Fiorella Mannoia porta sui palchi d’Italia il Progetto Axè

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testo di Erika Sambuco – foto di Luigi Orrù

Ha preso il via l’altro ieri, venerdi 23 marzo il nuovo tour di Fiorella Mannoia. Dopo la pubblicazione dell’ultimo album di inediti, l’attendono una lunga serie di date che, a partire da Bologna,  visiteranno in lungo ed in largo tutta l’Italia con il suo spettacolo. Ieri sera era la volta di Roma, dove la cantante al Palalottomatica si è esibita proponendo nuovi e vecchi brani tutti virati in uno spirito di fratellanza.  E’ Sud, il nuovo disco di Fiorella Mannoia che con musica e parole disegna le meraviglie, i dolori, le contraddizioni di terre e popoli diversi ma uniti dallo stesso spirito.Un concept-album, come quelli di una volta, dedicato alla voglia di riscatto di quella parte di mondo “saccheggiata, violata, tenuta lontana dal progresso, dall’America latina all’Africa, terra di conquista per eccellenza”, come scrive in una nota di presentazione dell’album la stessa Mannoia. Tra gli altri autori, oltre a Fossati, che stavolta firma la musica di un testo di Fiorella, Luca Barbarossa e Bungaro, entrato nel mood della Mannoia in più di un brano. Accompagnata da oltre a dieci ragazzi brasiliani, ex meninos de rua (ragazzi di strada) tra ballerini di Capoeira, percussionisti e coristi, recuperati attraverso l’arte del Projecto Axè: un’ organizzazione no-profit nata nel 1990 a Salvador, Bahia (Brasile) ad opera di Cesare De Florio La Rocca, avvocato ed educatore fiorentino, con l’obiettivo di recuperare bambini e ragazzi di strada esclusi dalla vita sociale, affettiva ed istituzionale, attraverso una consolidata proposta pedagogica. Fiorella Mannoia è testimonial del progetto. Sul palco inoltre due ospiti italiani come Noemi e Frankie Hi Nrg, autore della bellissima Non e’ un film ispirata alla tratta delle schiave e allo sfruttamento sessuale delle immigrate. Fiorella, assolutamente a proprio agio nel palazzetto della sua citta’, ha ballato in quasi tutti i brani, quasi semppre scalza ed in perfetta forma, cambiato 8 abiti, e coinvolto con la sua energia il Palalottomatica gremito. Tra le chicche della serata una godibilissima versione reggae di Vieni via con me di Paolo Conte. E poi Sally, Quello che le donne non dicono (cantata mentre sfilavano immagini di tante bellissime donne del sud del mondo), la nuova Io non ho paura, L’Amore si odia (con Noemi), e Luce che si apre con il canto palestinese di Faisal Thaer. Alcune canzoni che ascoltiamo in Sud sono le prime di cui ha firmato i testi: “Forse avevo troppo pudore di non essere all’altezza, come quelli che hanno scritto per me, da De gregori, a Fossati. Io tendo a pensare che ogni cosa abbia il suo tempo. Questo disco mi ha toccato profondamene. Ho scelto io il tema di fondo, dopo aver letto il libro di Pino Aprile “Terroni”, che racconta di quanto il sud Italia da ricchissimo sia stato depredato negli anni. E allora, con Carlo Di Francesco, il produttore, che è anche percussionista, si è partiti proprio dai tamburi per rievocare i suoni del sud del mondo. Ho preso la penna e mi sono sentita ispirata, come succede di solito agli altri. Mi sono messa nei panni delle madri che non vedono tornare i propri figli e ho scritto, anche se invidio a Luca Barbarossa il testo di Luce una canzone bellissima sulla compassione, una delle più commoventi di tutto il disco. Io ho scritto invece ad esempio, Se solo mi guardassi, musicata poi da Fossati, una canzone che prende il punto di vista dei tanti invisibili fratelli stranieri che vivono intorno a noi, ai quali non chiediamo mai nulla delle loro vite e che avrebbero in realtà tanto da raccontarci se solo avessimo voglia di ascoltarli. Il fatto è che noi italiani non sappiamo immedesimarci. La compassione fa parte della nostra cultura cristiana, ma non ne siamo più capaci”. 

Il concerto conclude con Cara, un omaggio, nei bis, a Lucio Dalla. La scritta Grazie Lucio sul fondo della scenografia ha fatto inevitabilmente scattare una lunga e commossa standing ovation. “Il suo ricordo è presente e me lo porto dentro, lui mi ha voluto bene. Canterò una sua canzone ma non dirò niente” confida la cantante. Nel corso del concerto la musica di Fiorella Mannoia rielaborata, riarrangiata, manipolata a creare uno show unico con momenti di travolgente allegria e coinvolgente emozione. E ci riesce!

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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