I Subsonica fanno (s)ballare Roma

image_pdfimage_print

foto di Federico Aniballi – testo di Francesco Corbisiero

1997: in Italia c’era ancora il governo Prodi ( il primo ), in Inghilterra varcava le porte di Downing Street Tony Blair. Dario Fo vinceva il Premio Nobel per la letteratura. Il rapper americano Notorius B.I.G. veniva assassinato a Los Angeles. E un gruppo di ragazzi torinesi provenienti da esperienze musicali diverse dava alle stampe il loro primo album.

2012: è l’anno delle Olimpiadi a Londra, delle elezioni presidenziali in Francia, della nevicata a Roma e delle rivolte popolari in Siria. E soprattutto quei ragazzi di Torino nel frattempo sono un po’ invecchiati, hanno raggiunto vette di popolarità inaudite, oltre a un nutrito seguito di adepti. Hanno pubblicato l’anno prima il loro sesto album in studio, hanno affrontato un tour acustico in giro per i teatri d’Italia, uno in Europa ( ovunque sold-out anche fuori dai confini nazionali ) e si apprestano a celebrare il 15° anniversario di quella loro primo cd che ha segnato la nascita di una creatura che è una band e che si chiama Subsonica.

1° assunto fondamentale: se non avete mai visto live un concerto dei Subsonica, beh, fatelo. E’ una di quelle esperienze che vi cambia. Dopo, la parola ‘divertimento’ per voi non avrà più lo stesso significato e il termine ‘concerto’ vi apparirà inadeguato a descrivere quegli spettacoli di gruppi mollaccioni che sul palco amano pavoneggiarsi donando al pubblico a malapena l’1% di quello che sono. I Subsonica non sono un gruppo, sono una macchina da guerra. Una bomba ad orologeria ben collaudata, capace di far saltare le vostre gambe, che vi piaccia o no, in grado di trasformare un palazzetto in un’enorme, scatenata, appassionata dancehall.

2° assunto fondamentale: se cercate il tentativo più riuscito in Italia di ricerca musicale, nel senso più  ampio, non potete che rivolgervi a loro. Una band che è partita proprio dal fervore degli anni ’90, mischiando le influenze del trip-hop della scena di Bristol col funk, col rock e l’elettronica dei Chemical Brothers, il tutto coronato dai testi importanti e dalla voce di Samuel, dalle parti di chitarra mai banali di un monumento vivente alla musica chiamato Max Casacci, da quello che probabilmente è uno dei tastieristi più talentuosi d’Europa ( Boosta ), dai silenziosi e pazienti operai dei ritmi, indispensabili, Vicio e Ninja, rispettivamente al basso e alla batteria. E, a farla da protagonista, una discografia che è un gioiello, un disco migliore dell’altro. E gli ultimi 3 ( ‘Terrestre’, ‘L’eclissi’ e ‘Eden’ ) che rappresentano picchi altissimi della musica in Italia. I Subsonica sono come uno di quei vini di terra sabauda: più invecchiano, più diventano saporiti e si fanno gustare, ricchi di retrogusti, sfumature e colori.

La prima volta che vidi un loro concerto, lo scorso giugno all’Ippodromo delle Capannelle per il Rock in Roma,  spinto dalla frenesia del mio migliore amico, loro fan sfegatato, il risultato non fu bello. Fu perfetto: una scaletta da pelle d’oca, una partecipazione di pubblico inaudita, un divertimento colossale, un pogo selvaggio da cui si uscì con le ossa rotte e vari stiramenti a fare da postumi il giorno dopo, sbronzi di una musica coinvolgente. Stavolta è diverso, sono solo, seduto sugli spalti, ad ascoltarli da vero nerd della musica e non soltanto da fan, ma il risultato non cambia. Mi ritrovo qui, al Palalottomatica, in una fresca e piacevole serata di fine aprile. C’è un mucchio di loro fan, tra cui la percentuale di ragazze splendide è altissima, ma non mi lascio distrarre.

Salgono sul palco con le luci accese, gli abiti dell’epoca e gli strumenti che usarono per registrare quel loro primo disco, le cui canzoni sono elemento unico della prima parte del concerto. Infatti s’inizia con ‘Come se’, ‘Cose che non ho’, ‘Istantanee’, ‘Onde quadre’, ‘Radioestensioni’ e ‘Per un’ora d’amore’. La prima parte si conclude con la versione acustica di quello che fu il singolo spartiacque, ‘Tutti i miei sbagli’, cantata da Samuel e accompagnata da Max e Boosta. Da segnalare anche la presenza per alcuni brani di Pierfunk, bassista originario dei Subsonica, non più nel complesso dal 1999. Dopo il grande telo con il simbolo del gruppo scende a coprire la visuale, i componenti si cambiano d’abito, sostituiscono gli strumenti, il palco si amplia e comincia il secondo atto. Partono in sequenza ‘Ratto’, ‘Aurora sogna’ e ‘Depre’. Sulle note di ‘Liberi tutti’ e ‘Il diluvio’ il palazzetto letteralmente esplode in un ballo disinibito e liberatorio. E poi ancora ‘L’errore’, ‘Tu menti’ ( canzone dei CCCP- Fedeli alla Linea, già coverizzati nella tourneè estiva con ‘Io sto bene’ ), ‘Colpo di pistola’, ‘Istrice’, ‘Nuova ossessione’ ( su calorosa richiesta del pubblico ), ‘La glaciazione’, ‘Il cielo su Torino’, ‘Discolabirinto’, ‘Up patriots to arms’ ( tributo a Franco Battiato e registrata in studio con il Maestro siciliano per un repackage autunnale di ‘Eden’ ), ‘Preso blu’, ‘Nuvole rapide’, ‘Benzina Ogoshi’ e ‘Nicotina groove’, presentata sull’onda dei ricordi dei primi giorni di quella che sarebbe stata una lunga storia, non ancora conclusa. E per tutto il concerto un lancio di pallucce colorate da parte del pubblico sul palco, accolto con ilarità e simpatia dalla band.

A tratti sembrava che non volessero proprio andare via dalla piattaforma, che volessero suonare ancora e la platea adorante, state sicuri, glielo avrebbe lasciato fare. I Subsonica sono così: vivono nel loro rapporto con chi li ascolta e dal vivo danno tutto, i fan lo sanno. Non è un caso se un sondaggio li vuole come la band italiana più acclamata al momento. Ed è un momento che sembra non avere fine, una continua, prolissa presenza nell’Olimpo dei gruppi più amati. Merito del loro saper essere alla portata di tutti, mainstream e underground insieme, impegnati e anche leggeri, quando serve. Di seguire la propria strada e le proprie intuizioni senza scontentare nessuno. E se vi chiedessi di trovare un altro gruppo del genere, fidatevi, voi non ci riuscireste. Ve lo spiego io il perché: perché non esiste.

Organizzazione Evento Goigest/Godzillamarket srl

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *