The BOSS comes back with Wrecking Ball Tour

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Fotoconcerto di Stefanino Benni

Nella prima delle tre date italiane, allo Stadio San Siro di Milano (per la sua quarta volta dal lontano 1985), è un vero e proprio bagno di folla, con circa 60.000 persone accorse per celebrare il ritorno di Bruce Springsteen and The E Street Band a decibel potenziati, sicuramente per un sound più gustoso e accattivante in un maestoso Live che lascerà traccia nella storia del Grande Rock.

Molto bella ed apprezzata l’iniziativa congiunta di Atm e del Comune di Milano che, anche per cercare di evitare eccessivo caos di veicoli, ha potenziato i mezzi durante le fasce orarie interessate dal live e riconoscendo quindi ai possessori del biglietto del concerto il diritto a viaggiare su metropolitana, bus  e tram nelle tratte urbane, ad esclusione del Passante Ferroviario, per tutta la giornata di giovedì 7 giugno.

Classe 1949 per il BOSS e classe artistica ineccepibile sul palco, dove melodie Rock e ballate acustiche Folk/Blues cantano la lotta e le difficoltà quotidiane identificandosi agevolmente con il moderno liberalismo americano. Pensate che Barack Obama dopo la sua elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America lo ha ringraziato apertamente, per il suo attivo sostegno, lanciando questa simpaticissima e battuta degna di nota: “ho scelto di fare il presidente solo perché non potevo essere Bruce Springsteen“.

Bruce, da sempre ha sostenuto anche opere sociali, come la ricostruzione nel New Jersey (sua terra natia), poi con l’album The Rising è anche intervenuto sulla tragedia degli attentati al World Trade Center di New York dell’11 settembre 2001. Infatti gran parte dell’album è ispirato a quei tragici eventi, con racconti di storie di pompieri “Into the Fire” e delle reazioni della gente comune.  Durante la presidenza di George W. Bush, Springsteen si schierò poi apertamente contro l’amministrazione americana, in particolar modo per la politica estera riferita ai conflitti in Iraq nel 2003 e ne abbiamo un esempio con la canzone “Devils & Dust” del 2005 che narra le sensazioni di un soldato statunitense in guerra. Nel dicembre 2009, dopo il conferimento del “Kennedy Center Honor” si schiera a favore del matrimonio tra persone omosessuali, tema, quello dell’omosessualità, che ha trattato in sue canzoni come “Streets of Philadelphia”.

Le sue musiche, i  suoi testi, il suo indiscusso impegno sociale, ne hanno fatto il miglior performer di tutti i tempi e, vedendo le folle che accorrono ai suoi live, può considerarsi  l’artista straniero forse più amato dagli italiani (tra l’altro da parte di madre è di origine italiana). Ma giusto per citare alcuni numeri degni di nota ricordiamo tra gli innumerevoli riconoscimenti 20 Grammy Awards, 2 Golden Globes, 1 Academy Award, 1 Polar Music Prize, come anche i 64 milioni di album venduti nei soli Stati Uniti e i 120 milioni in tutto il mondo !!!!  Numeri da paura che lo portano ad essere nella classifica delle più alte retribuzioni nel mondo musicale dietro solo a U2 e Rolling Stones.

All’età di 15 anni la madre comprò a Bruce una chitarra elettrica Kent, dopo aver ottenuto un prestito di 60 dollari che poi restituì con rate mensili, e la dolce storia di questa magica chitarra è descritta da Springsteen nel brano “The Wish”  < Dirty old street all slushed up in the rain and snow  –  Little boy and his ma shivering outside a rundown music store window  –  That night on top of a Christmas tree shines one beautiful star  – And lying underneath a brand-new Japanese guitar – I remember in the morning, ma, hearing your alarm clock ring  – I’d lie in bed and listen to you gettin’ ready for work  –  The sound of your makeup case on the sink  –  And the ladies at the office, all lipstick, perfume and rustlin’ skirts  –  And how proud and happy you always looked walking home from work >

Nel lontano 1974 l’ex produttore discografico e critico musicale Jon Landau, scrisse su The Real Paper di Boston: «Ho visto il futuro del rock’n’roll e il suo nome è Bruce Springsteen». L’amicizia che nacque tra Landau (storico Manager del Boss) e Springsteen fu determinante per il seguito della carriera di quest’ultimo e da qui si parte con famosissimi album come “Born to Run” del 75, “The River” del 79, “Born in the U.S.A.” del 84, “The Rising” del 2002, “Magic” del 2007, “Working on a Dream” del 2009 sempre con la sua fedele E Street Band.

Springsteen ha da sempre stupito sia la critica musicale sia i fan per la facilità nello scrivere canzoni e diverse sue composizioni, da lui stesso inizialmente scartate sono poi diventate il maggior successo per altri cantanti, come “Because the Night” cantata dalla mitica Patti Smith, o Fire (scritta inizialmente per ‘The King’ Elvis Presley) cantata dalle The Pointer Sisters.  Diverse canzoni di Springsteen sono state anche incluse nelle colonne sonore di molti film, tra cui: Philadelphia (1993) di Jonathan Demme con la canzone “Streets of Philadelphia”, vincitrice del Premio Oscar 1994 come Migliore canzone,  Dead Man Walking (1996) di Tim Robbins con la omonima canzone “Dead Man Walking”, candidata come miglior colonna sonora per l’Oscar nel 1996, La 25ª ora (2002) di Spike Lee con la canzone “The Fuse”, Un altro mondo (2010) di Silvio Muccino con la canzone “Secret Garden” e così molte altre sue Hit.

Ma arriviamo a noi e nel marzo 2012 nei negozi di tutto il mondo arriva il nuovo album “Wrecking Ball” che dà il nome al nuovo fantastico Tour e che subito spopola diventando, nuovamente, un successo mondiale, caratterizzato da influenze dalla musica folk/popolare statunitense, in cui Springsteen racconta della sua America tristemente dilaniata dalla crisi .

Un vero tripudio di folla festante che unisce a San Siro almeno 3 generazioni di fan dando vita ad una indimenticabile e lunga celebrazione del Rock, ben difficile da dimenticare e che incorona nuovamente il Magico THE BOSS in questo grandissimo appuntamento con la Storia.

Organizzazione Evento Barley Arts

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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