Effetto Puglia in scena al Festival di Venezia

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Di Marco Milano

Con la proiezione di Noi credevamo alla mostra del cinema, si inaugura la partecipazione dell’Apulia Film Commission

L’ effetto Puglia sbarca a Venezia.  Alla 67^ Mostra del Cinema è stato proiettato ieri  Noi credevamo, film in concorso diretto da Mario Martone, girato in parte tra Bovino e Deliceto – in provincia di Foggia –  e prodotto dall’Apulia Film Commission, la giovane casa di produzione cinematografica pugliese.
Il film, tratto dal romanzo omonimo di Anna Banti del 1967, è una narrazione dell’Italia dell’800, sullo sfondo risorgimentale, attraverso le vite di tre giovani meridionali del Cilento, dai primi anni ’20 fino alla grande delusione post-unitaria, con la sconfitta di Garibaldi sull’Aspromonte e la restaurazione crispina. In seguito alla feroce repressione borbonica, i tre ragazzi decidono di affiliarsi alla Giovine Italia di Mazzini, segnando inevitabilmente il loro destino come cospiratori e rivoluzionari, tra slanci di idealismo e disillusione politica. La pellicola di Martone, con protagonisti Luigi Locascio, Luca Zingaretti e Toni Servillo è stata accolta dalla critica favorevolmente, pur con velate polemiche riguardo i presunti intenti storiografici di Martone. La storia, infatti, è un ritratto corposo, anche nella  durata – tre ore e mezza – e fedele fino a dettagliate ricostruzioni del linguaggio del diciannovesimo secolo, ma tuttavia sembra voler gettare un ponte sul secolo successivo, strizzando  l’occhio alle realtà politiche del presente, non troppo differenti nei conflitti interni che lacerano il paese, a ben vedere.
Questo primo successo di critica del film, conferma un certo interesse per le produzioni pugliesi, già in qualche modo protagoniste  del festival nelle scorse giornate con la presenza di uno staff dell’ Apulian Film Commission nelle sale dell’Hotel Excelsior. Qui sono state presentate, infatti, due importanti progetti già realizzati in Puglia: Cineporti di Puglia e D’Autore – Circuito di Sale Cinematografiche di Qualità.
Per  tutta la durata del festival  – dal 1 all 11 settembre – è allestita inoltre la mostra fotografica Scatti di cinema, la Puglia al cinema, curata da Daniele Trevisi con la collaborazione di Cristina Piscitelli.
L’esposizione è composta da quaranta foto in grande dimensione che ritraggono immagini delle più suggestive location scelte per film girati in Puglia negli ultimi anni, a firma di registi del calibro di Edoardo Winspeare, Pupi Avati, Sergio Rubini, Ferzan Ozpetek, Alessandro Piva, lo stesso Mario Martone e altri.
L’obiettivo della mostra è offrire un percorso visivo della regione, attraverso lo sguardo cinematografico di questi autori, che, non a caso, hanno individuato nelle bellezze naturali e architettoniche della Puglia un riferimento prezioso per le loro narrazioni. I colori e la luce unica di questa regione hanno affascinato da sempre registi italiani e non solo – basti pensare a Lina Wertmuller o ai fratelli Taviani, ancora prima dell’Apulia Film Commission.
A tre anni dalla nascita della fondazione, la presenza al festival è un riconoscimento importante del  lavoro e dello sforzo per attrarre sul territorio pugliese il cinema nazionale e internazionale, proprio nel momento di annunciate nuove importanti produzioni, come “Villaggio di Cartone” il prossimo film Ermanno Olmi ambientato a Monopoli.
L’obiettivo dell’AFC è quello infatti di rafforzare l’industria cinematografica in Puglia rendendola  punto di riferimento culturale e  costruendo un vero e proprio know how della settima arte, senza sostituirsi ad investitori e produttori privati. Il progetto della casa di produzione ha permesso inoltre un ritorno a casa degli artisti e tecnici del cinema di origine pugliese, offrendo loro la possibilità di contribuire con ampi spazi di espressione. Una nuova fabbrica del cinema insomma, figlia della rivoluzione gentile pensata dall’attuale amministrazione regionale, che in breve tempo ha attirato gli sguardi incuriositi di registi e artisti internazionali. Solo nel 2009 la commission ha finanziato opere per più di un milione di euro, realizzando alcuni dei titoli più importanti della scorsa stagione cinematografica,come ‘L’uomo nero’ di Sergio Rubini o ‘Mine vaganti’ di Ferzan Ozpetek.
L’ effetto Puglia – una certa fascinazione per la Regione che continua a crescere grazie soprattutto alle realtà turistico-culturali del territorio – compie così, con la presenza alla mostra, un altro passo importante di affermazione fuori dai confini regionali. 

Oltre a ‘Noi credevamo’, saranno proiettati, per la sezione  Controcampo italiano, i lungometraggi “Il primo incarico” di Giorgia Cecere con Isabella Ragonese girato nel territorio di Cisternino (Brindisi) ,“A woman” di Giada Colagrande con Wilelm Defoe e Stefania Rocca, girato a Otranto e in provincia di Lecce.  Nella stessa giornata di benvenuto dei film pugliesi alla mostra, è stato presentato il cortometraggio “Sposerò Nichi Vendola” di Andrea Costantino – sempre per la sezione Controcampo italiano e “La svolta, Donne contro l’Ilva” di Valentina D’Amico.
Anche in una retrospettiva voluta dal direttore Marco Mueller “La situazione comica (1937-1988)”, è prevista la presenza pugliese attraverso location come Trani e dintorni, scelte all’epoca di diverse produzioni comiche degli anni ’70. Un’ulteriore menzione d’interesse va fatta per un cortometraggio di stampo horror-pulp, a firma di due giovani registi pugliesi, Vito Palumbo e Roberto DeFeo, “Ice Scream”, che ha suscitato la simpatia e l’interesse del presidente di giuria, Quentin Tarantino.
Nei prossimo giorni del festival sono attese nuove attenzioni nei confronti della Puglia, una regione tutta da girare.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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