Tina e Claudio Vannini

Vegetariani e vegani immersi nell’arte al Margutta Ristor Arte di Roma

image_pdfimage_print

Intervista a Tina Vannini

Di Stefania Taruffi Tina e Claudio Vannini

Quando s’incontra una donna affascinante, in lei si rivelano, oltre allo sguardo vivo, pieno di emozioni e vita, anche molti valori determinanti, volti a consacrarne la bellezza: gentilezza, passione, sensibilità, charme, positività, desiderio di promuovere il bello, profondo rispetto per l’ambiente, la terra e i suoi abitanti. Una donna così è Tina Vannini, titolare con il marito, Claudio Vannini, del più noto Ristorante vegetariano nel cuore della capitale, nella storica strada degli artisti, Via Margutta, il Margutta Ristor Arte, dove si possono gustare cibi vegetariani e vegani, in stile italiano, circondati dall’arte e dalla bellezza. In un mondo sempre più sensibile alla qualità della vita nel rispetto dell’ambiente, anche nell’alimentazione, la cucina vegetariana sta sempre più diffondendosi nella cultura occidentale, con l’espandersi delle religioni e filosofie orientali, e conseguentemente, anche dei modelli dietetici frequenti nella tradizione asiatico-indiana.

Ma in cosa consiste la dieta vegetariana? Essa consiglia un’alimentazione che esclude alimenti che derivano dall’uccisione diretta degli animali, compresi pesci, molluschi e crostacei; ammette i derivati animali indiretti quali il latte, le uova , i formaggi e il miele. La dieta vegana è invece ancora più restrittiva e, oltre ad escludere tutti gli alimenti di origine animale include, tra quelli non ammessi, anche i derivati. Una filosofia  di vita, di etica personale, le cui ragioni scaturiscono dalla tesi secondo la quale gli animali sono, similmente all’uomo, esseri capaci di provare emozioni quali gioia o dolore; secondo i vegetariani, ciò implica che agli animali dovrebbero essere riconosciuti i medesimi diritti alla vita, alla libertà e a non essere torturati, che la società riconosce agli esseri umani. Viene talvolta criticata l’illogicità e la presunzione di una visione della vita ritenuta antropocentrica e di conseguenza si considera immorale uccidere gli animali o sfruttarli per ricavarne cibo, come negli allevamenti e nei macelli,  perché si ritiene inaccettabile la sofferenza e la morte inflitte agli stessi.

Negli ultimi decenni inoltre, altri fattori legati alla salute e al benessere, hanno fortemente contribuito alla diffusione delle diete vegetariane presso le popolazioni dei paesi più ricchi. Uno di questi è la crescente evidenza della relazione tra consumo di cibi animali – in particolare di carni rosse (manzo, maiale, agnello e capra e carni conservate- carni affumicate, stagionate o salate o con l’aggiunta di conservanti chimici) e rischio di malattie croniche, quali patologie cardiovascolari, cancro o diabete. Un altro fattore importante sono la frequente diffusione di malattie virali e parassitarie presso gli animali allevati e il crescente uso di antibiotici, e altri farmaci, negli allevamenti.   E’ provato scientificamente che rispetto ai non-vegetariani, tra i vegetariani vi è una minore incidenza per quanto riguarda alcune delle più diffuse patologie dei paesi ricchi: sovrappeso e obesità, in particolare tra i vegani e una minore incidenza di alcune patologie cardiovascolari, diabete, alcuni tipi di tumore, ipertensione, asma bronchiale e la lista continua, tanto da invitare chiunque ami la prevenzione e tenga alla propria salute, a diventare vegetariano.

I luoghi d’incontro dove aleggia questa filosofia, sono sempre innanzitutto luoghi d’incontro multietnici, internazionali, permeati di cultura, bellezza e cura del dettaglio. Luoghi dove si nutre anche l’anima, si respira un’aria ‘diversa’. E non solo, si mangiano anche anche cibi diversi, unici. Come al Ristor Arte, dove tra cubetti di avocado al limone con mais, gallinella e carote flangé e un tortino di peperoni arrosto con crespelline verdi e provola affumicata, si respira un’atmosfera soft, avvolti nella musica jazz o chill out a lume di candela, immersi nell’arte. Infatti, grazie all’incontro di due anime affini, i coniugi Vannini, un raffinato ristorante vegetariano si è trasformato in qualcosa di più articolato e ricco, di grande respiro culturale. Non solo per i molti personaggi che lo visitano, ma soprattutto per la sua semplice eleganza e il tocco magico dell’arte che si manifesta e rivive ogni giorno nelle opere di giovani artisti di talento che transitano sulle sue pareti.

Come nasce il Margutta Ristor Arte, con quale spirito?

L’idea è di mio marito, Claudio Vannini, maestro di Yoga con la filosofia di un’alimentazione naturale, biologica e sana, che fonda nel 1969 un circolo di cultura vegetariana, sempre qui in Via Margutta, provando a trasmettere ai suoi ospiti, attraverso il piacere del cibo, la sua filosofia di vita, il suo immenso rispetto per la natura e l’amore per l’arte, ma con lo scopo principale di ricordare la necessità della tutela e del rispetto dei diritti di tutti gli animali. Erano gli anni della Beat Generation, dei Guru che arrivavano a Roma per la prima volta, e il suo circolo diventò un punto d’incontro di persone con questo tipo di cultura. Vi si poteva trovare Federico Fellini, così come tutti i personaggi che si ritenevano ‘alternativi’, del mondo dello spettacolo, della cultura e musica. Nel 1989 ci siamo conosciuti e ho aiutato Claudio a trasformare il ‘concept’ della cultura vegetariana, trasformando il ‘circolo di cultura vegetariana’ in ‘ristorante vegetariano italiano’, in modo tale da arrivare in maniera più veloce, diretta, comprensibile a tutte quelle persone che non erano vegetariane, proponendo una cucina italiana, piatti ricchi, colorati, tradizionali della cucina mediterranea, utilizzando locali più belli, meno minimalisti, più comodi, dove non fosse nutrito solo il palato, ma anche i sensi, attraverso l’arte, una buona musica e tanta cultura.  

Quale tipo di cibo trovano i clienti nel vostro ristorante?

Ai nostri giorni ormai di cibo ce ne basta pochissimo, ma che sia di qualità. E noi teniamo soprattutto alla qualità delle materie prime: gli ingredienti che compongono le nostre ricette sono al 7o% biologici e gli olii che usiamo, anche per cucinare, sono extravergine di oliva con spremitura a freddo, molto leggeri. La pasta all’uovo è preparata direttamente da noi con farine biologiche. La nostra cucina non si riferisce alla tradizione orientale, ma è di tradizione italiana, al 70% cucina vegetariana, priva cioè di carne e pesce e al 30% vegana, priva di derivati quali uova, latte e formaggi. Formula vincente sono anche i nostri brunch, dove proponiamo un buffet ricco e pieno di colori e profumi della terra, composto di oltre cinquanta ricette preparate con prodotti biologici e cucinate con forni speciali che salvaguardano i valori nutritivi, mantenendone le proprietà ed esaltandone il gusto, a costi davvero ‘light’.

Qual è il valore aggiunto, oltre al cibo, che il Ristor Arte offre?

Non è solo il cibo a nutrirci, abbiamo bisogno di poco cibo ormai ma di tanti altri elementi che lo accompagnano: relax, un ambiente unico e piacevole ma soprattutto ci servono l’emozione visiva, la positività, i colori, i suoni che nutrono l’anima. Tutte queste cose il cliente le trova qui nell’ambiente, che suscita emozioni, attiva tutti i sensi, attraverso l’arte, la musica, i colori.

Nel vostro ristorante infatti si susseguono eventi culturali. Su quale base li selezionate?

Questo è un luogo per dar voce a chi ne ha meno. Quindi scegliamo perlopiù giovani artisti che sono selezionati fra i moltissimi che sono sul mercato in base al loro talento, alla loro capacità di emozionarci. La scelta non è assolutamente ‘tecnica’, poiché io non sono un’esperta d’arte, né seleziono nomi solo perché famosi, quanto piuttosto la mia è una scelta emotiva e di qualità. Sono una persona che si emoziona davanti ad un’opera d’arte. Se questa non mi comunica un’emozione particolare, non scelgo l’artista che l’ha prodotta. Le mostre cambiano ogni mese e mezzo, ma non proponiamo solo mostre di arte, ma offriamo lo spazio anche per la presentazione di libri, di progetti, musica, eventi di vario genere.

Margutta Ristor Arte Via Margutta, 118     www.ilmarguttavegetariano.it                 info@ilmargutta.it

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *