Lezioni di storia all’Auditorium: Stranieri tra noi

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“Stranieri tra noi” è il tema del VII° ciclo delle “Lezioni di Storia” con le quali gli Editori Laterza rinnovano per la stagione 2012-2013 l’appuntamento con il pubblico dell’Auditorium, quello che dal 2006 conferma l’apprezzamento per una formula che ha funzionato da prototipo per le molte altre “lezioni” che compongono la programmazione della Fondazione Musica per Roma.

Dal 2 Dicembre 2012 al 5 Maggio 2013, da Platone a Siracusa fino agli eserciti stranieri che occupano i sette colli della “città aperta”, 9 appuntamenti con la grande Storia, con altrettante piccole storie, quasi sconosciute quanto emblematiche, e molte città teatro del difficile incontro degli “stranieri tra noi”, i forestieri, appunto, ma qualche volta anche del conturbante riconoscerci “stranieri” tra noi stessi.

Siracusa, Pavia, Parma, Venezia, Firenze, Milano, Roma (con tre date storiche): giacché, nel Nord come nel Sud e al Centro, le città del nostro paese sono i centri pulsanti della cultura come dell’economia e della vita civile. Ogni città è, per molti versi, un mondo a sé, costituito da un patrimonio unico di tradizioni, nella letteratura come a tavola, nell’architettura e nelle attività produttive. Una pluralità che è al tempo stesso debolezza e forza dell’Italia, la ragione della sua tardiva unificazione e del suo debole senso dello Stato e insieme il motivo per cui esercita un fascino speciale. Ma, appunto, la storia delle città italiane è legata anche ad un altro fattore essenziale della nostra identità: l’arrivo e la presenza degli “stranieri”. L’Italia è il luogo dove genti di ogni altra parte del mondo si sono incontrate e scontrate, hanno viaggiato per diletto e per conquista, sono rimaste il tempo necessario per vincere una battaglia o si sono insediate per secoli, fino a confondersi con gli altri.

E allora: da Platone respinto a Siracusa dal tiranno greco Dionigi, nel racconto di Luciano Canfora, al martirio di Pietro peregrino a Roma nella ricostruzione di Andrea Carandini; Massimo Montanari riporterà in vita il banchetto durante il quale Adelchi, a Pavia, si insinua impudente rovinando la festa a Carlo Magno; affascinante e misteriosa la vicenda narrata da Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, che nella Parma assediata del 1248,  vede il furto della corona e di un prezioso libro dell’Imperatore Federico II; da par suo, Alessandro Barbero rievocherà  la Venezia delle feroci guerre di religione nel 1568, con l’arrivo di due sorelle vedove di ricchissimi banchieri ebrei convertiti al cristianesimo, Donna Beatriz e Donna Gracia,  la cui vicenda  si conclude con la fondazione di una grande potenza finanziaria ebraica in Oriente; Franco Cardini, invece, ricostruirà il ballo di donne turche nel Salone delle Commedie di palazzo Pitti, nel 1613, e la curiosa visita dell’emiro druso Fakhr ad-Din al granduca Cosimo II de’ Medici; a Luigi Mascilli Migliorini il compito di raccontare l’arrivo a Milano, nel 1796, del giovane generale francese il cui cognome, Buonaparte, accompagnerà sogni e incubi di tutta l’Europa a cavallo tra la fine ‘700 e la Restaurazione; infine e di nuovo Roma, con Anna Foa che ci fa conoscere il due volte straniero Ernesto Nathan, che pure diventerà uno dei più importanti sindaci della storia della capitale, e con Emilio Gentile a ricordare la Roma città aperta agli stranieri armati, quel 1944 quando, appena settantatre anni dopo l’entrata dell’esercito italiano nello Stato Pontificio, essa cessa di essere la capitale d’Italia e il Papa torna ad esserne l’unico sovrano.

Informazioni vendita biglietti: Domenica 18 Novembre, al termine del periodo di prelazione per gli abbonati della scorsa stagione, andranno in vendita i nuovi abbonamenti e i biglietti per le singole Lezioni di Storia “Stranieri tra noi­”, in occasione della campagna abbonamenti 2012-2013.

Il costo dell’abbonamento è di 65,00 euro, il costo del biglietto per ciascuna lezione di 9,00 euro.

La disponibilità dei posti è limitata, i nuovi abbonamenti verranno emessi solo nella misura degli abbonamenti non rinnovati.

Regolamento

– Ciascun acquirente potrà essere intestatario di un massimo di due abbonamenti;

– Nel caso dei biglietti, ciascun acquirente potrà acquistare massimo 2 per biglietti a lezione per 6 lezioni su 9.

Dove acquistare

 –       presso il botteghino dell’Auditorium Parco della Musica, in orario continuato :

  • Da Domenica 18 Novembre2012 dalle ore 09:00 alle ore 18:00;

Domenica 18 Novembre verranno distribuiti numeri elimina coda a partire dalle ore 08:00.

–       per telefono, al numero 892.982 (numero a pagamento di Lottomatica Italia Servizi SpA); tramite internet: www.listicket.it  per ulteriori informazioni: info@musicaperroma.it

 2 dicembre 2012

Luciano Canfora

Siracusa 388 a.C.: Platone respinto dal tiranno greco Dionigi

388, 367, 361 a.C. Tre tentativi di Platone di fare di Siracusa il laboratorio delle sue teorie politiche. Perché avesse deciso di andarvi lo spiegò a posteriori nella Lettera VII: deluso da Atene, dalla democrazia non meno che dall’esperimento oligarchico, «alla fine mi resi conto che tutte le città di allora erano mal governate». Di qui il tentativo di costruire ex novo, spostandosi a Occidente, qualcosa che corrispondesse alle sue concezioni via via maturate. Furono tre fallimenti, non privi di risvolti drammatici. Per il filosofo ateniese fu quella la più amara delle sconfitte: per un filosofo che decide di ‘sporcarsi le mani’ la prova empirica del proprio errore altro non è che la dura replica della ‘materia umana’ al tentativo sempre ritornante e puntualmente deluso di costruire l’’uomo nuovo’.

Luciano Canfora insegna Filologia classica all’Università di Bari.

16 dicembre 2012

Andrea Carandini

Roma, 64  d.C. Il martirio di Pietro e la basilica di Costantino in Vaticano

Era nato a Betsaida ed era andato poi a vivere nella vicina Cafarnao: due villaggi affacciati sul lago di Tiberiade in Galilea. È pescatore, Pietro, forse il capo di una cooperativa di pescatori, è sua la casa che Gesù sceglie come base della predicazione in Galilea e oltre. È lui che diventa il primo degli apostoli, il prescelto da Gesù che gli cambia il nome da Simone in Pietro, pietra di fondazione. Dopo molto peregrinare, finisce a Roma e muore verosimilmente nella persecuzione dei cristiani condannati da Nerone per il grande incendio del 64 d.C. È probabilmente crocifisso nel circo di Nerone sul colle Vaticano e seppellito poveramente subito al di fuori. Di quella sepoltura rimane memoria tra i fedeli. Scavi archeologici voluti da Pio XII hanno portato alla luce un’edicola della metà del II secolo d.C. identificabile con il “trofeo” di Pietro in Vaticano menzionato dal presbitero Gaio (200 d.C.). Costantino inserirà poi l’edicola in un armadio marmoreo, facendolo emergere sotto il ciborio della basilica da lui eretta.

Andrea Carandini è professore emerito di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana dell’Università di Roma La Sapienza.

13 gennaio 2013

Massimo Montanari

Pavia 774 d.C .: Adelchi alla tavola di Carlo Magno

Nel 774 il franco Carlo Magno attraversa le Alpi e conquista il regno dei longobardi, insediatisi in Italia due secoli prima. A Pavia, la capitale del regno, qualche tempo dopo siede a banchetto con i suoi uomini. Ma la festa è rovinata da Adelchi, figlio del re sconfitto, che impudentemente si insinua tra i nemici per lasciare – prima di eclissarsi – un segno inquietante, un messaggio in codice che vuol dire: attenti a voi, la partita non è chiusa. La sala del banchetto in tal modo diventa un teatro in cui si rappresentano le forze in gioco: vincitori e sconfitti, vecchi e nuovi invasori di uno spazio che già allora viene chiamato Italia. Il più classico degli inseguimenti conclude una vicenda che le fonti ci consentono di ricostruire in maniera quasi cinematografica.

Massimo Montanari insegna Storia medievale e Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna.

27 gennaio 2013

Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri

Parma 1248: a Federico II rubano la corona e un libro

18 febbraio del 1248: da molti mesi Federico II tiene sotto assedio Parma. All’alba, spinto dalla passione per la caccia, l’imperatore con i suoi migliori cavalieri esce dall’ accampamento sotto le mura verso la campagna. È un’imprudenza: gli assediati aprono le porte cittadine e armati di forconi e badili assaltano e distruggono il campo imperiale. Di fronte al disastro a Federico non rimane che piangere come un “orso a cui hanno strappato i cuccioli”. Oltre alla corona, alle carte della cancelleria, al sigillo, agli animali esotici del serraglio e alle ragazze dell’harem, i cittadini di Parma hanno rubato all’imperatore un prezioso libro sull’arte della caccia con il falcone. In quel libro circolavano le idee della “nuova scienza” che appassionava Federico e gli uomini del suo tempo, idee in gran parte arrivate in Occidente dai saggi “al di là del mare”, ebrei e arabi, che il sovrano aveva interrogato per lettera o chiamato alla sua corte di sapienti.

Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri ha insegnato Storia della filosofia medievale all’Università di Milano.

10 febbraio 2013 

Alessandro Barbero

Venezia 1568: due signore marrane in viaggio per Costantinopoli

Siamo nel Cinquecento delle feroci guerre di religione, e dello scontro fra cristiani e musulmani nel Mediterraneo. Due sorelle marranas, vedove di ricchissimi banchieri ebrei convertiti al cristianesimo, giungono a Venezia in fuga dall’impero di Carlo V, portandosi dietro gli enormi capitali ereditati dai mariti. Donna Beatriz vuol restare a Venezia, ma donna Gracia è decisa a proseguire per Costantinopoli, la capitale dell’impero ottomano, dove gli ebrei sono bene accolti, e lì ritornare alla religione dei suoi avi. Intorno a questo colossale trasferimento di capitali si intrecciano i negoziati diplomatici fra la Serenissima e la Sublime Porta. La comparsa di un nipote ambizioso, la seduzione dell’unica figlia di donna Beatriz, e una condanna a morte in contumacia sembrano trasformare la storia in un romanzo di Dumas; eppure è una storia rigorosamente vera, che si conclude con la fondazione d’una grande potenza finanziaria ebraica in Oriente e con uno smacco che Venezia non saprà mai perdonare.

Alessandro Barbero insegna Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale, sede di Vercelli.

24 febbraio 2013 

Franco Cardini

Firenze 1613: l’emiro Fakhr ad-Din in visita da Cosimo II

Dovette proprio essere un bello spettacolo il Ballo di donne turche rappresentato nel Salone delle Commedie di Palazzo Pitti, uno dei festeggiamenti che si erano tenuti per la visita al granduca Cosimo II de’ Medici dell’emiro druso Fakhr ad-Din, signore del Libano e della Galilea, che ribelle al sultano si era rifugiato in Toscana nel 1613. Cullavano grandi sogni, Cosimo e Fakhr ad-Din: il primo ambiva addirittura alla corona di Gerusalemme, e insieme pare volessero impadronirsi del sacello del Santo Sepolcro nella chiesa della Resurrezione a Gerusalemme, portarlo smontato a Firenze e rimontarlo al centro del mausoleo mediceo della Chiesa di San Lorenzo. Non se ne fece di nulla. Ma di quella strana visita e di quei folli piani restano le tracce: una sorta di diario che il principe dettò al suo biografo, i documenti di preparazione di una crociata mai fatta, i disegni dei costumi per gli spettacoli, un ritratto di Cosimo II in vesti turchesche.

Franco Cardini insegna Storia medievale all’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze.

10 marzo 2013

Luigi Mascilli Migliorini

Milano 1796: Napoleone sulle tracce di Alessandro e di Cesare

È un singolare straniero quel giovane generale che entra a Milano il 15 maggio del 1796 dopo una campagna militare che è già, in poche settimane, diventata leggenda. Non è francese il suo nome, e il suo cognome, Buonaparte, è stato da poco opportunamente francesizzato. È stentata la sua lingua, appresa in un’isola, la Corsica, che continua a sentirsi italiana. E l’Italia, infatti, ingombra il suo immaginario. Lo incalza con i ricordi dell’Antichità, lo rende simile, come qualcuno dirà maliziosamente più tardi, a quei condottieri del Rinascimento, ambiziosi oltre misura, ma circondati da artisti e pronti a rifare da cima a fondo una città (come accade per la Milano napoleonica) con la stessa energia con cui avrebbero anche potuto distruggerla.

Luigi Mascilli Migliorini insegna Storia moderna all’Università di Napoli L’Orientale.

14 aprile 2013

Anna Foa

Roma 1907: Ernesto Nathan, un sindaco non solo inglese ma anche ebreo

Quando nel 1907 Ernesto Nathan diviene sindaco di Roma, è due volte straniero nella città che governerà fino al 1913: innanzitutto perché, nato a Londra nel 1845 e cresciuto in un mondo cosmopolita fra l’Inghilterra, l’Italia, la Svizzera, ha lasciato la cittadinanza inglese per quella italiana solo nel 1888. Da questo punto di vista, la sua estraneità alla vecchia classe dirigente della Capitale non avrebbe potuto essere più netta. Ma è straniero una seconda volta perché è un ebreo, anche se un ebreo pienamente laico, lontano dall’ambiente comunitario e dalle sue problematiche. E gli ebrei romani erano stati “stranieri” privi dei diritti politici e civili fino al 1870. Una situazione ancora recente, che non poteva non aver lasciato il segno, dopo secoli di chiusura nel ghetto, nelle percezioni, nei pregiudizi e nella mentalità corrente dei cittadini romani da lui governati. Sebbene due volte straniero, o forse invece proprio per questo, Nathan diventa uno dei più importanti sindaci della storia di Roma.

Anna Foa insegna Storia moderna all’Università di Roma La Sapienza.

5 maggio 2013

Emilio Gentile

Roma 1944: città aperta agli stranieri armati

Il 9 maggio 1936 gli italiani ascoltano il duce che annuncia la riapparizione dell’impero sui colli fatali di Roma. Cinque anni dopo, l’impero è scomparso. Ancora due anni e gli italiani, sotto i bombardamenti degli Alleati, vedono sparire dalla capitale il regime fascista prima e la monarchia poi. Settantatre anni dopo l’entrata dell’esercito italiano nello Stato pontificio, Roma cessa di essere la capitale d’Italia e il papa torna ad esserne l’unico sovrano. Per nove mesi, è in balia dell’esercito tedesco. Nella “città aperta” 8 mila ebrei romani sono avviati allo sterminio e 335 uomini sono massacrati alle Fosse Ardeatine. Mentre gruppi partigiani operano nella clandestinità, la maggior parte della popolazione e migliaia di sfollati in fuga dalle zone di guerra, con sempre meno cibo, meno acqua, meno elettricità, meno combustibile, attendono di essere liberati dagli Alleati. Che finalmente arrivano a Roma, il 4 giugno 1944, mentre i tedeschi si ritirano in una scia di vendetta. Sotto il controllo di eserciti stranieri, la libertà riappare sui colli fatali di Roma. Ma non scompaiono la violenza, la povertà, la fame. E non torna ancora la dignità.

Emilio Gentile ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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