Tony Bennett a Roma per ‘Luglio Suona Bene’

image_pdfimage_print

 “And baby, when in Rome I do as the Romans do”: non si tratta di una strofa qualsiasi, tratta da una qualunque delle centinaia di canzoni portate al successo da un grande artista, è una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti di una città che lo ha accolto come un mito vivente della musica, una città dalla quale il grande crooner mancava ormai da troppo tempo. E’ preceduto quindi da una  grande aspettativa, dopo molti anni di assenza, l’arrivo (per la prima volta) all’Auditorium Parco della Musica della leggenda vivente Anthony Dominick Benedetto, in arte Tony Bennett, il 15 luglio, ore 21.

Tony Bennett è il nome d’arte di Anthony Dominick Benedetto, figlio di un negoziante che nel 1906 era emigrato in USA da Podargoni, vicino Reggio Calabria. Sua madre era una sarta che era nata in USA subito dopo l’emigrazione dei suoi genitori anch’essi calabresi.  Inizia a studiare canto all’età di dieci anni alla High School of Industrial Arts. Si esibisce giovanissimo all’inaugurazione di un noto ponte sospeso di New York e occasionalmente anche in diversi ristoranti del Queens. Dopo essersi arruolato nell’esercito americano nel 1944 riprende a esibirsi nei ristoranti dove lavora anche come cameriere; Studia anche canto lirico. Nel 1949 incontra il comico Bob Hope che consiglia all’ancora Anthony Benedetto di cambiare il suo nome in Tony Bennett. Il 1950 segna l’inizio della professione con la firma del primo contratto discografico con la Columbia. Da allora Bennett ha collezionato un numero di successi e concerti difficile da quantificare. Basti pensare che il suo primo successo rimase al primo posto nelle classifiche dei singoli per quasi 3 mesi consecutivi, vendendo più di un milione di copie. Sulla scia arrivano Cold, Cold Heart e Blue Velvet. Ormai divenuta star di prima grandezza soddisfa la moltitudine di fan accorsi a New York, al Paramount Theatre, con 7 spettacoli al giorno, dalle 10:30 del mattino alle 3 di notte. Dal 1955 la carriera musicale subisce una svolta, dovuta sia alla nascita del rock, sia alla sua passione per il jazz. Inizia a collaborare con musicisti del calibro di Herbie Mann, Nat Adderley, Count Basie Orchestra. Nel 1956 viene trasmesso il Tony Bennett Show. Nel 1962 suona alla Carnegie Hall e con la canzone I left my heart in San Francisco vince 2 Grammy Awards  Nel 1975 e nel 1976, in collaborazione con il pianista Jazz Bill Evans realizza due album, il “Tony Bennett/Bill Evans album” e “Together Again“. Alla fine degli anni settanta si esibisce solo a Las Vegas. Durante gli anni ottanta si toglie l’etichetta di cantante di casinò, si riunisce con vecchi collaboratori pubblicando un nuovo album dopo più di 10 anni, “The Art of Excellence“. Negli anni novanta appare come guest star in numerosi show televisivi come il David Letterman Show e anche in un episodio del cartone animato I Simpson.

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *