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Atreju: la gioventù è la speranza del futuro

di Clio Pedone
“Serve una formula con una soluzione possibile. Questa è la risposta che noi vogliamo dalla politica e questa manifestazione è una grande occasione” commenta così Vittorio Guastamacchia la penultima giornata di Atreju 2010.
Il parco del Celio è stracolmo di giovani militanti, arguti uditori di tutti i dibattiti. E non mancano i visitatori, sia di destra che di sinistra, quelli che sono venuti ad applaudire un sempre elegantissimo Nichi Vendola e i romani curiosi di ascoltare il loro Sindaco.
La Prestigiacomo in pantaloni e camicia rosso fuoco sembra aver convinto la platea con le sue proposte sulla questione ambientale. Qualche polemica solo sulla presenza del ministro Andrea Ronchi, fedelissimo del Presidente della Camera e ospite fisso delle precedenti edizioni di Atreju. “Chi è Ronchi? Chi rappresenta?E’ stato eletto nelle liste del  Pdl, è un esponente del governo, però mi pare che non la pensi più come noi”. Caustico il giudizio di Antonio Vincenti sulla partecipazione del ministro alla presentazione del libro di Giuseppe CrucianiGli Amici del terrorista. Chi protegge Cesare Battisti?‘ .
Il clima è festoso, ma i giovani non perdono di vista i loro obiettivi. “Un’intera classe politica ha accettato di venire a parlare con noi, questa è una grande occasione per la nostra generazione. Noi non siamo sfiduciati, abbiamo il dovere di combattere il qualunquismo e l’antipolitica. Il nostro obiettivo è superare le colonne d’ercole che la società spesso ci impone e procedere convinti verso le sfide del futuro”. Sintetizza così Carolina Varchi, giovane e carismatica dirigente palermitana, il pensiero di molti dei presenti.
L’Italia di oggi appare più divisa, più lacerata, più sofferente e contrapposta di quanto fosse centocinquant’anni fa. È un’Italia impaurita, timorosa, che guarda e si divide sulla lettura del passato e molto spesso è incapace di trovare un percorso comune su cui confrontarsi. La Giovane Italia si sta impegnando per trovare le soluzioni, cerca le risposte e non si fa scoraggiare dalle sterili polemiche che investono il partito.  La gioventù è la speranza del futuro . “Fini diceva che era giunta l’ora di una nuova destra più liberale e più europea, sintesi efficace di più anime. Ora si è tirato indietro, ha cambiato opinione. Noi invece abbiamo sempre l’obiettivo di cambiare le cose che non vanno e Giorgia Meloni ci dà la forza di andare avanti” – chiosa Daniele Basili. Ora più che mai è giunto il momento di spingere il bottone della ripartenza e il modo migliore per affrontare le sfide del futuro è senz’altro quello di lasciare più spazio ai giovani, di credere nelle loro potenzialità e dare vita al tanto auspicato ricambio generazionale.

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