L’Undicesimo comandamento di Elena Mearini: uccidi chi non ti ama

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di Cecilia Mazzeo

“Provai  a fermarlo. Ma la mia mano era in paralisi. Amputata senza taglio. Sospesa a mezz’aria tra reato e condanna. Artefice dello schifo. Un buco nell’acqua attaccato al polso.

Cercai di spingerla in avanti. Tirarla indietro. Niente. Lui si voltò. Fiato d’aceto in bocca. Vino già vecchio in testa.”

Un libro che non è un libro. Piuttosto un singulto. Una pallina che ruzzola, che schizza via, che spinge. Un respiro tachicardico e mozzato di frasi brevi. Schegge sul filo della poesia. Una prosa che tira a sé la poesia con metafore e immagini. UNDICESIMO COMANDAMENTO di Elena Mearini, ed. Perdisa Pop. Un distillato, una goccia di nobile aceto balsamico. Un grumo di fiati, affanni, dolori, espedienti, rincorse. Un’ora di tempo per farlo proprio e uccidere insieme a Serena chi non ci ama. Uccidere la violenza dell’uomo. La sua prepotenza, il suo abuso sul corpo di piuma della donna.

Serena rimasta orfana a 5 anni. Serena che vede la morte a un palmo dal viso e gli occhi dei suoi genitori chiudersi per sempre. Affidata allo zio Rinaldo che per occuparsi di lei deve abbandonare la carriera di pugile. Serena cresce con la croce della colpa e della solitudine, cresce come un cagnolino randagio e selvatico, crede di non meritare nulla e si trincera in una matrioska soffocante di punizioni e oscurità. Come il Cristo sulla croce si fa ferire e umiliare, fa sanguinare anima e pelle credendo di offrire dolore in cambio di redenzione. Sposa Diego, metallo prezioso come l’oro rispetto al suo essere una donnina di latta di poco valore. Diego che beve, Diego che la tratta come un trofeo, la servetta del suo regno, tana personale del piacere, oggetto di consumo e nulla più. Diego che oltraggia la sacralità del suo ventre e sfida la resistenza della Passione. Fino a quando, colomba ferita nel suo bianco piumaggio di madre, Serena decide che è giunta l’ora d’inventare l’undicesimo comandamento: uccidi chi non ti ama.

Perché nel dono d’amore occorre ricordarsi sempre: “Ama il prossimo tuo come te stesso.” Come te stesso. Chi non si ama, chi si fa deridere e umiliare, chi si fa scarnificare nervi e cuore, non può amare davvero.

È facile questa penna che imita i versi del poetare moderno. Abile nel saperne reggere il peso e la misura per 124 pagine senza stancare.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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