Body Worlds: la morte diventa arte?

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di Cinzia Colella

Se proprio la si vuole chiamare mostra, che almeno la si definisca per quel che è: un’esposizione di cadaveri. Dopo averla visitata, Damien Hirst, autore del discusso“For Heaven’s Sake”, il cranio di neonato ricoperto di diamanti, vi sembrerà un raffinato esteta.

Venti corpi plastinati, oltre a duecento organi e sezioni di essi. Macabro? Abbastanza per chi ha difficoltà a ritrovarsi in tante fasce di muscoli, in una rete di nervature e in una gabbia di ossa. Ma non lo è stato per gli oltre 33 milioni di visitatori, fra questi 11 milioni solo in Europa, 12 milioni in America e 7 milioni in  Asia, in più di sessanta città del Mondo che hanno fatto diventare questo esperimento un record di presenze. A Roma se ne sono registrate  100 000 in pochi mesi, e fino al 31 marzo, le Officine Farneto saranno un laboratorio di anatomia dal quale devono stare ben lontani i tanatofobici.

In Body Worlds si racconta il corpo umano nella sua fisicità estrema, la perfezione del suo funzionamento, l’armonia delle sue parti, il miracoloso equilibrio, ma – di certo – non ne viene esaltata la sua bellezza. L’uomo nudo. L’uomo a nudo. Senza sovrastrutture o patinature, solo carne.

L’idea nasce dal Dr. Gunther von Hagens che illustra il corpo umano come non è mai stato fatto, rendendo accessibile al grande pubblico una serie di informazioni relative alla medicina e all’anatomia che altrimenti resterebbero relegate al solo ambito scientifico.  E lo fa grazie alla tecnica della plastinazione, inventata e brevettata da lui stesso, nel 1977, all’Università di Heidelberg. Questo metodo, infatti, permette di conservare tessuti e organi, sostituendo ai liquidi corporei polimeri di silicone. Per la produzione di un plastinato corporeo integrale occorrono circa 1.500 ore lavorative.

Il viaggio alla scoperta del corpo umano inizia dal cuore: un pugno rosso, che trattiene sentimenti ed emozioni, ingentilito da una fitta retina di capillari ricamata da sapienti mani. E’ il primo organo a formarsi all’interno dell’embrione ed è quello che – nel corso dell’esistenza – lavorerà di più, pompando con tre miliardi di battiti circa, oltre 200 milioni di litri di sangue nella vita di una persona: una quantità in grado di riempire più di tre superpetroliere.

Si passa poi allo studio dello scheletro: intero, sezionato, anchilosato; del cervello  (anche colpito da emicrania) e di tutti gli altri organi vitali. Un percorso complesso che si insinua anche nelle arterie sane per poi arrivare in quelle lesionate dalle patologie ad esse legate. Impressionante, tanto quanto vedere la differenza tra gli organi sani e ben conservati grazie anche ad uno stile di vita corretto e quelli colpiti da malattie e vizi tutti umani (come nel caso del polmone: rosa e compatto quello sano, nero catrame e frastagliato quello di un fumatore).
Quasi alla fine del percorso ai arriva all’inizio della vita: il feto in evoluzione dalla quinta settimana fino al parto.

Body Worlds, alla sua prima italiana curata da Fabio Di Gioia, rappresenta un modo diretto di divulgare e di educare sui temi della salute, del benessere, della corretta alimentazione. L’impatto emotivo è forte, come dimostrano i sondaggi: dopo aver visto la mostra il 10% dei visitatori ha iniziato a fumare di meno e a consumare un minor numero di alcoolici; il 33% ha deciso di nutrirsi in maniera più sana, il 25% ha iniziato a praticare uno sport, il 14% ha ammesso di sentirsi più consapevole del proprio corpo, il 23% si è detto più disponibile rispetto al passato alla donazione degli organi.

Tutti i preparati anatomici in mostra sono autentici. Garantito. Appartengono a persone che hanno disposto in vita che i loro corpi, al decesso, dovessero essere messi a disposizione della formazione dei medici e della sensibilizzazione dei profani. Molti donatori sottolineano la loro volontà di essere in tale maniera utili ad altre persone anche dopo la morte. La loro altruistica donazione del corpo consente di fruire di visioni assolutamente uniche del corpo umano, finora riservate tutt’al più ai medici. 

L’Istituto di Plastinazione di Heidelberg (Heidelberger Institut für Plastination) sostiene dal 1982 uno speciale programma di donazione del corpo e attualmente l’Istituto di Plastinazione ha iscritto 12.898 donatori di corpo nei suoi registri e il numero dei donatori già deceduti è pari a 974 (situazione a giugno 2011). Ma perché si scegli di aderire ad un simile progetto?
Secondo i dati forniti dall’Istituto, il 22% desidera servire ad una buona causa; il 19% è entusiasta della plastinazione; il 13% percepisce come spiacevole l’idea di essere cremato o inumato. Il 13% desidera esonerare i propri congiunti dalla manutenzione cimiteriale; il 12% è entusiasta delle esposizioni pubbliche; il 7% desidera risparmiare le spese funebri e, infine, il 4% non ha congiunti.

Da visitare? Ni. A meno che non si abbiano una passione smodata per il “come è fatto” e uno stomaco di ferro. Ma chi cerca atmosfere botticelliane e grazia manieristica, pensando di allietarsi l’anima andare a vedere una mostra, se la risparmi. Del resto si sa che la vera bellezza, l’incanto, va oltre il corpo e non c’è plastinazione che possa trattenere quei 21 grammi che fanno la differenza tra maschio e uomo.

Gunther von Hagens’ BODY WORLDS. Il vero mondo del corpo umano

Officine Farneto, Via dei Monti della Farnesina 73 (zona Stadio Olimpico) 00194 Roma

FINO al 31 MARZO 2012

orari: da lunedì a giovedì dalle 10 alle 14 (ultimo ingresso ore 13) e dalle 16 alle 20 (ultimo ingresso ore 19); venerdì, sabato dalle 10 alle 23 (ultimo ingresso ore 22); domenica dalle 10 alle 21 (ultimo ingresso ore 20)

ingresso: intero 16 euro; ridotto 12 euro

audioguida : 4 euro

prenotazione online www.listickets.it
ulteriori informazioni www.bodyworlds.it
© Diritto d’autore: Gunther von Hagens, Institute for Plastination, Heidelberg, Germany
COPYRIGHT: Gunther von Hagens’ BODY WORLDS, Institute for Plastination, Heidelberg, Germany

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

One Comment

  1. io
    21 maggio 2012

    troppo poco amore per il vero

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