Tutti pazzi per la LOMOGRAFIA!

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di Odilia Broya de Lucia

Il progresso ci spinge ad accelerare il passo verso le nuove tecnologie.  Il cellulare che abbiamo acquistato solo l’anno scorso oggi ci appare vecchio ed antiquato, così come il lettore musicale e il personal computer.
La moda, riproponendo vecchi modelli, impone cambiamenti repentini che si rifanno ad epoche passate, evocando vecchi miti ed imponendoli come “stili”.
Ciò ha contribuito a creare una nostalgia fuori misura del passato, di epoche mai vissute e di cimeli, che fino a qualche anno fa, sarebbero rientrati unicamente nella sfera del collezionismo.
Di conseguenza, accanto alle più moderne tecnologie, possediamo oggetti ‘old age‘ o rielaborazioni in chiave moderna degli stessi, come orologi, occhiali, macchine da scrivere, telefoni a cornetta, automobili, biciclette e motocicli.
Anche nel campo delle arti visive e della fotografia questa tendenza, che evoca il passato, si sta facendo strada attraverso il sempre più consolidato mondo del digitale.
C’è chi scava negli scatoloni dei nonni, rispolverando vecchie analogiche per ottenere foto effetto vintage, che sembreranno scattate una più di una ventina di anni fa; chi invece, per ottenere il medesimo effetto, preferisce utilizzare pellicole scadute da tempo o chi addirittura, costruisce una rudimentale camera oscura, ovvero una banale scatola chiusa con un piccolo foro chiamato ‘stenopeico‘, che lasci entrare la luce, la quale andrà ad impressionare la pellicola fotografica posta sul lato opposto della scatola.

Ma il fenomeno fotografico più di moda nel mondo è certamente la ‘Lomografia‘, un modo di fotografare che non impone regole, bensì e basato sulla fantasia e la libertà di scattare senza pensare.

Le prime macchine fotografiche LOMO, furono create nel 1982 da un generale russo sul modello di una macchina fotografica posseduta dall’amministratore di una potente società russa, conosciuta appunto come Lomo, specializzata nella produzione di armi e lenti ottiche. La macchinetta venne prodotta in grande quantità per il beneficio e la glorificazione del popolo sovietico: ogni cittadino avrebbe dovuto possedere una propria Lomo per fornire una documentazione del glorioso stile di vita sovietico!
Nel 1991 viene riscoperta da due studenti viennesi sulle bancarelle di un mercatino russo: i due si innamorano a tal punto di queste macchinette da intraprendere numerose spedizioni verso la Russia portando in Austria zaini colmi di Lomo. Il fenomeno inizia ad espandersi rapidamente anche in Germania, Inghilterra, Spagna e Giappone dove i cosiddetti ‘lomografi‘ scattano senza guardare attraverso l’obbiettivo o senza un soggetto ben definito poiché la vita reale non si concretizza in pose perfette.

Il primo congresso mondiale si svolse a Madrid nel 1997, dove fu creato il più grande muro Lomografico della storia, lungo 150 metri ed alto 2.
Oggi possedere una Lomocamera è molto semplice data la quantità di siti online che consentono di acquistare a prezzi modici questa macchinetta, disponibile in svariate forme e colori, con flash o senza, colorato e non, con rullini da 120 e da 35 mm; per cui basta solo possederne una e aderire alla corrente e…’don’t think, just shoot‘.

Mario Masi

Mario Masi

Master in Scienze Ambientali. Autore di: "No Slogan, le bugie al tempo dei catastrofisti". Direttore responsabile di Itali@Magazine.

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