Subsonica: farlo in casa è meglio

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foto e testo: Vincenzo Nicolello

Quello del Palaolimpico di Torino non era soltanto un concerto, ma una grande festa popolare per celebrare degnamente i 15 anni di attività dei Subsonica nella loro città di origine.

Samuel, Max, Ninja, Boosta e Vicio hanno preparato con cura questa serata, allestendo un palco molto stretto e creando quelle atmosfere fumose che respiravano all’inizio della carriera, quando a seguirli c’erano pochi fan e quei fan erano conosciuti per nome.

Oggi la situazione è cambiata. In quindici anni ne è passata di acqua sotto i ponti. La band è maturata, ha vissuto l’uscita di “Pierfunk” (per altro ospite della serata e protagonista di un “cameo” nel corso del concerto), vivendo anche una certa crisi di identità, quando per qualche tempo l’elettronica ha lasciato spazio al rock, stravolgendo un’identità consolidata e amata.

Sono passaggi obbligati nella carriera degli artisti, che portano a maggiore consapevolezza e, magari a rinnegamenti di scelte fatte. Tutte queste riflessioni sono emerse prepotentemente lo scorso 26 aprile.

Samuel con il suo inseparabile “Vocoder” ha iniziato a presentare la storia musicale del gruppo, omettendo accuratamente di proporre i brani del penultimo album L’eclissi, nonostante dalla platea venissero richiesti a gran voce alcuni pezzi. E’ stata una scelta rigorosamente voluta e sottolineata a più riprese.

Che dire del concerto? L’atmosfera era quella giusta, così come il colpo d’occhio. Del resto il record di spettatori per il Palaolimpico è detenuto proprio dai Subsonica, che raccolsero nell’ultima esibizione oltre 18 mila paganti. Questa volta qualche spazio vuoto si è visto, ma siamo pressoché convinti che ci sia discostati pochissimo da quel record.

L’impressione musicale della serata è stata positiva, anche se è emersa una certa difficoltà nel rodare. Stanchezza? Emozione? Di sicuro l’esibizione ha preso piede a partire dall’ “encore 2”, quando finalmente il torpore ha lasciato spazio alla loro vera essenza. Samuel ha iniziato a scorrazzare come una gazzella sul palco e lo spettacolo ha preso piede. Un’altra piccola pecca è parsa quella dell’audio: il suono risultava un po’ sporco, ma comprendiamo come talvolta trovare un giusto set al mixer, specie in aree così vaste e rimbombanti, può non essere un’impresa agevole.

Dopo due ore e una trentina di pezzi i cinque ragazzacci terribili sono ritornati nel backstage: ora li aspetta “Istantanee tour x15”  che proseguirà fino all’estate, quando la loro musica uscirà dai palazzetti e inebrierà gli spazi aperti.

Scaletta del 26 aprile

Come se

Cose che non ho

Istantanee

Onde quadre

Radioestensioni

Giungla Nord

Per un’ora d’amore

Funkstar (acustica)

Tutti I Miei Sbagli (Acustica)

Ratto

Aurora sogna

Depre

Liberi tutti

Il diluvio

L’errore

Tu menti(CCCP cover)

Colpo di pistola

Istrice

Il cielo su Torino

La glaciazione

Discolabirinto

Nuvole rapide

Nuova ossessione

Up patriots to arms(Franco Battiato cover)

Tutti i miei sbagli

Preso

Blu

Benzina Ogoshi

Nicotina Groove

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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