Steven Wilson: la musica nel sangue!

testo e foto di Serena De Angelis

Artista e musicista a tutto tondo, uno che la musica ce l’ha nel sangue, nei tessuti del corpo, in quelle mani che muove nell’aria come percorse da una scossa che, si vede, parte da dentro.  Steven Wilson, storico fondatore dei Porcupine Tree e dei No-Man, collaboratore e membro di altre decine di sire projects, non è mai stato capace di stare fermo, e soprattutto senza musica.

Galeotti furono i genitori, che a soli 8 anni regalarono al piccolo Steven “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd. Cose che non si fanno, perché poi ti ritrovi tuo figlio che suona la chitarra a 11 anni e non smetterà più, che fa uscire la sua prima demo a 15 anni, e che sale sul palco a piedi nudi perché, dice, sente di più il contatto con la pedaliera.

Assistere ad un concerto di Steven Wilson è come ascoltare un’orchestra: che suona raffinato metal assieme al jazz, dove le chitarre non sono da accompagnamento, ma struttura portante.  Ma c’è anche ovviamente del rock.  Questo pare sia il progressive, come ci insegnarono anche i Genesis.  Ho sempre pensato che non mi piacesse.  E ieri sera all’Orion Live Club di Ciampino, sono rimasta affascinata da questo suono avvolgente, dalle sue dita che giocavano con la musica, in uno spartito immaginario, sospeso tra il palco, dove poggiava i suoi piedi nudi, e quella strana rete di fronte, che proteggeva lui e i suoi musicisti come fossero una specie in via di estinzione.  E forse così è.  Grazie Steven.

Organizzatori evento: The Base

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