulla passerella con l’opulenza dei ricami, di pietre preziose e cristalli: i dettagli sono molti e percettibili non nella loro minuta e delicata singolarità, bensì nello scintillìo di forme di rose e foglie e di altri ghirigori figurativi incastrati nella trama del tessuto.
Abiti prevalentemente lunghi da gran soirèe, aderenti come pelle scintillante fino ai fianchi e poi abbandonati ad onde e tramontane di stoffe che coprono delicatamente piedi fatati; abiti dai colori pastello e dalle nuances delicate: rosa, verde marino, giallo…
Jack Guisso ha voluto regalarci il ritmo cangiante di un suo arcobaleno creativo, ma con sincerità questa ‘quiete’ idilliaca e un po’ artificiale mi è sembrata meno incisiva di una tempesta di colore e di forme almeno minimamente eterogenee.
Sembrano tutti lo stesso modello, ma colori diversi, ha bisbigliato una nordica signora impellicciata seduta alla fila dietro di me. Nonostante la sua aria e il suo accento volutamente spocchioso, ho pensato che sostanzialmente avesse ragione.
Grande sartorialità, grande precisione nei ricami, grande sfarzo visivo… ma poco appeal e poca originalità, a mio avviso.
Fuoriuscita da una collezione dentro le righe è stato l’abito nuziale che ha chiuso il défilé: contrariamente alla tradizione stilistica araba, è risultato essere di una preziosità contenuta almeno nelle forme: aderente al corpo di una donna quasi inanime, ha trovato la sua verve fiabesca in un lungo velo preziosissimo, solcato magistralmente da lunghe righe di cristalli scintillanti.
Somewhere over the rainbow there’s a land that I heard of once in a lullaby… recita la canzone scritta da H.Y. Harburg. E forse è così: al di là dell’arcobaleno di Jack Guisso c’è una terra di cui ho sentito parlare in una ninna nanna; una terra che affascina il mondo e nella quale nascono preziose creazioni destinate più a principesse che a comuni donne come me.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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