Un insolito Verdone sul Red Carpet di Roma: è in scena ‘Carlo!’

image_pdfimage_print

Di Stefania Taruffi

Carlo Verdone era l’attore più atteso sul Red Carpet dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, la sua città dove,  in occasione della proiezione del suo documentario “Carlo!”, presentato fuori concorso,  ha sfilato insieme  ai suoi figli Paolo e Giulia accompagnati dalla mamma Gianna, l’anziana governante Novilia, la sorella Silvia con Christian De Sica, il fratello Luca, il suo produttore Aurelio De Laurentiis con la moglie Jaqueline. E poi gli amici protagonisti dei suoi film, Eleonora Giorgi, Claudia Gerini, Marco Giallini, ecco anche il regista Paolo Genovese. E ancora Luigi Abete, Dante e Francesca Ferretti, Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt, Enrico e Carlo Vanzina, Roberta Armani, Giampaolo Letta, Carlo Freccero, Marco Giusti, Edoardo Leo, Giancarlo Leone, ricevuti da Paolo Del Brocco di Rai Cinema.

Carlo Verdone. Foto di Serena De Angelis

Si concede al pubblico che lo accoglie con calore e affetto, firma autografi, regala sorrisi e foto, firma tre libri al carabiniere dicendogli: “a te me te devo tenè bono!”. D’altronde in una battuta del documentario ci ha fatto sorridere quando ha raccontato di aver a sua insaputa firmato autografi a tutta la banda della Magliana: “Me facevano scrive “ar Patata”, ar Serranda”, solo dopo l’ho capito!”.

Carlo!” di Fabio Ferzetti e Gianfranco Giagni, prodotto da Marco Belardi, presentato nella sezione Prospettive Italia, del settimo Festival Internazionale del Film di Roma, è un documentario incentrato sulla sua carriera di attore e regista, strettamente collegata alla sua vita privata. “Non mi piacciono le autocelebrazioni, ho accettato di fare questo documentario solo dopo aver avuto la promessa, da parte dei registi, che non fosse un’autocelebrazione, non avrei mai accettato, d’altronde mica sò morto!”.

Ci fa sempre ridere Carlo con le sue battute. Gli amici, attori, i collaboratori e i familiari che raccontano di lui in questo documentario, hanno tutti un  particolare da ricordare: un aneddoto, un ricordo, un atteggiamento, una battuta. E quello che più ci avvicina a lui, è il fatto che emerge un Carlo inedito, a tratti malinconico, solitario, alla ricerca di sé, delle proprie radici, chiuso nei ricordi di luoghi, voci, oggetti, case, bar, emozioni, amici e parenti che da sempre hanno rappresentato la sua principale fonte d’ispirazione. Carlo, infatti, da sempre attinge alla vita comune, ai personaggi particolari che incontra per strada, alla spiaggia, nel bar sotto casa, nella vita di tutti i giorni, personaggi esasperati nei loro atteggiamenti fino a diventare delle vere e proprie caricature, in cui larga parte del pubblico ripercorre a tratti una sorta di déjà-vu: chi non ha mai incontrato nella vita reale, uno dei suoi personaggi, o situazioni simili alle diverse ambientazioni dei suoi film? E chi non ha citato almeno una volta qualcuna delle sue celebri frasi?

La società di oggi è omologata e tutti si assomigliano, dai tatuaggi ai capelli a cresta di gallo dei calciatori: sarebbe impossibile trovare dei personaggi come quelli che ho portato sullo schermo come il bullo, il logorroico, il mitomane“- spiega Carlo alla conferenza stampa del documentario. Secondo il comico romano “oggi bisognerebbe individuare singolarmente i personaggi interessanti, scovare a fatica qualcosa di curioso. Quello che noto – ha spiegato – è che oggi l’unico elemento su cui si potrebbe lavorare è la mitomania. Ma anche questo ce l’hanno portato via i politici: lo abbiamo visto bene nell’ultimo mese, ma sono vent’anni che esce ogni momento un nuovo scandalo o un nuovo personaggio”. I protagonisti dei film come ‘Un sacco bello’, ‘Troppo forte’ o ‘Bianco rosso e Verdone’ sono scomparsi per sempre, ma il comico romano non si rassegna. “Oggi non m’interessano più i tipi, i personaggi, ma i temi – spiega -. Voglio raccontare le relazioni sentimentali, la famiglia, la cosiddetta società liquida di consumatori bulimici. Inoltre – conclude – oggi non posso più rappresentare un trentenne: se individuo un tipo interessante, posso annotarne le caratteristiche e poi pensare di inserirlo in un mio film, ma è un pensiero da regista. Di certo non sarò io a interpretarlo“.

Il documentario ‘Carlo!’ uscirà tra un mese in home-video e successivamente sarà programmato dalla Rai.

Insomma, anche Carlo Verdone è diventato ‘grande’. Ha prodotto un filone che ha fatto la storia del cinema, ispirandosi ai grandi del passato, da Fellini a Petrolini, Germi, suoi mentori; un’ispirazione supportata da un grande talento artistico, che ha saputo donare ai suoi film quel tocco di qualità e di sana ironia, quella comicità così originale e autentica, dietro la quale si cela sempre una sottile vena di tristezza e di vuoto, tipica di un vero comico, ma anche di un uomo, vero.

 

 

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *