Cotto&Sedotto: ‘Minestra della neve’ per Paola

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di Annalisa Sofia Parente

Paola ha 26 anni, capelli rossi, qualche efelide, occhi grigi.
Ha studiato per diventare psicologa, ma per ora si rende indipendente lavorando come cassiera nel negozio di fiori dall’altra parte della strada.
Abita in un paesino umbro e sin da piccina riesce a riconoscere il profumo pungente della neve, senza neanche aprire le finestre: la punta del naso ghiacciata, un formicolìo alle gambe. L’ha sempre chiamata con orgoglio la mia magia della neve.
E anche stavolta ha funzionato anche se, a differenza delle altre volte, oggi la neve non riesce a renderla felice.
Il suo Lorenzo torna da lei dopo sei mesi di lavoro in Svezia. Paola ha paura di non riconoscere più il loro amore, benché lo voglia con tutta se stessa. Paola, in fondo, teme che lui abbia dimenticato quelle volte in cui le ripeteva ‘sorridi’ mentre le sbottonava la camicia bianca di seta con quel ridondante fiocco blu.
Cara Paola è difficile dimenticare un sorriso e il sapore della propria casa.
Per te, quindi, una ricetta semplice ‘amorevolmente’ interpretata… con un ingrediente segreto che darà calore e passione alla vostra cena di un ritorno invernale.

LA MINESTRA DELLA NEVE

Tempo di preparazione: 1 ora
Difficoltà: 5

Ingredienti per 2 persone:
3 patate grosse
2 carote
1 zucchina
Pasta mista (quella adatta ai fagioli)
Mezza cipolla bianca
1 gambo di sedano
Olio di oliva
1 bustina zafferano

Tagliare finemente la cipolla e il gambo di sedano e lasciarli soffriggere un po’ nell’olio d’oliva. Poi aggiungervi le carote, la zucchina e le patate tagliate precedentemente a tocchetti piccoli, ma non molto sottili.
Aggiungere 2 tazze d’acqua e aggiustare di sale, lasciare cuocere lentamente fino a quando tutte le verdure non saranno cotte.
Prima di calare la pasta mista nel brodo, frullare col frullatore ad immersione la metà delle verdure della minestra affinchè il brodo risulti denso (è importante che esso non rimanga liquido)
Quando anche la pasta sarà cotta, aggiungere la nostra preziosa bustina di zafferano , girare lentamente, spegnere il fuoco e lasciare riposare la minestra per 5 minuti.
Poi, impiattare in un tegame di terracotta e guarnire a piacere con una foglia di sedano e della ricotta salata a scaglie e accompagnare con un seducente calice di Montefalco rosso(temperatura ambiente, mi raccomando!)

L’ingrediente segreto: LO ZAFFERANO

Questa pianta erbacea è originaria dell’Asia minore e nella letteratura e nella mitologia greca è citata spesso come potente afrodisiaco: ad esempio, nel IX e XII libro dell’Iliade si narra di come Isocrate facesse profumare i guanciali con lo zafferano prima di andare a dormire perché capace d’incrementare l’attività sessuale dei maschi e accrescere la cupidigia delle femmine; infatti Zeus giaceva su un letto di Zafferano con le sue donne per aumentare le sensazioni e la sua potenza sessuale.
Il cardinale Richelieu usava come eccitante una confettura allo zafferano e alla fine dello stesso secolo il chirurgo francese Ambrogio Parè consigliava agli impotenti il risotto condito con questa spezia.
Ancora oggi in alcune aree del sud Italia c’è una tradizione secondo la quale per augurare felicità agli sposi viene cosparso il letto nuziale di fiori di croco (nome antico dello zafferano).

@ @ @ A Paola consiglierei di indossare la sua amata camicia bianca di seta, ma accompagnata non dai suoi soliti jeans scuri: un paio di autoreggenti, anche quando fuori c’è la neve, riesce sempre a far sentire gli uomini elegantemente e sensualmente a casa propria.
Per il sottofondo musicale, cara Paola, non potrei non consigliarti questa splendida canzone ad hoc:)

http://www.youtube.com/watch?v=A9wA-bOBHuA&ob=av2n

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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