‘La città di plastica’ nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne

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Dal 23 al 25 novembre, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne l’ass.cult. Rondini, in collaborazione con la Compagnia della Luna e Progettarte presenta La città di Plastica di Francesco Zarzana e Silvia Resta, interpretato da Claudia Campagnola, con la regia di Norma Martelli al Teatro Due di Roma nell’ambito della rassegna Sguardi S-velati: punti di vista al femminile III edizione.

“Ho incontrato tante donne sulla mia strada di cronista  – afferma Silvia Resta – Ricche e povere. Sottomesse e ribelli. Vittime di violenze  e di abusi, o attive protagoniste della loro vita. Ho capito che non ce n’ è una, in fondo, che non abbia lo stesso sogno. Lo stesso bisogno di libertà. Ho conosciuto Rose e Hanifa, e non le dimentico. Portare in teatro il loro sogno spezzato è la mia piccola dedica.”

La Città di Plastica ha ricevuto il patrocinio di ALDA – Association of the Local Democracy Agencies (sede presso il  Consiglio d’Europa di Strasburgo) ed è stato invitato quest’anno nella rassegna internazionale “Migraction 5” al Theatre de l’Opprimé di Parigi.  Lo spettacolo sostiene il WFP – World Food Program.

Neda, Hanifa e Rose, dall’Iran, dall’Afghanistan e dal Kenya, ci raccontano  il dolore, realmente vissuto dalle protagoniste, di chi ancora oggi in quanto donna, non solo non può scegliere della propria vita ma anzi viene costretta a subire la completa mancanza di libertà, fino ad essere ridotta allo stato di schiavitù.

Tre donne contemporanee. Neda, Hanifa e Rose. Tre voci  dalle cronache dei nostri tempi.

Dall’Iran, la voce di Neda Salehi Agha Soltan, la studentessa uccisa a Teheran, durante le proteste divampate dopo le elezioni presidenziali del 2009 e barbaramente represse dal regime.  La sua storia ha emozionato il mondo grazie alla diffusione di un video amatoriale che ne ha documentato la morte.

Dall’Afghanistan, la storia di Hanifa. E lo strazio di migliaia di ragazze che per sfuggire alla schiavitù dei matrimoni combinati, all’orrore di un marito vecchio e brutto, scelgono di darsi fuoco. Si cospargono di benzina e si bruciano. Alcune muoiono, altre finiscono ustionate a vita. È la loro dannata strada per la libertà.

Dal Kenya, l’ ultima protagonista: si chiama  Rose. Come le rose che lei va a tagliare, nelle serre sul lago Neivasha. Costretta per pochi dollari a respirare polveri tossiche  e concimi killer, dieci ore al giorno sotto i teloni a più di quaranta gradi. Una città di plastica sorta per il profitto delle multinazionali, che produce tumori e fiori. Fiori che finiscono in occidente, comprati e scambiati come simbolo d’ amore.

Lo spettacolo sarà presentato poi dal 18 al 23 dicembre al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma.

www.claudiacampagnola.comwww.facebook.com/Compagnia.dellaluna

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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