Mario Biondi dal vivo a Torino

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Foto e testo di Vincenzo Nicolello

TORINO – La sua stazza imponente lo rende di per sé unico nel panorama italiano, ma le sue doti artistiche gli hanno consentito di conquistare il mondo. Stiamo parlando di Mario Biondi, voce profonda come il mare, riconoscibile anche per il più distratto degli ascoltatori.

In fondo la sua storia inizia proprio dalla sua voce ed un suo pezzo (This Is What You Are) che inizia a passare nelle radio (non  quelle italiane), per una scelta quantomeno originale del dj Norman Jay. Un italiano che diventa protagonista in Inghilterra è un caso davvero più unico che raro, ma in fondo gli inglesi impiegarono un bel po’ a capire che quel ragazzone che cantava in perfetto idioma anglosassone, non era  uno di loro, ma arrivava dal paese della pizza e mandolino.

La sua fama dal quel momento inizia a diventare planetaria e noi italiani ci accorgiamo di lui.

Ora anche qui, il valore di Biondi non si discute e il fatto che i teatri siano gremiti, quando presentino in cartellone un suo concerto, è la conferma di quanto andiamo dicendo.

Anche lo scorso 14 marzo, al Teatro Colosseo di Torino, con l’organizzazione di F&P group e Setup Live, c’era il pubblico delle grandi occasioni.  Il gigante buono si è presentato sul palco con un look che non può passare inosservato. Un giaccone damascato con alamari, pantaloni di pelle, camicia nera e tanta voglia di cantare.

Al suo fianco una grande band, di musicisti veri, che sono il vero valore aggiunto di questo artista. La sua voce scalda immediatamente il pubblico, ma del resto la musica sincopata e ambient non sono proprio il massimo per scatenare i fan. Quindi si inizia piano, uno, due, tre pezzi e l’atmosfera si inizia ad animare. Qualche battuta, qualche ammiccamento ed il feeling prende quota. Da quel momento inizia il vero concerto, sottolineato da applausi sempre più convinti.

Per quello che è il Tour legato al nuovo disco “Due”, Biondi ha scelto di essere accompagnato da altri artisti, esattamente come avviene nel cd. A Torino per esempio al suo fianco si è esibito anche il fratello Stevie, che se non fosse per i centimetri in meno e qualche rotondità in più, potrebbe essere il perfetto sosia artistico.

L’esibizione è stata anche l’occasione per ricordare tre artisti recentemente scomparsi. Biondi, salutando Lucio Dalla, Etta James e Whitney Houston, ha imprecato per questo anno bisestile che sta rubando tanti talenti alla musica. Con un medley ha idealmente fatto cantare insieme i tre, come nessuno aveva mai fatto.

Una bella serata, decisamente, vedere tutta quella gente, inchiodata sulle poltrone per oltre due ore, ci ha fatto capire che la musica di qualità, non ha età, sesso e frontiere.

Se questo avviene, un po’ di merito è di questo ragazzone siciliano, che è solo capace di cantare in inglese.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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