Quando il Macbeth si trasforma in Musical

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di Erika Sambuco

Il Macbeth è tra i più conosciuti drammi di Shakespeare, non solo per essere divenuto un archetipo della brama di potere ma anche per le molte superstizioni che su questo “aleggiano”; si dice infatti che la tragedia sia maledetta e, specialmente tra gli attori,  vi è l’usanza di chiamarlo Il dramma scozzese: pronunciarne il titolo all’interno di un teatro sembra che possa trasformare la tragedia davvero in una “tragedia”…

Tutt’altro che un fiasco però è stata l’anteprima nazionale al Teatro Sistina del Macbeth Musical Tragedy. Uno spettacolo dalle tinte rosse e nere che ci riavvicina a quella parte oscura e nascosta in ognuno di noi.Quale è il potere dell’immaginazione? Cosa succede quando siamo messi davanti alla nostra immagine più vera? Da queste domande nasce lo spettacolo.Parole, musica e meravigliosa danza, veicolano messaggi onirici attraverso una scenografia minimalista e suggestiva a simboleggiare la grandezza di un Cosmo Supremo che “dirige” le nostre esistenze; tra una scena e l’altra poi,  gli attori riversano grandi massime di saggezza universale.Un cast di venti professionisti, diretto da Enrico Petronio, sulle musiche di Marco Savatteri,  con le coreografie di Stefano Bontempi,e la direzione vocale di Fabio Lazzara, esprimono maturità: “Macbeth Musical Tragedy  è la storia del guerriero che, stimolato dalla preveggenza delle streghe e spronato dalla volontà ambiziosa della sua Lady, uccide il buon Re Duncan per afferrare la corona, trasformandosi poi in un re tiranno che fa carneficina di tutti coloro che lo ostacolano… il pozzo di domande esistenziali nel quale sprofonda… l’eterna lotta del Bene contro il Male, della Pietà contro il Delitto… La Paura, le visioni, il Sovrannaturale… Macbeth Musical Tragedy è uno spettacolo che sposa la potenza grave dell’originale di Shakespeare all’energia contemporanea dell’intrattenimento. Perché non dimentichiamoci che ciò che in quegli anni andava sui palcoscenici del Globe era rock. Tragico, comico, poetico, magico, umano… lo spettacolo era specchio del Mondo. Sono le nostre storie e le nostre vite” dichiara Enrico Petronio.  Presentato e prodotto da Teatro Take Away e CWM, nel cast i nomi di: David Gallarello, Pia Lanciotti Banquo, Marco Rea, Stefania Fratepiero, Pierpaolo Lopatriello, Alessandro Calabrò, Enrico Sortino, Massimiliano Colonna,Maurizio Di Maio, Titti Lanzetta, Marzia Patanè, Elena Galassi, Daniele Brenna, Flavio Gismondi e Jacoppo Marzano; nel corpo di ballo
 i nomi di: Heloise Chapman, Giulia Patti,
Valentina Bagnetti, Danilo Pacciallo, 
Gabrio Gentilini
 e Danilo Stano. Concludendo, uno spettacolo sicuramente da vedere in cui mi permetto una particolare menzione alla “scenetta del portiere” in cui la performance di ballo e l’adattamento di testo e musica hanno davvero stupito: il pubblico andando a vedere Macbeth non si aspetta certo una versione “swingheggiante” … E quando invece arriva non può che dedicarle un grande applauso.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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