Il tabulé di Tito al Teatro Le Salette di Roma

image_pdfimage_print

La compagnia teatrale Paltò Sbiancato torna con Il tabulé di Tito”, regia di Stefano Maria Palmitessa.

Lo spettacolo, forte del successo riscosso nello scorso maggio in occasione del debutto al Teatro Studio Keiros di Roma, verrà replicato da venerdì 12 a domenica 14 ottobre 2012 al Teatro “Le Salette”, vicolo del campanile, 14 a Roma (metro A – Ottaviano), con i seguenti orari: venerdì e sabato ore 21:00, domenica, ore 18:00

La pièce è un libero adattamento del “Tito Andronico” di Shakespeare, realizzato dal consolidato trio di autori Pino Tossici, Francesca Barreca e Natale Barreca e sarà interpretata dallo stesso Pino Tossici nel ruolo di Tito, affiancato da Giulia Tuzzi nel ruolo di Marzia, Massimiliano Calabrese nel ruolo di Aronne, Mary Fotia nel ruolo di Demetria, Manuela Cipriani nel ruolo di Lavinia e Monica Maffei in quello di Tamora.

Il tabulè di Tito”, derivato dal “Tito Andronico” di Shakespeare, è una tragedia dedicata alla vendetta che il generale romano vuole perpetrare ai danni di Tamora, regina dei Goti. E viceversa.

Tito Andronico” è un’opera che Shakespeare (probabilmente la prima che gli si può attribuire a livello cronologico) concepì di marcato gusto popolare, carica di una forte vitalità drammatica, non priva di un raffinato gusto per il grottesco. Una tragedia di vendetta che illumina gli aspetti malvagi dell’umana debolezza. Il testo di Shakespeare presenta un mondo dove i silenzi e gli improvvisi rumori convivono; dove scrocchiano ossa di corpi duri come lamiere. Una catena inestricabile in cui ogni carnefice diviene vittima e viceversa. Colma di tutte le tematiche che l’autore, non ancora trentenne, svilupperà nelle opere successive del suo inestimabile repertorio.

Un raffinato gusto per il grottesco è l’elemento che viene esplorato e sviluppato da Stefano Maria Palmitessa e dai suoi autori ne “Il tabulé di Tito” proponendo un adattamento stravagante e fuori dalle regole, … a cominciare dal generale Tito!

Il regista Stefano Maria Palmitessa, nel suo stile fine e ricercato, da grande importanza all’estetica visuale. Per questo spettacolo si è ispirato (anche per i trucchi facciali) al cromatismo e formalismo della pittura di matrice avanguardistica, come ad esempio i quadri di Alexej von Jawlensky, celebre pittore russo, naturalizzato tedesco, vissuto a cavallo del XIX e XX secolo, importante rappresentante dell’espressionismo tedesco, tra i fondatori, nel 1911, del movimento Der Blaue Reiter.

La realizzazione del make-up degli attori, ispirato ai quadri dei suprematisti russi, è dell’Accademia di Trucco Professionale di Roma, che con questo lavoro riconferma una felice collaborazione che era stata presente anche nei precedenti spettacoli della Compagnia Paltò Sbiancato, come nella pièce dell’anno scorso, “Alfabeto muto” (stesso regista, stessi autori e stessi interpreti).

Quest’anno, oltre agli elementi scenografici realizzati, come di consueto, da Silvano Martorana, sono presenti anche delle draperies di Stefano Zampieri a far da cornice agli eventi in scena. Le coreografie e i ventagli sono di Mara Palmitessa.

L’estetica vocale è un’altra delle attenzioni del regista Palmitessa. Alla ricchezza di sfumature vocali, ritmiche e canore degli artisti, si aggiungono le composizioni musicali di Silverio Scramoncin.

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *