Un Mondo tutto colorato e astratto. Benvenuti in Paradiso

image_pdfimage_print

di Erika Sambuco

Con Paradiso si compie la trilogia sulla Divina Commedia ideata da Emiliano Pellisari che con i precedenti spettacoli (Inferno e Cantica II) ha stupito e meravigliato negli ultimi tre anni il pubblico di tutta Italia. Lo spettacolo, dopo un anno e mezzo di preparazione, ha debuttato ieri sera al Teatro Olimpico come quarto e ultimo appuntamento del Festival Internazionale della Danza 2012 dell’Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico, e sarà in scena fino a domenica 22 aprile. Se in Inferno i corpi nudi dei danzatori sono stati i protagonisti e in Cantica II i costumi e le attrezzerie di scena hanno offerto la chiave simbolica per interpretare il pensiero dantesco, in Paradiso saranno veri e propri quadri viventi ispirati alla pittura contemporanea a fornire la chiave interpretativa della filosofia di Dante. Nel Paradiso i non-luoghi e i non-personaggi, spazi eterei ed essenze luminose, offrono un codice spazio-temporale astratto che forse soltanto la forza concettuale dell’arte contemporanea può rappresentare.

Nello spettacolo, la complessità teorica dell’universo dantesco descritto nella terza cantica si scioglie in un mondo colorato e insolitamente astratto. I pianeti – che nella cosmologia del Poeta sono elementi strutturanti del Paradiso, in quanto i cieli in cui sono collocati rappresentano i luoghi dell’ascesa verso l’Empireo – sono rappresentati attraverso enormi sfere in cui si intravedono solo le teste sospese dei danzatori, a simboleggiare le intelligenze motrici della cosmologia dantesca, come in una magia surrealista; il celebre Angelo di Dalì si materializza sul palcoscenico e misteriosamente dai cassetti che ne costituiscono il corpo si levano i corpi dei risorti nel giorno del Giudizio Universale; una stanza magica fatta di oggetti e corpi nudi si crea davanti ai nostri occhi, acquistando via via un ordine che simboleggia l’ordine divino che regge tutte le cose. Flash back: Dante incontra Beatrice da giovane… Bella e pura come una bambola… La rincontrerà in cielo santificata, sproporzionalmente gigantesca e attorniata da angeli volanti come in un quadro medievale vivente;  in un enorme quadro di Mondrian i quadrati colorati diventano tessere di un puzzle in continua trasformazione come nel gioco di Tetris; una grande tela bianca si taglia in tre facendo il verso a Fontana per poi portarsi all’estremo del pensiero dell’artista e trasformarsi in quattro vere e proprie sculture giganti. Come accade per gli spiriti che il Poeta incontra nel Cielo di Giove, i corpi dei danzatori formano le lettere dell’alfabeto componendo la frase che il pubblico deve leggere: “Amate le giustizia, voi che giudicate il mondo”. Corpi angelici si librano nell’aria per mezzo di palloni trasparenti, ruotando incessantemente attorno ad una sola sfera, simbolo della perfezione. Dietro ogni scena si nasconde un concetto, un’idea che lo spettatore potrà cogliere attraverso la simbologia o la semplice intuizione estetica. Tredici quadri, tredici idee originali che sapranno ancora una volta stupire lo spettatore e portarlo con la mente ai confini della pura astrazione. Fa da sfondo al mondo astratto del Paradiso la musica classica contemporanea ed elettronica avant-garde elaborata con i sintetizzatori, i voxcoder, i programmi di elaborazione musicale per più di un anno: gli strumenti dell’artigiano musicale contemporaneo che costituiscono sonorità, voci umane, l’intera gamma delle percezioni uditive; suggestioni da György Ligeti, Terry Riley, Alva Noto, Philip Glass, John Cage, Luigi Nono, Luciano Berio, Pietro Grossi, Salvatore Sciarrino, Karlheinz Stockhausen, Arnold Schoenberg, Giacinto Scelsi, Brian Eno, Kraftwerk, Autechre, Steve Reich.

In occasione della prima replica dello spettacolo, giovedì 12 aprile alle ore 19.30 si terrà al Teatro Olimpico, Dante: la parola che danza incontro tra poesia, arte e lingua, in cui Mimmo Liguoro intervista Emiliano Pellisari. Sono previsti gli interventi di Lucia Bocca Montefoschi (direttore artistico e amministratore delegato del Teatro Olimpico), Alessandro Masi (segretario generale della Società Dante Alighieri), Marco Veglia (docente di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Bologna). Durante l’incontro Emiliano Pellisari riceverà l’Onorificenza della Società Dante Alighieri per il lavoro compiuto a favore della diffusione dell’opera del Sommo Poeta.

E’ proprio vero, dunque, che la più grande opera d’arte siamo noi, col nostro corpo e Mariana Porceddu, Patrizio Di Diodato, Chiara Verdecchia, Valeria Carrassa, Maria Chiara di Niccola e Carim Di Castro, i danzatori protagonisti di quest’opera, ce lo mostrano molto chiaramente.

 

Biglietti: da 35 a 20 € e 14 € per studenti delle scuole (più diritto di prevendita). Ragazzi fino a 14 anni 14 €. Riduzioni per CRAL, gruppi, scuole di danza e associazioni.

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *