Elena Boccoli espone al Margutta RistorArte

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“Chi mi ama mi segua! … E mi guardi!”. Lo direbbe oggi a buon diritto Giovanna D’Arco se potesse commentare il ritratto a lei dedicato da Elena Boccoli, in mostra presso gli spazi espositivi de Il Margutta RistorArte di Via Margutta 118 a Roma.

Assieme alla “Pulzella d’Orleans”, un ventina di ritratti femminili realizzati con tecnica mista prevalentemente su tavola o su tela, raffiguranti donne epigoni della nostra contemporaneità che si sono distinte e che rappresentano una costellazione di modelli forti di riferimento: Benazir Bhutto, Amy Winehouse, Valentine de Saint Point, Giorgia Meloni, Moana Pozzi, Marlene Dietrich, Rita Levi Montalcini, Frida Kahlo, Anna Magnani, Lucrezia Borgia, Alda Merini, Ipazia, Marissa Mayer, Oriana Fallaci, Nadia Comaneci, Maria Callas, Zaha Hadid, Peggy Guggenheim, Indira Gandhi, Mary Shelley, Ilaria Venturini, Diane Fossey.
L’esposizione dal titolo “Domina” – dal 21 Settembre al 20 Novembre 2012 –  raccoglie opere realizzate dal 2009 ad oggi testimonia il passaggio dell’artista ad una stagione più matura, in cui si conferma una sensibilità ironica, solare ed aperta a nuove sperimentazioni.
«Le ragazze di Elena fino a qualche tempo fa ti guardavano con grandi occhi dalle pupille strette, bianchi, spalancati, talvolta di proporzioni disuguali” – spiega la curatrice della mostra

Amy Winhouse

Francesca Barbi Marinetti – “ Erano la versione pop e adolescente di una Betty Boop scanzonata, trasognata e immortalata alla sprovvista da un flash. Nel loro percorso bizzarro, puntellato d’ironia e autoironia, i personaggi di Elenik (pseudonimo dell’artista prima maniera) si liberano dei panni fumettistici e postura sconnessa per svelare sempre più uno sguardo intenso e carico di sé. Quello intrapreso da Boccoli è un viaggio borderline tra illustrazione e arte che protende verso quest’ultima senza falsi tentativi di ricercatezza o camuffamenti. Non è un caso se per questo nuovo ciclo le muse ispiratrici siano donne capaci di affermarsi sulla scena della vita con la coerenza di un principio di personalità autentico. Ed è proprio questo il fil rouge che lega queste figure femminili così differenti tra loro. Anche l’idea dell’artista di presentare le Signore ritratte accompagnandole da una citazione che le rappresenti, risponde al piacere di far emergere l’inscindibilità tra segno e contenuto, immagine e pensiero. La necessità di una ricerca del sé che superi la banalità della mera apparenza. Il retaggio vignettistico che ancora permea lo stile di questi ritratti mantiene vivo il legame con la dimensione del gioco, ingrediente base per una sperimentazione libera della creatività».

«La scelta di ospitare il lavoro di Elena Boccoli per l’apertura della nuova stagione espositiva del Margutta – conclude Tina Vannini – è stata condivisa perché attratte dalla capacità di questa giovane artista di cogliere l’essenza delle donne che ritrae in un concentrato di sguardi e stile.  Il tratto è giocoso e fresco pur non abbandonando uno spirito critico. Tra le figure ritratte, diverse e talvolta in contrasto tra loro, il comune denominatore è la passione per quello che fanno».
L’artista è stata selezionata per varie manifestazioni nella Capitale come Adrenalina nel 2009, Gemine Muse e Eccellenza Romana nel 2010 ed Emergenza Origami nel 2011.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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