Uva Noir, il nuovo romanzo di Gabriella Genisi

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di Maria Rosaria De Simone

Da pochi giorni, tra le nuove proposte editoriali, è in libreria un romanzo davvero interessante, ‘Uva Noir‘, di Gabriella Genisi,  scrittrice di punta della casa editrice Sonzogno.

La scrittrice pugliese, con questo romanzo, conferma la sua vena letteraria e la grande capacità di cogliere l’ispirazione e di tradurla in immagini che trattengono il lettore in un coinvolgimento che tocca le corde più nascoste degli umani sentimenti.

Se ne è accorto pure il mondo televisivo e presto uscirà una serie per la Rai, che vedrà Micaela Ramazzotti interprete delle inchieste della commissaria Lolì, la protagonista di “Uva noir” e dei  romanzi precedenti “La circonferenza delle arance” e “Giallo ciliegia”.

Chi conosce Gabriella Genisi racconta della  sua dolcezza, classe, generosità ed anche della competenza nell’organizzare la rassegna letteraria annuale “Il libro possibile” a Polignano a mare. Lei si descrive come una donna del Sud, circondata da un alone di ‘spleen’, molto legata alla famiglia e agli amici, che coccola portando in tavola deliziose portate della cucina locale. Dice che ama le sue terre, che considera Parigi la sua seconda patria e Roma una città magica.

E proprio questa poliedricità ha  portato l’autrice a creare Lolita, il cui nome richiama all’immaginario collettivo una donna barese, dalla sensualità procace e tutta mediterranea.  Una donna dai lunghi capelli neri e dagli occhi color carbone, con il cuore ferito per il fallimento di un amore importante, che si dedica con grande impegno al suo lavoro di commissaria ed ai casi che le vengono affidati. Inutile è raccontare la trama, che va scoperta pian piano. Importante, invece, è soffermarsi un poco sul personaggio, dotato di intuito investigativo, che si fa largo in un mondo che da secoli è appartenuto agli uomini, che talvolta mal accettano questa intrusione e che vorrebbero valutarla ed approcciarsi a lei per le pure qualità estetiche, mettendo in ombra la sua indiscussa professionalità. Dal canto suo, Lolita è ben consapevole della sua bellezza, ma le delusioni amorose l’hanno portata a confrontarsi attraverso un carattere forte e poco arrendevole, utilizzando un linguaggio che non conosce peli sulla lingua e che non è affinato dall’arte diplomatica. Lolita non nasconde mai a se stessa i propri sentimenti, anche quando la sconcertano perché mettono in luce, senza nascondimenti, le fragilità e le debolezze, le arrendevolezze e le insicurezze. Una donna dalle mille sfaccettature che spesso si scontrano tra loro.

Il mondo della critica letteraria l’ha paragonata ad una ‘Montalbano in gonnella’. Un bel complimento davvero. Anche se, alla luce di “Uva noir”, si può affermare con una certa sicurezza, che Lolita sta acquisendo una personalità sempre più spiccata e la sua creatrice, Gabriella Genisi, comincia a non assomigliare più a questo o a quello scrittore ed in particolare ad Andrea Camilleri. Ha infatti trovato uno stile tutto proprio, originale nel linguaggio, che mescola all’italiano una lingua barese parlata davvero incisiva ed adatta ad esprimere le varie gamme delle umane vicende.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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