Virginio Simonelli: l’amore non deve essere dipendenza

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di Lorenzo Cappiello

Sicuramente è uno dei migliori cantautori italiani degli ultimi tempi. Ha partecipato ad “Amici di Maria De Filippi”, ha pubblicato a marzo un album straordinario, “Ovunque“, e ha collaborato con artisti del calibro di Elisa, Francesca Michielin, Roberto Casalino e Paola e Chiara.
A dicembre sarà in tour a Roma (il 13 dicembre) e a Milano (il 19 dicembre). Il suo nome è Virginio Simonelli e questa è la sua intervista.

Come è nata la tua passione per la musica?
Quando ero piccolo sicuramente. Ho sempre amato la musica e i suoni. Con l’avanzare degli anni ho capito che questa poteva essere per me l’occasione di esprimersi al meglio.

Nel 2006 hai partecipato al “Festival di Sanremo: Nuove Proposte”, nel 2011 ad “Amici di Maria De Filippi”. Come è stato rimettersi in gioco?
Non è stato semplice. Io credo, però, che questo mio rimettermi in gioco possa essere stato il mio punto di forza. Ho accettato e sono riuscito, oltre a far conoscere la mia musica, anche a vincere.

A proposito del “Festival di Sanremo”, ti piacerebbe ritornare, magari proprio quest’anno, per una rivincita?
A me piacerebbe molto. Sinceramente io non la vedrai come una rivincita. Il Festival è un “mezzo”, come lo è “Amici”, nel senso più positivo del termine. Sono “mezzi” che ti permettono di arrivare al pubblico e di promuovere il tuo progetto musicale. Vedremo cosa succederà.

A marzo hai pubblicato il tuo nuovo album, “Ovunque”. Gary Barlow dei Take That ha scritto una canzone per te. Come è nata questa collaborazione?
Semplicemente c’erano alcune sue canzoni che mi hanno fatto ascoltare. Ho scelto questa, “Catch me”, perchè è stata quella che mi ha colpito di più fin da subito. Ho voluto provare a fare un adattamento in italiano. Una sorta di traduzione del testo, però adattata alla metrica italiana. L’ho registrata con il suo provino, piano e voce, e gliel’ho inviata. Lui è rimasto contentissimo della mia interpretazione e del mio testo. Ed è, quindi, entrata a far parte dell’album.

Sempre del tuo album, mi hanno colpito i testi di due canzoni, “Il tempo sprecato” e “Inutili parole”. Sono autobiografiche?
Posso non rispondere (ride). Fondamentalmente quando uno scrive un testo e/o una musica, tende sempre ad essere un pò autobiografico. Ci metti del tuo. Per chi scrive musica, è anche un pò un atteggiamento catartico, perchè comunque è sempre un modo per comunicare ad altre persone che ti è successa questa cosa o che hai provato queste sensazioni.

Come secondo singolo hai scelto “La dipendenza”. Che cosa rappresenta per te questo brano?
Ho scelto “La dipendenza”, perchè trovo che sia un brano non solo con una freschezza di base, anche nell’arrangiamento di Simone Bertolotti, ma anche con un testo importante. Infatti, secondo me, questo brano descrive in maniera elegante il concetto di un amore senza alcuna dipendenza. Sempre affermando la propria identità.

Oltre il cantante, però, sei anche autore. Come è stato collaborare con Paola e Chiara?
Con Paola e Chiara è stata un’esperienza abbastanza fortuita. Ho incontrato Paola tramite amici comuni e le ho fatto ascoltare “Milleluci”. Le è piaciuto molto e, con la sorella Chiara, lo ha inciso e lo ha scelto come titletrack del loro album. Una grande soddisfazione.

E con Francesca Michielin?
Per quanto riguarda la collaborazione con Francesca e, quindi, di Elisa, di cui ero già un grande estimatore, è stata una bellissima esperienza. Francesca ha contribuito al meglio nell’interpretazione di “Riflessi di me” ed è anche intervenuta nella stesura del testo. Infatti, ha deciso di scrivere alcuni versi per “incrementare” la veridicità del pezzo. Un’esperienza davvero unica.

Adesso, dopo la collaborazione con Francesca, se dovessi scegliere un artista, a chi vorresti scrivere una canzone? E con chi vorresti duettare?
Ci sono tanti artisti con cui vorrei collaborare sia nella scrittura sia per un duetto. Non saprei proprio chi scegliere. Mi piace anche molto esplorare diversi generi musicali dal mio. La cosa più complicata è mantenere una certa coerenza nel percorso che si sta facendo, anche cambiando lo stile.

A dicembre, invece, sarai in tour con due date: il 13 dicembre a Roma, il 19 a Milano. Ci saranno altri live?
Guarda. Per il momento no. Abbiamo deciso proprio Roma e Milano per riuscire ad accontentare un maggior numero di persone e per facilitare lo spostamento dalle altre città. Al Sud abbiamo fatte parecchie date in estate, in questi due live accontenteremo il Centro e il Nord.

Ultima domanda. Hai progetti per il futuro? Hai un disco in preparazione?
Ho tanti progetti nella testa per il futuro. Io sono uno che non si ferma mai quando mi si da la possibilità di fare ciò che mi piace. Sono anche molto determinato.
Per un disco preferisco aspettare e cercare di offrire una maggiore qualità a chi mi segue, anche se ormai c’è la moda di far uscire anche due lavori in un anno.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

3 Comments

  1. Sara
    17 novembre 2012

    Bellissima intervista,che a sprazzi lascia trapelare qualcosa…spero veramente che Virginio continui alla Grande! Se lo merita sia come persona,ma soprattutto come Artista! e che ARTISTA aggiungerei! *Sara*

  2. cinzia
    17 novembre 2012

    fantastica intervista virginioo! pero ti prega torna al sud <3

  3. emily celeste laura4ever
    17 novembre 2012

    bella l’intervista e bravo virginio…. comprerò l’album il 27 novembre…. =)

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