Un affascinante cambio di prospettiva

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di Marzia Santella

Si sa con il caldo torrido dell’estate, con le famiglie che vanno in vacanza, con la riduzione di personale a lavoro e complice lo scatenarsi degli ormoni, in estate si consumano tanti tradimenti. Alcuni verranno confessati altri si perderanno nell’oblio privato. Ciò che spinge a rapporti mordi e fuggi non è solo la stanchezza del mènage di casa, il o la partner che si lasciano andare a look e cura di se prossimi allo zero: no! Ciò che manca è quella sensazione di sentirsi desiderati, quello svolazzare di farfalle nello stomaco che ci fanno bramare per un sms o per una mail. Si sa le telefonate sono bandite in certi casi:troppo pericolose! E’ stato provato scientificamente: i primi tre mesi di una relazione sono i più coinvolgenti. Quelli in cui il nostro oggetto del desiderio riempie ogni nostra cellula, quello in cui pur di starci vicino c’andremmo pure in bagno. Un periodo in cui ci si guarda negli occhi per interi minuti e si condividono le sciocchezze più grandi tipo: “Devo andare a prendere una ricarica del telefono” e l’altro risponde: “vengo con te!” Momenti in cui le telefonate durano ore, ci si parla in Skype o Msn.

La tecnologia corre ed aiuta questi corti circuiti emozionali dando mille occasioni in più rispetto a pochi anni fa, la sostanza non cambia. L’altro/a ci serve come l’aria. Il contatto fisico procura scosse e brividi e fare l’amore diventa un sogno da realizzare al più presto. L’età per le pazzie, l’età per le comodità ma si ripete uguale sempre, perché l’amore non ha età ed il cuore non ha rughe. Poi, con il passare delle settimane, le emozioni sembrano cadere dentro un cuscino d’ovatta, dentro una nuvola: non più nitide e violente ma dolci e soffuse. Il trend in discesa prosegue ed allora i messaggi al telefono non sono più poesie da centoquaranta caratteri: diventano telegrammi. “Si torno per cena ciao” quello più dolce oppure un semplice: “Ok” che fa sorgere il dubbio che sia indirizzato a noi, magari si è sbagliato o sbagliata perché in questo uomini e donne siamo uguali. Dalla tempesta d’amore dei primi tempi si passa alla bonaccia: neanche un alito di poesia che gonfi le vele d’amore. In quel contesto può scattare la voglia di riprovare tutto come una sorta di droga d’amore: quando cessano gli effetti si ricerca un’altra dose. Vista in questo  modo i fedifraghi diventano di colpo dei romantici. Non voglio giustificarli, vorrei solo mostrare come cambiano le prospettive nel corso della vita. Se una persona nuova, ci vede con occhi nuovi, piacciamo per quel che siamo, ridà stima di sé, ridà fiducia nelle proprie capacità e nella propria personalità. Anche se non si va a fondo nella storia,  di fatto rappresenta un’iniezione di entusiasmo e felicità e, di questi tempi, meglio approfittarne, saper far tesoro di un sorriso, di uno sguardo anche questa è la felicità. Si sa che dopo, la storia, ricomincia alla lunga “l’amore” ti darà fastidio: La presenza nel letto, come lascia il bagno, l’ordine maniacale o il disordine, come cucina o come cammina. Saper trovare l’equilibrio tra il nostro benessere individuale e l’armonia di coppia è complicato. Chi da tempo è solo preferisce non avere interferenze, meglio mantenere l’equilibrio da soli che metterlo alla prova per una parentesi di felicità effimera. Alla domanda al grande Alberto Sordi: “Perché non si è mai sposato” Lui aveva risposto: “Non mi sposo perché non mi piace avere gente estranea in casa.” Sapersi mettere nelle scarpe altrui è il segreto? Resettare il cuore e ricominciare di nuovo? Ad ognuno la sua ricetta, ricordatevi però che la vita è una!

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

3 Comments

  1. ENRICO
    26 agosto 2012

    Ciao Marzia,
    volevo dire che i tuoi articoli mi piacciono molto.. solo questo. buon lavoro
    Enrico

  2. Marzia
    26 agosto 2012

    Ciao Enrico,
    Grazie di cuore!!! Al prossimo allora …buona serata.
    Marzia.

  3. Marzia
    26 agosto 2012

    Grazie di cuore Enrico! Mi fa davvero piacere avere la sua attenzione. Al prossimo articolo allora, buona serata!
    Marzia.

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