Ecologia del vivere: torna di moda il baratto

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Di Stefania Taruffi

Non ci sono più soldi, la crisi sta generando un aumento vertiginoso di creditori e debitori; imprese e attività chiudono i battenti in crisi di liquidità: la merce è acquistata, i servizi erogati, ma quasi nessuno li paga. Per i privati è possibile uscire da questo girone dantesco riducendo drasticamente i consumi, ma le aziende con giri d’affari e costi fissi non possono permetterselo. Tagliati gli straordinari, gli incentivi, ottimizzati i costi, se non rientrano dei crediti, falliscono.
E quando la crisi dilaga e i soldi latitano ecco che ci si deve ingegnare. Uno dei grandi ritorni è quello del baratto.
Succede in Italia,  in molte località come a Nuragus, un paesino in provincia di Cagliari, dove non trovandosi ottomila euro per pagare il concerto degli Istentales si è pensato bene di ricorrere allo scambio: una prestazione musicale in cambio di pecore. Così la band di Nuoro ha ricevuto metà del guadagno in contanti e metà in ovini. Precisamente 15 pecore di razza sarda, super-selezionata.
Succede anche a Vimercate, dove è usuale riparare tutto anzichè buttare via,  dal frigo alla tv e alle biciclette, oppure fare la spesa insieme con altre famiglie e costruirsi la casa in comunità. Proprio in questo comune è stata organizzata poco tempo fa, una fiera dalla Caritas di Monza e Vimercate e da altre associazioni di volontariato, con cinquanta espositori tra cui Giuseppe Scarabelli, ex programmatore dell’IBN ben stipendiato che ha preferito tornare alla terra. Oggi è tra i soci dell’azienda agricola Il Gelso a Mezzago che coltiva con i metodi dell’agricoltura biologica. Poco più lontano Tiziano Brigatti, con formaggi prodotti nell’azienda di famiglia a Bernareggio. Lo stand della «Corte del Girasole» introduce a un nuovo modo di fare edilizia: il ‘cohousing’. A Vimercate sono 15 le famiglie, 50 persone in tutto, che costruiranno una piccola comune. «Abbiamo partecipato a un concorso che metteva a disposizione il terreno – spiega Angela Colnaghi di Vimercate -. Faremo tutto noi. Avremo le nostre case, ma in un contesto comunitario, con spazi condivisi, locali per l’accoglienza e per il doposcuola che forniremo ai bambini di Vimercate». Accanto c’è l’angolo del baratto, dove chiunque può lasciare un oggetto e prenderne in cambio un altro.

Con la crisi si scopre l’’altra economia’. Più attenta agli individui e ai loro sentimenti,che al denaro. È un movimento sociale nuovo e sempre più esteso, che sta diffondendosi a macchia d’olio in moltissimi comuni italiani. Un’economia che parte dal basso, dai bisogni e dalle necessità della gente comune che non ce la fa più a vivere in maniera individuale e unisce e condivide i propri bisogni con altre persone, promuovendo una nuova ‘socialità’.
In Ogliastra, in Sardegna, la disoccupazione è al 17%, chiudono aziende e negozi. E’ una terra povera di business, ma ricca di sole, terreni agricoli e cibo, già oggetto di un servizio del Tg2 Rai: appena iniziata la micro-indagine alla ricerca di testimoni, l’edicolante ha confessato che suo cognato, possessore di un piccolo escavatore, lavora per il 40% ricevendo beni materiali, cibo e altri servizi in cambio delle sue prestazioni professionali.
Un albergatore ha confidato che un cliente ha pagato il suo soggiorno di agosto dando come contropartita tre frigoriferi “nuovi di pacca” del suo negozio recentemente fallito.
La cosa stupefacente è che il servizio sul baratto in Ogliastra ha spinto un intelligente ogliastrino, Giangiacomo Pisu, tra l’altro autore di vari libri sulla Sardegna, a creare un gruppo su Facebook chiamato ‘Baratto Ogliastra‘ che conta con più di 2200 iscritti.
Gli italiani sono specializzati ad aggirare gli ostacoli e scovare delle soluzioni alternative, come sta accadendo a Concorezzo, comune della Brianza con quindicimila anime, che ha anch’esso deciso di ricorrere all’antico sistema del baratto. E’ un’idea dei negozianti e dei commercianti locali, come il Sig. Antonio Mandelli, il quale è titolare di uno studio fotografico. In pratica, si evitano i soldi e si scambiano i prodotti come accadeva in antichità.

Anche nel settore del turismo è tornato il baratto: sul sito www.bed-and-breakfast.it, per gli operatori del settore è stata istituita con grande successo già nel 2010 la ‘Settimana  del Baratto‘. Ogni terza settimana di novembre di ogni anno si può soggiornare barattando beni o servizi in cambio dell’ospitalità in tantissime strutture italiane aderenti al sito. Si può  barattare il pernottamento con delle lezioni di musica o, in alternativa, ospitare un idraulico o un giardiniere che elargiranno i loro servizi e dimostreranno la loro professionalità con piccoli lavori nella struttura. Oppure, si può offrire  alloggio in cambio di vino o di olio , o di prodotti tipici di una certa regione. L’unico limite è la fantasia e il buon senso.

La Settimana del Baratto sarà l’occasione per mettere in circolo viaggiatori, sensibilità, esperienze creando nuove relazioni di amicizia, stima e fiducia, oltre che un ottimo e inusuale modo per far conoscere l’ospitalità familiare, l’Italia e la sua gente.

C’è anche chi è andato molto oltre, come la Grecia, in forte depressione da qualche tempo: 20.000 senzatetto, un giovane su due disoccupato, 120mila esercizi commerciali hanno chiuso i battenti e il Ministero dell’Istruzione ha distribuito buoni pasto agli studenti che svenivano sui banchi dalla fame. Per far fronte alla crisi sono emerse inedite riserve creative e in tanti hanno deciso di rimettersi in piedi senza aspettare il nulla osta delle agenzie di rating. Ed ecco che gli ellenici si sono inventati una trentina di ‘valute’ locali per barattare merci e servizi. Un’idea anti-crisi nata dal basso che ha fatto nascere una nuova filosofia di vita e del ‘credito’.
In alternativa all’euro è nato il Tem, una nuova valuta adottata da molte associazioni greche: lezioni di computer a 20 Tem l’ora , da spendere in olio e pasta. In questo modo i disoccupati riacquistano disponibilità e il lavoro non si ferma. Nei circuiti sono entrati anche i professionisti e attività commerciali e sono in costante aumento coloro che aderiscono a questo nuovo sistema di pagamenti. Alcuni network sono molto organizzati con banche di Tem, ovvero pagine web, dove effettuare i passaggi della ‘nuova valuta’ tramite un clic, oppure con un sms, fino alla vecchia ‘stretta di mano’, o il ‘grazie’, per i meno pratici. Essere in credito di centinaia di ‘grazie, non ha prezzo. A tutto questo ci si arriva solo attraversando una crisi nera.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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