Giuliano Montaldo.Quattro volte vent’anni.

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di Roberta Leomporra

“Dirigere Giuliano Montaldo chiedendogli di ricordare e di raccontare, è stato un onore, ma sopratutto un’enorme emozione. Il privilegio è stato quello di seguire Montaldo tra le due città che più hanno segnato la sua vita: Genova, dove camminare con lui per strada ti fa quasi sentire al fianco di una rockstar, e Roma doveil suo humor e la sua eleganza si fanno sempre notare”.
Queste le parole con cui il regista Marco Spagnoli introduce il suo documentario sul cineasta genovese presentato al Festival del Cinema di Roma.
In un girato di oltre cinquanta ore, un uomo di “quattro volte vent’anni” (titolo ideato da Pierfrancesco Favino) più simile ad un ragazzo che ad un suo coetaneo, formula le basi per una duplice raffigurazione, in cui l’esperienza professionale di un cineasta autore di film come “Sacco e Vanzetti” (1971) e “L’Agnese va a morire” ( 1976) si fonde con il savoir faire e la sempre distintiva eleganza di un uomo che sorride e fa sorridere i propri osservatori (in questo caso la troupe cinematografica) con sobrio sense of humor.
Il documentario di Spagnoli racconta la carriera di Montaldo dal suo esordio come regista nel 1962, alla guida de “Tiro al Piccione”, grazie al supporto amichevole di Gillo Pontecorvo che lo spinge a percorrere l’iter cinematografico. Se intraprende tale percorso come attore, partorisce da regista opere indimenticabili ed indimenticate, come oltre alle succitate “Sacco e Vanzetti” e “L’Agnese va a morire”, la serie televisiva “Marco Polo” e di nuovo le pellicole “Giordano Bruno” ed “Il Giocattolo”.
L’indagine messa in atto dal regista del candidato al Premio Focal al Festival del cinema di Venezia “Hollywood Invasion”, esplora la maturazione artistica del cineasta italiano, dalla scoperta delle proprie attitudini artistiche ai diversi step della sua carriera.
Con la collaborazione, tra gli altri, di nomi del calibro di Ennio Morricone, il documentario è ricco di immagini inedite in quanto fino ad ora private, materiali d’archivio e documenti esclusivi.
“Giuliano Montaldo.Quattro volte vent’anni – conclude Spagnoli – ripercorre la storia di un uomo provvisto di qualità che non possiamo fare altro che ammirare e perfino un pò invidiare”

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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