Ryuichi Sakamoto & Alva Noto all’Auditorium Parco della Musica

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Il minimalismo pianistico di Ryuichi Sakamoto e l’algida elettronica di Alva Noto si  incontreranno all’Auditorium Parco della Musica per una delle date del tour che dallo scorso anno sta portando i due artisti in ogni parte del mondo, sull’onda del successo del loro ultimo album Summvs.

La collaborazione tra Sakamoto e Carsten Nicolai, in arte Alva Noto, ha inizio nel 2003, anno in cui viene alla luce il loro primo album “Vrioon”. Dopo aver dato un seguito al loro esordio nel marzo del 2005 con “Insen” e altri tre album negli anni successivi (“Revep”, “With Ensemble Modern”, e l’ultimo del 2011 “Summvs”), il duo nippo-tedesco inizia una serie di concerti in teatro, che punta all’accostamento fra musica e installazioni visive, e tra pianoforte, laptop e strumentazioni elettroniche.

I paesaggi descritti da Ryuichi Sakamoto e Alva Noto riescono a interpretare la dualità del nostro tempo: dall’essenzialità giapponese alla ricerca visionaria tedesca, la fragilità del passato viene contrapposta alla durezza del nuovo mondo.

Le creazioni di Alva Noto dal suo banco di suoni sono vedute microscopiche del nostro mondo e delle sue composizioni. Nelle sue opere si interroga sulla materialità della terra, sui suoi

Alva Noto & Ryuichi Sakamoto

movimenti, sui tempi che influenzano il processo di trasformazione, i suoi limiti e l’utilizzo delle risorse creative. Alva Noto ci fa cogliere la meccanicità e la materialità del naturale, facendoci vedere suoni e ascoltare oggetti: il suono è studiato, misurato e poi visualizzato, gli oggetti riproposti come elementi importanti del paesaggio sonoro in cui viviamo – modem, telefoni, fax – sono campionati e inseriti editando il lavoro matematicamente, dando alle composizioni strutture ritmiche precise e componibili, che naturalmente contrastano con il suono essenziale e sottile di Ryuichi Sakamoto.

Soltanto pochi artisti oggi possono sfoggiare una carriera come quella del compositore, musicista, produttore, attore e ambientalista giapponese, costruita sulle basi del suo primo progetto elettronico ‘Yellow Magic Orchestra’, e poi ampliata a composizioni classiche e ad album d’ispirazione rock, fino ad arrivare a più di venti colonne sonore, collaborazioni con David Bowie, David Sylvian, il drammaturgo Robert Wilson, l’autore William S Burroughs e il Dalai Lama. Ryuichi Sakamoto si è guadagnato un Academy Award (per la colonna sonora de L’ultimo imperatore di Bertolucci), un Grammy e due Golden Globes.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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