Il ritorno di Alanis Morissette

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Foto e testo di Vincenzo Nicolello

MILANO – Almeno 6 mila persone hanno assistito al ritorno di Alanis Morissette in Italia. Erano circa quattro anni  che la bella cantautrice canadese, naturalizzata statunitense, non si vedeva dalle nostre parti. Allora il concerto si tenne a Mestre, in occasione dell’Heineken Festival e fu comunque un set non completo. Questa sorta di astinenza ha regalato al concerto milanese, organizzato da Live Nation lo scorso 18 luglio, un’ottima cornice di pubblico.

Lo spettacolo è durato circa 80 minuti, nel corso dei quali la Morissette, forse stimolata dalla location (l’ippodromo di San Siro) ha corso sul palco in lungo e in largo, mostrando quasi sempre la sua siluette di profilo.

Si parte con I Remain, ma di Alanis si sente solo la voce. Celata dietro le quinte, vuole regalare un po’ di suspence ai molti fan. Poi finalmente si accendono le luci ed inizia lo show. T-shirt bianca, gilet di pelle nera, jeans e stivaloni modello camperos non aiutano ad esaltare la sua femminilità, c’è quasi la sensazione che la sua prima preoccupazione, ancor prima di cantare sia quella di non apparire.

Non è un’overture travolgente, tutt’altro. In molti si ricordavano di una cantante “arrabbiata e grintosa” ed invece a Milano si vede un’evoluzione soft. Saranno gli anni che passano, la recente maternità o la dieta vegana che segue da tempo, ma fatica a prendere il ritmo. Il concerto ha un sussulto quando partono le note di Ironic, a cu fanno seguito quelle di Havoc, tratto dal suo ultimo disco Havoc and Bright Lights. Il pubblico dimostra di apprezzare ed incita la cantante, che finalmente dimostra le sue vere potenzialità.

Il tono rimane alto e trova il suo culmine nei due bis, nel corso dei quali presenta tre dei suoi “pezzi da 90”: Hand in my pocket, Uninvited e la meravigliosa Thank U, che nonostante abbia ormai quasi 15 anni continua a riscaldare i cuori dei fan.

Da sottolineare è soprattutto l’esibizione della band che regala scampoli di grande rock, alternando momenti di musica “dura” ad altri di elettronica, dimostrando come Alanis, nello scegliere la band continua ad avere sempre ottima intuizione.

Alanis , dopo la prima data di Piazzola sul Brenta e quella di Milano, sarà ancora in Italia oggi, 20 luglio, in quel di Firenze, nella Cavea del Teatro dell’Opera.

Ci scusiamo con i lettori del Magazine per la qualità non ottimale delle immagini, ma per volontà della stessa cantautrice, la postazione “photo” distava un centinaio di metri dal palco.

La scaletta del concerto: I Remain (Part1), Woman Down, All I Really Want, You Learn, Guardian, Flinch, Forgiven, Hands Clean,  I Remain (Part 2), Citizen Of The Planet, Ironic, Havoc, Head Over Feet, Versions Of Violence, I Remain (Part 3), 21 Things I Want in a Lover, You Oughta Know, Numb. Bis: Hand In My Pocket, Uninvited, Thank U.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

12 Comments

  1. thewalrus
    19 luglio 2012

    Che cosa c’entra la dieta vegana con il fatto che abbia faticato a prendere il ritmo?
    Una recensione dovrebbe valutare la qualità dello show non fare supposizioni. E non fare nemmeno terrorismo psicologico. Invece delle supposizioni, che non fanno bene a chi legge e che screditano chi scrive, consiglio una bella lettura di documentazioni mediche che testimoniano come la dieta vegana faccia benissimo anche ad atleti che praticano sport a livello agonistico http://www.scienzavegetariana.it/sport/schede_famosi.html. Carl Lewis, per esempio, non mi sembra una persona che fa fatica a prendere il ritmo!!!

  2. Luca
    19 luglio 2012

    ma quante pippe che hai ! il concerto è stato ottimo e in linea con quello che Alanis rappresenta adesso.
    Se volevi qualcos’altro dovevi andare in qualche live del 1996

  3. Claudia
    19 luglio 2012

    Cioè una donna è femminile solo con i tacchi a spillo e i top aderenti? Ma per piacere… Alanis è bellissima e mi piacerebbe poter *vestire* la mia femminilità come lei!

  4. Laura
    19 luglio 2012

    io version of violence non l’ho proprio sentita e giuro che ero attenta!!!

  5. Gez
    19 luglio 2012

    “c’è quasi la sensazione che la sua prima preoccupazione, ancor prima di cantare sia quella di non apparire”…ma per piacere!!!! questa sensazione l’hai avuta solo tu!
    …e poi oggi è il 19 luglio, non il 20….e come dice un proverbio “se sbagli le date, sbagli anche a fare recensioni dei concerti!”

  6. Vincenzo
    19 luglio 2012

    Ragazzi non entro in polemica e rispetto il vostro punto di vista che è diverso dal mio. Quanto alla scaletta mi sono limitato a riportare quella diramata dall’ufficio stampa. Se un pezzo è saltato purtroppo io non potevo saperlo, non conoscendo a memoria tutti i brani di Alanis.

  7. Dany
    20 luglio 2012

    Brutta ma proprio brutta recensione. Credo tu non conosca bene l’artista che hai visto (ma ci sei veramente stato al concerto?), io a MI non c’ero, ma l’ho potuta apprezzare a inizio luglio in paese estero e in una sala più piccola, con poca gente, la sua voce si sentiva bene, i musicisti pure, è stato un sogno!
    Forse è più “calma” di anni fa, e allora? Si evolve nella vita! E poi manca l’energia a una persona che canta cosi’ tanti brani (difficili nella lirica e nella musicalità) uno dietro l’altro senza neanche una pausa? E’ stata semplicemente la grande artista di sempre, peccato che tu non l’abbia potuto apprezzare.
    Piccola parentesi riguardo la dieta vegana : ma stiamo scherzando che adesso una perché è vegan è fuori forma!! Al contrario direi! Informati bene come dice nel suo commento Thewalrus ! E per la precisione (ma questo solo chi si interessa veramente ad Alanis lo sa), la dieta vegan le è servita per perder peso anni fa e ritrovare appunto una forma fisica ottimale, poi in gravidanza ha ripreso a mangiare uova e pesce, ora allatta ancora il figlio che ha 19 mesi e la dieta vegana per il momento l’ha proprio messa da parte.
    Concludo con un commento sull’ouverture (e non “overture”): l’ho trovata da brivido, sentire la sua voce cantare e cercarla nella penombra, un’atmosfera che solo lei puo’ creare, e ancora una volta peccato che tu non sia sensibile alla sua arte. La prossima volta vai a vedere qualcosa di più commerciale, tipo una o un gruppo di femminuccie che canta in playback e che sfoggia le proprie parti del corpo per dar prova di femminilità… Ma!

  8. Vincenzo
    20 luglio 2012

    Prometto che poi non interverrò più perché non mi piace fare polemiche. Vedo mediamente 100 concerti all’anno, non tutti ovviamente di artisti che mi piacciono o mi interessano, ma penso anche di essere sufficientemente obiettivo per raccontare ciò che ho visto. Avendo fatto le foto, cara Dany, è evidente che ero all’Ippodromo con la Morisette e penso di aver diritto di dire che è stato un concerto sotto tono, cosa per altro confermata da alcuni fan che erano al mio fianco. Francamente posso anche accettare che una donna (o un uomo) possa far risaltare più o meno la propria femminilità: sottolineare che quella sera, quella che è (o era) considerato uno dei volti più belli del rock mondiale ha scelto di fare diversamente, non mi pare né offensivo né tantomeno un delitto. Infine, cara Dany, abbiamo visto due concerti differenti, quindi è assolutamente possibile che i riscontri siano stati diversi l’uno dall’altro. Con cordialità Vincenzo

  9. Nemo
    20 luglio 2012

    ma ma ma… un giornalista che si rispetti non si fida solo dell’ufficio stampa, ma se non conosce l’artista s’informa prima e dopo verifica (preciso che se lo dico è perchè sono stata ufficio stampa e poi giornalista…) e quindi l’errore di scaletta già non mi garba. poi, sicuro di aver visto il concerto di Alanis?!?! evito di commentare gli accenni sulla maternità o sulla dieta, perchè li di musicale non c’è nulla (anzi), ma dico solo che il look di Alanis è quello, non di sicuro il tacco 12 e il decoltè in vista (se stavi cercando quello, potevi andare a vedere Lady Gaga e non Alanis).
    che altro dire? io trovo, al contrario di quello che scrivi nel tuo commento, che se non ti piace un artista per un gusto personale, puoi pur sempre cercare di apprezzarlo dal punto di vista musicale per svolgere il tuo lavoro.

  10. Ari
    20 luglio 2012

    Vorrei solo fare due piccole precisazioni rispetto a cose che però vengono dette anche in altre recensioni: nel 2008 ha suonato anche a Roma all’Auditorium e non solo all’Heineken. Inoltre non è che è stata ispirata dal luogo nel suo correre avanti e indietro, lo fa da sempre.

  11. Nemo
    20 luglio 2012

    in effetti Ari, nel 2008 ha suonato anche a Torino e c’ero anche li. non è che li sia vestita diversamente o sia stata in posa per i fotografi a far vedere il suo bel faccino… si è mossa come questo concerto. si vede che il recensore non l’ha mai vista prima e non sapeva cosa aspettarsi, ma ripeto: dal mio punto di vista è mancanza di informazione e di “sdituo” di quello che si sta per andare a vedere.

  12. Luca
    23 luglio 2012

    Ragazzi,
    cosa volete che vi dica…
    Penso che l’autore della recensione il concerto si e no che l’ha seguito attentamente e tantomeno si è informato bene sull’artista prima.
    Ha provato a scrivere lo stesso la recensione basandosi sul sentito dire e sull’ufficio stampa.
    Penso che dopo questi nostri giusti interventi ci pensera’ magari 2 volte ….
    Per il resto sempre grande Alanis !
    ciao

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