Non siamo cittadini di serie B: a Roma manifestano forze dell’ordine, militari e disabili

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di Stefania Taruffi

Si è svolta ieri a Roma, davanti a Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato, la manifestazione di poliziotti, militari e disabili con lo slogan “Non siamo cittadini di serie B“. Si sono contestate le decisioni della quarta Sezione del Consiglio di Stato che penalizzano i cittadini in uniforme che assistono parenti disabili e, più in generale, si è voluto stigmatizzare la forte stretta giuridica impressa dalla Giustizia amministrativa ai diritti di militari e poliziotti.

Di particolare significato simbolico è l’adesione dell’European Organisation of Military Associations (EUROMIL), l’organizzazione fondata nel 1972 che raccoglie 42 associazioni e sindacati militari di 27 paesi europei. L’EUROMIL, da tempo, ha messo in agenda il caso Italia, manifestando preoccupazione e attenzione per la condizione dei diritti dei miliari italiani.

Hanno partecipato anche attivamente alla manifestazione il Partito Popolare Sicurezza e Difesa (PPSD) e il sindacato COISP della Polizia di Stato. “E’ uno scandalo che i cittadini in uniforme siano trattati, secondo la convenienza, ora come normali impiegati dello Stato – specie quando si tratta di penalizzarli sotto l’aspetto retributivo-previdenziale – oppure come lavoratori “specifici” quando si tratta di negare loro quei diritti sacrosanti,che sono di normale fruizione da parte dei “normali” lavoratori, come il diritto ad assistere un congiunto disabile, vergognosamente negato dal Consiglio di Stato. Questo gioco al massacro deve finire”. E’ quanto dichiara Giuseppe Paradiso, Segretario nazionale del PPSD che sottolinea: “E’ ridicolo che appena il 5% delle sentenze emesse dai giudici di palazzo Spada siano favorevoli ai ricorrenti quando questi indossano l’uniforme. Siamo dinanzi ad una vera e propria discriminazione”.

Particolare significato ha pure l’adesione del Movimento Italiano Disabili (MID), che ha anche pubblicizzato la manifestazione tramite la propria radio web, intervistando l’avvocato Giorgio Carta, ex ufficiale dei Carabinieri, organizzatore della manifestazione, insieme a GrNet.it.

La misura è colma” afferma l’avvocato CartaIl Consiglio di Stato, che da sempre limita i diritti di militari e forze dell’ordine, ora discrimina anche i loro parenti disabili.

E’ ora che i cittadini in uniforme comprendano che il loro malessere ha spesso causa nella stretta giuridica data ai loro diritti dalla giurisprudenza della Quarta Sezione del Consiglio di Stato. Secondo quanto diramato dallo stesso Ministero della Difesa, – aggiunge Carta – in Italia è respinto il 95 per cento dei ricorsi proposti dai militari. Questo dato, già in sé allarmante e anomalo, deve essere valutato, considerando che nel 5 per cento dei ricorsi accolti sono compresi quelli puramente strumentali, proposti cioè per accedere ad atti amministrativi, per obbligare l’amministrazione a rispondere a istanze o per chiedere l’ottemperanza di una sentenza”.

Avv. Giorgio Carta - Giuseppe Paradiso GrNet.it

Di conseguenza, il numero dei ricorsi utili vittoriosamente esperiti contro il Ministero della Difesa è ben inferiore al 5 per cento” – prosegue Carta – “Le forze di polizia a ordinamento civile, parimenti sottoposte alla giurisdizione esclusiva dei giudici amministrativi, non stanno molto meglio. L’ultima conferma, forse la più eclatante, dell’atteggiamento restrittivo assunto dalla quarta sezione del Consiglio di Stato nei confronti dei più fedeli servitori dello Stato è data dall’assurda, quanto inspiegabile, interpretazione data alla recente modifica della legge 104 del 1992, che sancisce il diritto di ogni lavoratore che assiste un congiunto handicappato in condizione di gravità di chiedere l’assegnazione alla sede più prossima al disabile. A partire dalla sentenza 2707 del 2011, il massimo consesso della giustizia amministrativa sta esprimendo il principio assurdo secondo cui la specificità del servizio demandato a militari e forze dell’ordine li esclude dal riconoscimento dei diritti riconosciuti agli altri cittadini. In altre parole, i giudici della quarta sezione, vedono nei maggiori disagi e rischi del servizio militare o di polizia una ragione non per ampliare, ma addirittura per limitare diritti”.

In tal modo, si discriminano altresì i disabili che, non solo devono fare i conti con la propria infermità, ma per effetto di tali sentenze anche con la sventura di avere congiunti che vestano una divisa, cioè cittadini di serie B. Tale inammissibile interpretazione sta condizionando anche i TAR di tutta Italia che, invece, avevano riconosciuto il beneficio previsto dalla nuova versione della legge 10 del 1992. Disabili, forze dell’ordine, militari sono scesi in piazza oggi” conclude l’avvocato Carta “per dire basta a tale stato di cose e per urlare ai giudici amministrativi che non sono cittadini di serie B”.

 

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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