Il Cyrano de Bergerac di Alessandro Preziosi conquista L’Aquila

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di Roberta Leomporra

L’Auditorium della Guardia di Finanza di L’Aquila è gremito. Da alcuni giorni siamo “sold out” è la risposta che l’addetto al botteghino riserva a chi tenti di acquistare un biglietto per la messa in scena del “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand.
Così come tutto esaurito è stato registrato durante le precedenti 81 presenze nei maggiori teatri italiani.
Lo spettacolo ha visto Alessandro Preziosi cimentarsi nel duplice ruolo di protagonista e regista, interprete magistrale del noto personaggio, così coraggioso e spavaldo tra i propri commilitoni, incapace di tenere a bada il cruccio che un naso dall’indicibile ingombro, determina.
Innamorato inizialmente non corrisposto della cugina Rossana, a cui ha prestato il volto una graziosa Valentina Cenni che ha reso il personaggio con particolare astuzia e malìa.
Al suo fianco una magistrale Sara Borghi, nel ruolo di dama caratterizzata da una mimica straordinaria prima, di suora poi.
Il successore di Alessandro Gassmann alla direzione del Teatro Stabile d’Abruzzo, crea un sottile gioco d’ironia tra le parti, una satira pungente nelle battute di Cyrano che afferma di preferire l’anonimato alla fama, nel caso quest’ultima implichi l’assoggettamento al potere, tema quanto mai attuale che, non unico, consente ad una piece del 1897 straordinaria modernità.
Opera ispirata al poeta francese Savinien, Cyrano de Bergerac, antesignano della poesia fantascientifica, narra la vicenda di un uomo capace di fornire all’espressione verbale un potere di penetrazione quasi baritonale, ineludibile.
Valoroso in campo, temuto dai propri concittadini ed inviso a molti, a causa dell’irascibilità che ogni riferimento al suo naso determina.
Brutto. O meglio, inibito. Certo che Rossana, incarnazione di grazia e finezza culturale, non possa guardarlo con occhi ammirati, mossa unicamente da un affetto pseudo- fraterno.

La giovane si invaghisce di Cristiano, attraente e spavaldo, impersonato nella proposta di Preziosi da Benjamin Stender, la cui inflessione rivela le origini danesi.

Bravo Alessandro Preziosi nella scelta delle musiche affidate alla esemplare direzione di Andrea Farri, il cui lavoro abbiamo già avuto occasione di apprezzare in tv.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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