I Tangerine Dream sbarcano a Milano con l’Electric Mandarine Tour

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Foto e testo: Vincenzo Nicolello

Per una sera il Teatro degli Arcimboldi di Milano si è trasformato in uno spazio interstellare per ospitare i Tangerine Dream, storica band creatrice della musica “cosmica”.

Lo scorso 6 maggio, con l’organizzazione di D’Alessandro e Galli, Edgar Froese (unico superstite della formazione originale) e compagni hanno dato un bel saggio delle loro capacità musicali, raccogliendo il gradimento del pubblico, in verità non particolarmente numeroso.

Sul palco i sei componenti della band. Oltre a Edgar Froese, mimetizzato davanti alla sua tastiera del sintetizzatore, anche Thorsten Quaeschning. Al loro fianco tre avvenenti strumentiste (batteria, fiati e violoncelli) ed un bassista.

La scenografia era monopolizzata dagli strumenti e da alcuni enormi display che riproducevano i cursori di un mixer. Il palco è stato spesso immerso nella penombra, quasi a non voler disturbare le proiezioni sul grande schermo posto sullo sfondo.

Nel corso delle due ore abbondanti dello spettacolo, è stato possibile apprezzare tutto il meglio del loro repertorio, che ormai vanta una produzione notevolissima che spazia dalla musica cosmica (il loro pane quotidiano) alle colonne sonore.

Chi ha scelto di varcare le soglie degli Arcimboldi sapeva di andare sul sicuro: un suono perfetto, un’acustica ideale e uno spazio per assorbire in modo adeguato le vibrazioni emesse dagli amplificatori.

I Tangerine sono un monumento storico della musica e poco importa se oggi, nonostante sia rimasto davvero poco della formazione originale, chi sale sul palco sia un mero esecutore di intuizioni antiche. Chi li ama li segue a prescindere quasi a voler rendere omaggio a chi ha scavato un solco enorme nello scenario musicale, influenzando in modo prepotente, molti degli strumentisti dei nostri giorni (Radiohead e Kasabian giusto per citare i più noti).

Con il loro Electric Mandarine Tour, Froese ha ricordato alle nuove generazioni, che lui 40 anni fa ha inventato ciò che in molti oggi danno per innovativo e moderno. Se il New York Times li ha eletti “miglior synth band del mondo” e la critica gli assegnato 7 “Grammy” qualche motivo ci sarà…

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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