Sono sereno

image_pdfimage_print

di Paolo Cappelli

Sopra le nuvole, splende sempre il sole...

Per avere contezza dell’anomalia assoluta di questo nostro instancabile ed oltremodo estroverso Paese Vi invito ad andare sul più noto dei motori di ricerca e digitare il titolo del post che state leggendo.

Apparirà un elenco di link a pagine di sport, cronaca e soprattutto politica, tanto locale, quanto regionale e nazionale.

Ce n’e’ per tutti i gusti, ma con un unico, solo e imprescindibile comune denominatore: la serenità.

I protagonisti nelle pagine che emergono dalla ricerca online rispondono alle insinuazioni,  alle accuse, agli avvisi di garanzia loro rivolti con una frase che, sarebbe da scommetterci, assurgerà in breve a nome di partito, visti il suo impatto e la loro universalità.

Qualsiasi comune cittadino di fronte ad un’accusa, a un problema con la giustizia, inizia perlomeno a dormire sonni agitati, innocente o colpevole che sia. Una reazione del genere è quanto meno riconducibile a un quadro di normalità.

Da qualche anno a questa parte, invece, i personaggi della vita pubblica nostrana non sanno proprio cosa significhi preoccuparsi o sudare freddo, non temono per il loro posto o per le loro finanze. Ognuno di loro propone  incessantemente, qualsiasi intervistatore ponga loro la domanda, la medesima risposta: “Sono sereno!”

A onor del vero, c’è da capirli: perchè mai dovrebbero agitarsi. Riuscire a inserire in un pallottoliere i giorni di reclusione di tutti questi impavidi figuri è come sommare tanti zero all’infinito. In quei rari casi in cui vengono colti (veramente) con le mani nel sacco, ecco arrivare in loro soccorso, come una fatina buona, la prescrizione; i tempi biblici della nostra giustizia, infatti, ci mettono lo zampino…e il gioco e’ fatto.

La procedura è ormai collaudata e sinceramente sta assumendo i contorni di un andazzo anche un po’ noioso. Si parte dalla “macchina del fango”, oppure, visto che il mercato dell’auto tira poco  in tempo di vacche magre, si evoca la “macelleria sociale”. Un po’ di fumo negli occhi, un po’ di supercazzola di cinematografica memoria e poi tutti al mare, perché se proprio si mette male, si rischia di stare ai domiciliari, ma rigorosamente in Sardegna, dove a dirla tutta, il “sereno”  non manca mai.

(con il determinante contributo di Francesco Alaimo)

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *