Giornata Mondiale dell’Acqua, UNICEF: le popolazioni rurali più povere sono ancora tagliate fuori

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NEW YORK, 22 marzo 2012 – Mentre il mondo celebra la Giornata Mondiale dell’ Acqua, l’UNICEF invita i governi a prestare particolare attenzione alle persone che vivono nelle zone rurali e che non godono dei progressi del loro paese, specialmente per quanto riguarda l’accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari di base.

Due settimane fa un rapporto UNICEF -Organizzazione Mondiale della Sanità ha mostrato che sono prevalentemente i poveri delle aree rurali coloro che non hanno ancora accesso a queste risorse fondamentali per la sopravvivenza.

“I governi devono assicurarsi che grazie alle risorse spese si ottengano risultati concreti per le persone più povere”, così ha affermato Sanjay Wijesekera, responsabile UNICEF dei programmi acqua e servizi igienici “altrimenti rischiano di lasciare un’ampia parte della loro popolazione, in particolare i bambini, sempre più vulnerabile alle malattie.”

Il rapporto Progress on Drinking Water and Sanitation 2012 afferma che il mondo ha raggiunto già alla fine del 2010  l’ Obiettivo del Millennio riguardante l’acqua potabile, avendo l’ 89 per cento della popolazione mondiale (cioè 6,1 miliardi di persone) accesso a fonti migliorate di acqua potabile.

Tuttavia nel rapporto è anche detto che gli abitanti delle aree rurali hanno una probabilità molto più alta rispetto a chi vive nelle zone urbane di non aver accesso ad acqua potabile sicura. Secondo il rapporto, vi è- globalmente- una forte disparità fra la possibilità di accedere all’acqua potabile nelle aree rurali rispetto alle zone urbane.

Delle 783 milioni di persone ancora senza fonti migliorate di acqua potabile nel 2010, 653 milioni vivono in aree rurali. Il quadro risulta ancora peggiore per i servizi igienico- sanitari: a livello globale, il 79 per cento della popolazione urbana utilizza servizi igienici migliorati rispetto al 47 per cento della popolazione rurale. Questo significa che il  72 per cento di coloro che non hanno accesso a servizi igienici adeguati( cioè1,8 miliardi di persone) vive in zone rurali.

L’ UNICEF afferma che il “divario rurale- urbano” per l’acqua potabile è particolarmente acuto nei paesi più poveri. Nell’Africa sub-sahariana la disparità fra le zone urbane e quelle rurali è di 34 punti percentuali. In media, nei paesi meno sviluppati, 97 abitanti su 100 delle zone rurali non hanno un sistema di tubazioni che permetta di avere l’acqua in casa.

L’UNICEF inoltre dichiara che sono soprattutto le donne e le ragazze a portare, anche fisicamente, il peso del carico dell’acqua. Le indagini infatti condotte in 25 paesi dell’Africa sub-sahariana hanno rilevato che nel 71 per cento delle famiglie senza acqua  sono le donne o le ragazze le principali responsabili per la raccolta della stessa. Ogni famiglia richiede in genere almeno un viaggio al giorno, e spesso più, per la raccolta dell’acqua. Si stima che queste donne spendano un totale di almeno 16 milioni di ore ogni giorno per la raccolta di acqua potabile, gli uomini invece ne spendono 6 milioni e bambini 4 milioni.

“L’acqua potabile deve raggiungere tutti”, afferma Giacomo Guerrera, Presidente UNICEF Italia “Non possiamo celebrare il progresso fino a quando coloro che sono più difficili da raggiungere non avranno la possibilità di aprire e chiudere un rubinetto, o andare ad un pozzo o ad pompa per ottenere acqua potabile sicura per le loro necessità quotidiane.”

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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