Nel girone dantesco

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di Marzia Santella

Sentendo Roberto Benigni narrare i Canti dell’Inferno mi sono resa conto che Dante Alighieri è stato un italiano lungimirante: E’ lì che ci troviamo: in un girone! A guardarci dall’alto un Governo Tecnico, Presidente, ministri, e affini, con redditi milionari, i quali da un lato temono di cadere con noi in un marasma e si spalleggiano, favoriscono posizioni insostenibili pur di non perdere la sedia e l’auto blu, dall’altro s’inventano tutti i giorni proposte e decreti che nulla hanno a che fare con le reali necessità o con i tagli davvero utili. Un governo che liberalizza gli orari delle attività commerciali con il fine di incentivare i consumi quando, invece, l’unica cosa che aumenta è la spesa energetica e l’usura dello stato psicofisico delle persone. Un negoziante, con attività a conduzione familiare, non può campare ventiquattro ore su ventiquattro nell’ impresa.

Una scelta attuata a beneficio dei grandi gruppi economici, evidentemente, a scapito delle piccole e medie imprese da sempre considerate la spina dorsale dell’economia italiana. Ora non servono più: che chiudano! Largo ai centri commerciali mastodontici dove perdere coscienza di quel che ci sta capitando. Dove i lavoratori non vedono riconosciuto lo strordinario festivo perchè se si lamentano gli viene ricordato che ci sono altri che lo faranno. I nostri centri storici in balia degli stessi franchising ovunque, perdendo per sempre le peculiarità, i prodotti, le attività artigianali. Lo ha detto anche il Presidente di Confcommercio: “Non è restando sempre aperti che aumenteranno i consumi”. Una riforma delle pensioni che fa restare a lavoro le persone fino alla bara evitando così di pagarla. Nessuna valutazione viene fatta in merito al tipo di lavoro svolto, per cui si ritrovano lattonieri di settant’anni sui tetti e poi ci si meraviglia delle morti sul lavoro.

Ma il buon senso dove sta? Né tra i governanti ma neanche tra i sindacati. Una persona che ha lavorato alle presse industriali, in fonderia, nell’agricoltura una vita intera può essere paragonata ad un dipendente pubblico o ad un bancario? Sarebbe il caso di diversificare e fare posto ai giovani? Ha senso trattenere settantenni stremati nella mente e nel corpo? A fronte di decenni di versamenti: in tasca cifre ridicole. Come Totò in quel celeberrimo film in cui dava la mancia e se la ritirava con il filo. Così fa lo Stato italiano. Discussioni su discussioni mentre noi, totalmente, inermi, apatici, rassegnati a pagare il carburante come oro, a pagare imposte su beni, come la prima casa, considerata un bene di lusso. Un’imposizione fiscale che va oltre il cinquanta per cento. E si pretende che l’economia cresca, per crescere servono soldi da spendere per far crescere la domanda. Magari lassù non lo sanno: I soldi non si fabbricano in garage. Fatto cento lo stipendio pagato affitto,mezzo di trasporto con relativo carburante, assicurazione , gas, luce e alimenti: bisogna anche mangiare, siamo già in perdita. Dove andremo a finire? All’Inferno ci siamo già.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

One Comment

  1. 24 marzo 2012

    NON SI PUO’ SPERARE IN PERSONAGGI CHE PRIVILEGIANO LA FINANZA SPECULATIVA ALLA PERSONA.DANTE ERA UN FUSTIGATORE DELLE DEBOLEZZE DELL’UOMO E AVEVA CREATO I VARI GIRONI METTENDOCI I PERSONAGGI E ATTRIBUENDO LE PENE A SECONDA DI QUELLO CHE LUI RITENEVA AVESSERO COMPIUTO.E’ CIO’ CHE FA IL CITTADINO CON L’OPPRESSORE ODIERNO.MA PER IL RISULTATO NON VORREI ASPETTARE TEMPI BIBLICI.

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