Incredibile scoperta nel campo delle parole mute

image_pdfimage_print

di Maria Rosaria De Simone 

Una straordinaria novità arriva da un gruppo di scienziati californiani dell’Università di Berkley (California, USA), che da anni studiano gli impulsi celebrali legati al linguaggio. I ricercatori, guidati dal Dr. Robert Knight, hanno verificato che i pensieri che scorrono senza posa nel nostro cervello, sotto forma di parole, vengono registrati sotto forma di impulsi cerebrali, come accade con il linguaggio vero e proprio. Questa scoperta, mette quindi in luce che i pensieri, anche se non vengono esternati con il linguaggio orale e rimangono confinati nel profondo di noi, vengono salvati dal nostro cervello e possono essere captati.

La notizia potrebbe rivelarsi di grande interesse sul piano pratico perché potrebbe trovare applicazione in riferimento alle tante persone che non possono parlare a causa di varie patologie, quali paralisi o Sla, o ai sordomuti. Un computer potrebbe captare le onde cerebrali dei discorsi rimasti senza voce nel cervello e potrebbe convertirli in suoni comprensibili o metterli per iscritto, grazie ad un software appositamente creato.

Cosa non da poco: chi non ha mai potuto comunicare il proprio pensiero potrebbe finalmente avere l’opportunità di relazionarsi. Chi soffre di disabilità in questo campo, sin da piccolo potrà avere uno stile di vita più agevole ed una vita relazionale meno complicata.

Chi non ha voce finalmente potrebbe farsi ascoltare.

Un esempio questo, di una ricerca finalizzata al superamento della barriera della comunicazione. Un esempio di scienza applicata di gran valore.

MRosaria De Simone

MRosaria De Simone

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *