James Taylor: bentornato romantico cantautore

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Testo e Foto:  Stefanino Benni

Si apre il sipario nel bellissimo Teatro degli Arcimboldi di Milano ed entra in scena James Taylor, famoso cantautore americano che è attualmente in Italia per un esclusivo tour teatrale anche di promozione della sua ultima produzione discografica “Live at the Troubadour”.

James è un cantautore neo-romantico dotato di una eccelsa tecnica chitarristica caratterizzata da quello che nel gergo è chiamato “finger picking“. Nel suo raffinato Live Taylor propone, i più grandi successi del suo grande repertorio e degli inediti, accompagnato da una band di altissimo livello.

Un carriera straordinaria, iniziata nella seconda metà degli anni 60, nel corso della quale si è aggiudicato 5 Grammy Awards, 40 dischi d’oro, innumerevoli di platino e una ricca discografia della quale ricordiamo bellissimi brani tra i quali “Jump Up Behind Me”,  “Fire and Rain”, “You’ve got a friend”, “Don’t let me be lonely tonight”, “Handy man” e “Your smiling face”.

< Been walking my mind to an easy time, my back turned towards the sun …..>.

James iniziò a studiare  violoncello per poi dedicarsi fin dai primi anni 60 alla chitarra, trasferitosi da Chapel Hill a New York, Taylor divenne tossicodipendente da eroina. La canzone “Jump Up Behind Me” si riferisce infatti a quel periodo buio ed è un omaggio al padre di Taylor (Isaac), che lo aveva soccorso riportandolo da New York a casa in Nord Carolina. Nel pezzo Taylor lo ringrazia per l’aiuto avuto in quel periodo difficile e disperato e tra le note della sua chitarra descrive i ricordi del lungo viaggio di ritorno.   Nel 1968 a Londra registrò il suo primo album omonimo, per la Apple Records, casa discografica dei Beatles, collaborando proprio anche con i mitici Paul McCartney e George Harrison.

Nel 1970, con l’uscita di “Sweet Baby James” raggiunse l’attenzione del grande pubblico, ed in particolare con il bellissimo brano “Fire and Rain “ e il settimanale Time gli dedicò la copertina.

Nel 1971, pubblicò “Mud Slide Slim and the Blue Horizon”, un altro grande album di classifica e vinse un Grammy Award per la sua versione di “You’ve Got a Friend”, originariamente scritta dalla sua grandissima amica Carole King. Nel  1976, fu pubblicato l’album Greatest Hits che includeva alcune versioni riarrangiate dei successi più vecchi. Questa realizzazione rimane ancora oggi l’album più venduto di questo autore.

Nel 1977 realizza l’album JT e  vince un altro Grammy Award per la Miglior Performance Vocale Pop, per “Handy Man”. Dopo aver collaborato con quel genio musicale di Art Garfunkel ed essersi brevemente dedicato a Broadway, Taylor si prese una pausa di qualche anno, per poi ripresentarsi con un altro successo, l’album “Flag”.

Passano gli anni e Taylor continua a raccogliere notevoli successi, ne sono di esempio il tredicesimo album ”New Moon Shine”, che divenne disco di platino nel 1991, mentre “Hourglass” del 1997 vinse il Grammy come miglior album pop non strumentale.

Un cantautore e poeta anche molto attivo sia nella difesa dell’ambiente sia politicamente ed infatti nell’ottobre 2004 Taylor si è unito al tour “Vote for Change”, tenendo una serie di concerti negli Stati americani al fine di promuovere il voto a favore di John Kerry e contro George W. Bush nel corso della campagna per le elezioni presidenziali del 2004.

Una serata in cui il suo pubblico si è abbandonato cullato spensierato tra il blues, il folk e il pop.

Organizzazione Evento D’Alessandro e Galli

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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