Cultura in periferia

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di Mariano Colla

Tor Bella Monaca alla ribalta.
Il panorama culturale romano stenta a reggere il paragone con l’attivismo intellettuale tipico di città come Parigi, Londra, New York, pur tuttavia le iniziative in materia si rinnovano con una certa intensità.
Non tutta la produzione è di qualità, ma varia nel genere e nella forma.
Come sua naturale sede la cultura trova nel centro storico della città il terreno più idoneo per diffondersi.
Più raramente le iniziative culturali si spostano nelle periferie, un po’ per mancanza di sedi idonee, un po’ per la vetusta tradizione che relega le periferie in un indistinto terreno di superficialità e insensibilità culturale.
Tuttavia le eccezioni ci sono e, quando ci sono, suscitano interesse e partecipazione soprattutto quando a muoversi verso le zone più socialmente critiche della città sono personaggi di chiara fama, disponibili ad abbandonare, sia solo per una serata, l’olimpo della mediaticità.
In una calda serata domenicale al teatro di Tor Bella Monaca, – via Duilio Cambellotti 12 – , edificio capiente e di buona acustica, Nicola Piovani è stato ospite della rassegna “Itinerari musicali”, iniziativa che, giovedì prossimo, vedrà la presenza di Ennio Morricone e il 17 giugno di Luis Bacalov.
La rassegna è organizzata da Roma Sinfonietta che, con “offerta musicale”, propone una nuova serie di concerti ideati per dare spazio alla musica sinfonica popolare di qualità, non del tutto valorizzata dai programmi musicali tradizionali.
L’iniziativa è stata possibile grazie alla sponsorizzazione delle Poste Italiane, del Ministero per i beni e le attività culturali e di alcuni privati.
Un terzetto composto dalla nota pianista Gilda Buttà, dal violinista Vincenzo Bolognese, primo violino del teatro dell’opera di Roma, e dal primo violoncello dell’orchestra Roma Sinfonietta Luca Pincini, ha proposto, in forma concertistica, alcuni arrangiamenti di brani estratti da composizioni del maestro Piovani.
In una breve introduzione Nicola Piovani ha evidenziato la differenza tra la musica funzionale o applicata e la musica assoluta, se non altro per illustrare la diversa struttura delle composizioni previste in esecuzione durante la serata.
Della prima categoria fanno parte, per esempio, la musica da film, da teatro, da occasione festosa o rimembranza, la musica da tavola di Telemann, appositamente composta per accompagnare sontuosi banchetti, e, non ultime, le variazioni Goldberg di J.S. Bach, commissionate al grande compositore tedesco da un principe insonne, quale placebo per pervenire ad un dolce sonno.
Musica, quindi, scritta con lo scopo evidente di accompagnare una sceneggiatura, una recitazione, un evento. Sono composizioni che, sentite avulse dal contesto per cui sono state scritte, possono risultare strutturalmente più povere e ripetitive, prive di quella ricchezza tonale e complessità compositiva che caratterizza, al contrario, la musica assoluta.
La musica da film, infatti, ha l’obbligo della semplicità e della sintesi.
La musica assoluta, invece, si dispiega su uno scenario compositivo ben più vasto, svincolata da schemi e imposizioni che ne possono ridurre il respiro. Quando si scrive in modo assoluto, sostiene Piovani, si è piuttosto portati verso la densità e la complessità.
Quindi anche l’ascolto diventa impegnativo.
Il terzetto Buttà, Bolognese, Pincini, interprete ed esecutore raffinato della musica di Piovani ha suonato, nella prima parte del programma, brani tratti dalla “Stanza del figlio”, da “Caro diario”, da “La vita è bella” e da “Fiorile” dei fratelli Taviani. Musica della prima categoria che, peraltro, soggetta ad arrangiamenti idonei a renderla eseguibile da un terzetto, perdeva, a volte, il tono chiaramente melodico che l’aveva resa famosa, pur comunicando tutta l’emozione del contesto per cui è stata scritta.
Nella seconda parte del programma, Piovani ha poi introdotto un suo “trio” “il demone meschino”, opera da lui composta 20 anni fa e ispirata dal romanzo omonimo, scritto da Fèdor Solugob, con la quale il maestro ha offerto un brano della così detta musica assoluta.
L’opera è in quattro movimenti, in forma di concerto, un po’ lontana, nella sua fruibilità melodica, dalle musiche che hanno reso famoso il maestro Piovani, pur tuttavia esempio dell’estro e delle capacità tecniche del compositore.
L’intero programma è stato accolto da calorosi applausi, a volte non rispettosi dell’etichetta concertistica che esclude tali manifestazioni di consenso tra un tempo e l’altro dell’esecuzione.
Ma, come giustamente ha fatto notare Piovani a fine spettacolo, anche un applauso fuori posto è un dettaglio quando il pubblico è emotivamente coinvolto ed è comunque piacevole per lui ricevere tali segnali di considerazione e partecipazione.
Per giovedì prossimo la partecipazione di Ennio Morricone fa prevedere ancora una volta il tutto esaurito e bisogna dare atto agli organizzatori del successo dell’iniziativa.
Decentralizzare la cultura è un’ottima idea, non solo per ravvivare i quartieri ma, anche, per aggregare persone giovani e meno giovani intorno a progetti di qualità, il cui risvolto sociale non può che avere effetti benefici.

Mariano Colla

Mariano Colla

Sono un signore più della 3° che della 2° età, che mantiene una certa curiosità per gli eventi della vita e del mondo. Sono padano di nascita (Torino) ma non leghista. Amo la scienza ( ho una laurea in Fisica ) e la filosofia (che cerco di capire). Mi piace mangiare e bere bene ( sono un sommelier). Che dire altro? Novità quando ci conosceremo.

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