Benvenuti nel Club Dogo!

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di Erika Sambuco

I cattivi maestri di questo paese ci hanno insegnato tante cose – recita – a non credere a quello che ci raccontano perché potrebbe essere un depistaggio, a ricordare una bomba, una tangente, una legge perché poi ce le fanno di nuovo, a difendere le persone e le cose a cui teniamo perché se no ce le proibiscono. Non so se odiarli o essergli grato… Sono queste le parole che ieri sera, al laghetto di Villa Ada, hanno aperto il concerto dei veri “ragazzi della Piazza”: Club Dogo o meglioGuèPequeno, Jake La Furia e Don Joe, tre ragazzi milanesi che per quasi dieci anni ce l’hanno messa tutta per raggiungere quello status di star del rap che oggi spetta loro per bravura e fantasia. Un tour che li porta in giro per tutto il paese e domani li vedrà protagonisti degli MtvDays a Torino.

Questo è un momento cruciale per il trio, centrale soprattutto quando i Dogo ormai nelle grazie della musica commerciale, che fa parlare di se stessa, che vende, è musica che fa crescere i giovani costruendo l’immaginario collettivo di una generazione addirittura nei bambini, già vestiti come loro (e numerosi sotto al palco). Un successo consolidato che per loro è un “meglio tardi che mai”, per noi che parliamo a tutti è solo un inizio. Ed è ora infatti che vanno gettate le ancore più grosse. Sul palco solo il trio e quattro lettere retro illuminate sullo sfondo (D – O – G – O), rime sicure e atteggiamento “Zarrogante”, parola inesistente ma che è definisce qualcosa di abbastanza nuovo nel rapporto cantante-fan: il ragazzo che viene dal basso, che è uscito o che è dentro lo schifo fino al collo, guarda ai Club Dogo come a esempi di rispetto di chi ce l’ha fatta in modo pulito. Ed è fiero di portare addosso l’energia della periferia, l’invadenza del tatuaggio che arriva fino al collo, la devozione verso chi (finalmente) parla la loro lingua.

Numerose le collaborazioni che, nel rap, rappresentano la normalità: “è bello poter mischiare amicizia e rispetto, classe e sensibilità artistica, bravura e senso del ritmo” raccontano. Nel loro ultimo album Noi siamo il Club i Dogo sono infatti affiancati da un inaspettato Carlo Lucarelli, Marracash, Ensi, J-Ax, Giuliano Palma, Il Cile, PowerFrancers, Zuli, Emiliano Pepe ed i Datura. Il nuovo cd è stato pubblicato in due versioni: una basic e una deluxe con undici tracce speciali oltre le altre quindici ed è stato subito un successo con i due singoli Cattivi esempi e Chissenefrega, entrati di prepotenza nelle classifiche dei brani più scaricati.Tra la dovuta auto celebrazione (“Abbiamo dimostrato che niente è impossibile”, urla Jake La Furia sul palco) e alcuni inviti a comprare il cd in modo legale, oltre la scaletta niente sembrava costruito, nulla appariva pensato. L’improvvisazione è il segreto del successo di chi sta nell’hip hop, ma la costruzione di uno spettacolo che sia di livello nella musica ma che si ispiri anche all’intrattenimento che offre il rap in America, dai Dogo prima o poi lo pretendiamo, visto che nessuno in Italia ancora lo fa… Rimane comunque che Club DOGO è per la gente, su le mani tutti, le mani su su!!

foto gentilmente concesse da Serena De Angelis

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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