Brigate Rosse: il terrorismo all’asta

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di Michela Pedemonte

Una  lotta, purtroppo armata è quella che c’è ed è  ben visibile,  scritta nero su bianco nei documenti dove sono  evidenziate e ricorrenti le parole: “morte “e “sangue” .

Una storia dolorosa quella di anni travagliati  della realtà italiana, fatta di paura e terrore. I registi e gli scrittori si sono cimentati moltissime volte per raccontare quegli anni noir dopo una rivoluzione a fiori che voleva, nel suo intento primario ed ideologico, liberare la società da pregiudizi, guerre e terrore.  Una rivoluzione, quella per l’equità, per la difesa delle classi meno abbienti e contro uno status borghese, che all’epoca discriminava molto i non appartenenti ad esso, iniziata negli anni 60 con buoni propositi , inneggiando alla pace ed alla non violenza e degradatasi con gli estremismi  negli anni successivi in guerra.
Hanno descritto bene questi periodi film come: ‘La Meglio Gioventù‘ di Marco Tullio Giordana o il ‘Grande Sogno’ di Michele Placido e  ‘Buongiorno Notte‘ di Marco Bellocchio che  è dedicato totalmente al caso Aldo Moro e al suo rapimento.
Il libro “Anni di piombo. Sinistra e destra: estremismi, lotta armata e menzogne di Stato del Sessantotto a oggi” di Sandro Provvisionato e Baldoni Adalberto descrive con dovizia di particolari e con verità storiche i “sentimenti “ di quegli anni visti da due visioni, quella “rossa” ed anche quella “nera”.
Tutti quegli anni, in particolare quelli più tragici delle morti innocenti, saranno “venduti” dalla casa d’Aste  Bolaffi  il 29 marzo, (offerta minima 1500 euro ), tramite i 17 documenti  che  scrissero e divulgarono  i brigatisti in quegli anni.
Parole forti  si  possono leggere tra gli scritti,  che sono stati esposti alla Fiera del Libro Antico , presso la Permanente di Milano,  frasi  come queste,  tratte  dal documento BR numero 6 del 1978, che narrano la tragica ”Operazione Fritz(nome dato dai brigatisti al rapimento Moro)  :
“…Stendere una cappa di terrore controrivoluzionario sull’intera società à l’unico sistema con cui questo Stato, questo regime Dc sorretto dall’infame complicità dei partiti cosiddetti di ‘sinistra’ vorrebbe soffocare e allontanare lo spettro di un giudizio storico che il proletariato ha già decretato …”
O come queste:  “Le responsabilità di Moro sono le stesse per cui questo Stato è stato processato. La sua colpevolezza è la stessa per cui la Dc ed il suo regime saranno definitivamente battuti, liquidati e dispersi dall’iniziative delle forze comuniste combattenti. Non ci sono dubbi. ALDO MORO E’ COLPEVOLE E VIENE PERTANTO CONDANNATO A MORTE”.
Non è lasciato niente alla speranza né all’umanità tanto evocata in anni precedenti, una sola logica quella della violenza , aveva preso il posto nelle menti di chi credeva di poter cambiare il mondo con del piombo. La stessa classe operaia, non tutta ma molta, si era nettamente distanziata dalla storia del terrorismo rosso degli anni 70.
Un gruppo del  fuoco che ha continuato ad ardere ed ancora oggi sparge il proprio terrore, come  è accaduto nel 1999 con l’omicidio del consulente del Ministero del  lavoro  Massimo D’Antona o nel 2002 con l’uccisione del giuslavorista Marco Biagi , fino ad arrivare al 2003, anno in cui si è catturata una delle partecipanti a questi omicidi, la brigatista Nadia Desdemona Lioce , passeggera del treno interregionale 2304 Roma-Arezzo, cattura  che è costata la vita al sovrintendente della Polizia Ferroviaria Emanuele Petri.
Domandarsi se sia lecito o meno vendere quel pezzo di storia insanguinata è più che logico e sono previste manifestazioni delle vittime del terrorismo il giorno dell’Asta.

Forse come hanno sottolineato alcuni, sarebbe stato meglio che i documenti fossero conservati in qualche museo o   magari  era meglio lasciarli dove sono stati trovati, destinati al macero,  in una ex casa del popolo. Questo potrebbe essere visto come  “oscurantismo storico “ ma probabilmente  avrebbe evitato  un’ennesima pornografia del dolore e avrebbe rivolto maggior rispetto alle vittime e alle loro famiglie.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

One Comment

  1. 21 marzo 2012

    LA VIOLENZA VA SEMPRE CONDANNATA,ANCHE QUELLA CHE LEDE LA LIBERTA’ DEGLI OPERAI COSTRINGENDOLI AD UNA VITA SENZA DIGNITA’ CON STIPENDI DA FAMEE PER DI PIU’ ALLUNGANDO IL CALVARIO AUMENTANDO L’ETA’ LAVORATIVA.PRENDENDO COME SCUSA IL DEBITO PUBBLICO GENERATO DA UNA CLASSE POLITICA SENZA SCRUPOLI.

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