Hitchens ateo e impenitente, “Non pregate per me”

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Di Valentino Salvatore

La storia del cristianesimo, che tanta importanza dà alla conversione interiore, è da sempre pervasa da un fiume carsico, costituito da folgorazioni divine in tarda età, a causa di traumi esistenziali e gravi malattie, insomma dovute alla paura di morire. Tantissime le storie diffuse, alle volte sulla base di improbabili e interessate testimonianze esclusive, di conversioni in extremis che hanno come protagonisti personaggi più o meno famosi.

Un fenomeno in realtà sopravvalutato e di cui si amplificano i casi noti, se si considera che la quasi totalità delle persone tende a mantenere la sua posizione religiosa (o non religiosa) maturata nel corso della propria vita.

E’ l’ultimo atto di un dramma che vede due caratteri principali, come nel film Per grazia ricevuta di Nino Manfredi. L’ateo impenitente e mangiapreti che sul letto di morte viene colto dalla grazia e rinnega il passato, fervidamente assistito da un amorevole sacerdote. O, per vederla da un altro punto di vista, il non credente in una condizione di debolezza e prostrazione, incapace di difendersi e inchiodato in un giaciglio, la cui anima viene braccata da uomini simili a corvi, sia per il colore del vestito che per l’atteggiamento. Lo stesso Giuseppe Garibaldi, non credente ed anticlericale, preferì premunirsi, prima d’incamminarsi nell’ultima e definitiva impresa, redigendo un testamento in cui senza mezzi termini dichiarava: “trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare, in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d’un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell’Italia in particolare”. Che non si sa mai, magari si finisce arruolati d’ufficio tra i credenti come è successo ad Antonio Gramsci.

Stavolta, suo malgrado, è lo scrittore Christopher Hitchens ad essere protagonista di questo tragico teatro. Hitchens è noto al pubblico come polemista su testate come Vanity Fair, Slate, The Nation, Daily Mirror, Wall Street Journal. Ma soprattutto come caustico attivista ateo e antireligioso, ugualmente critico verso l’islam e il cristianesimo, già autore di pamphlet come La posizione della missionaria (ritratto non molto edificante di madre Teresa di Calcutta) e Dio non è grande. A luglio ha annunciato di avere un cancro all’esofago che non gli lascerebbe molte possibilità di sopravvivenza. Cosa che lo ha costretto a cancellare le presentazioni del suo ultimo libro, l’autobiografia Hitch-22. La notizia ha subito suscitato un vivissimo dibattito, soprattutto negli Stati Uniti, proprio su una possibile conversione del polemista. Diversi intellettuali e opinionisti credenti si chiedono se Hitchens abbandonerà l’ateismo. Specie tra fondamentalisti c’è chi fa intendere, senza nemmeno nascondere un sottile compiacimento, che il cancro sia una punizione divina per le sue posizioni ritenute blasfeme e irrispettose. Altri, in uno slancio di discutibile generosità, insistono a pregare per lui – sempre auspicando che lo colga la grazia divina e che la sua preziosa anima venga salvata.

Ci ha pensato lo stesso Hitchens a rispondere, con la sua penna brillante e corrosiva e con la sua faccia, entrando direttamente nel dibattito. E lo ha fatto con onestà e lucidità, decisione ma senza astio, sebbene la questione lo coinvolga direttamente. Anzi, si è prestato con una compassata ironia, anche apparendo ammalato in video. In alcune recenti interviste per The Atlantic e sulla CNN, il giornalista ha dichiarato con franchezza che le sue condizioni sono gravi, di essere “realista, obiettivo” sul fatto che il suo “non è un cancro buono, con statistiche davvero deprimenti”. Ciò nonostante, ha voluto ribadire le proprie ragioni e contribuire a sfatare il mito che i non credenti di fronte alla morte siano pavidi o che manchi loro motivazione o senso. Mantenendo le sue posizioni scettiche anche “con la morte vicina”, Hitchens ha detto che la notizia di una sua conversione “sarebbe una menzogna della comunità religiosa, o un effetto delle cure per il cancro che non mi fanno più essere me stesso”. Nonostante ciò, intervistato da Hugh Hewitt ha fatto sapere che apprezza la gentilezza di quelle persone che pregano per lui senza malizia, sebbene ritenga che le suppliche non possano avere qualche effetto sulla sua salute o la sua posizione religiosa.

Proprio sulle colonne di Vanity Fair, il giornalista di recente sta raccontando, senza mettere da parte l’ironia, la sua esperienza di ricoveri e cicli di chemio. A quelli che pregano per la sua anima e ai sostenitori della scommessa di Pascal ha risposto che rinnegare ora i principi che hanno guidato tutta la sua vita non sarebbe onesto. Non può credere in un dio “che dovesse premiare la codardia e la disonestà e dovesse punire il dubbio”. Quindi, in vista dell’Everybody Pray for Hitchens Day fissato dai più zelanti per il 20 settembre, ha invitato a non pregare per lui. “Non intendo essere sgarbato verso coloro che hanno intenzioni gentili” ha concluso con signorilità british, “ma per favore non disturbate il cielo sordo con i vostri lamenti inutili. A meno che, chiaramente, ciò non vi faccia sentire meglio”.

 

 

Intervista CNN http://edition.cnn.com/video/#/video/bestoftv/2010/08/05/ac.hitchens.on.cancer.god.cnn?iref=allsearch

Intervista The Atlantic http://www.theatlantic.com/national/archive/2010/08/jeff-goldberg-interviews-hitchens/61099/

Da Hugh Hewitt 
 http://www.hughhewitt.com/blog/g/3979a77d-720a-4853-8890-1fc4f22c23cb

Ultima su Vanity Fair http://www.vanityfair.com/culture/features/2010/10/hitchens-201010?currentPage=all

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

One Comment

  1. Francisco - Brasil
    19 dicembre 2011

    Pregate per me! Riconciliazione.
    Francisco ed Emilia
    .

    Dio! “Donaci, Signore, mia moglie Emilia.Serenidade richiesto di accettare le cose come sono, coraggio di cambiare ciò che possiamo e la saggezza di distinguere le une dalle altre …
    Serenità, coraggio e saggezza, poi, sono le parole chiave in modo da poter superare un tradimento. Serenità, calma, tranquillità, pace, accettare che si raggiunge con il perdono … coraggio, coraggio, coraggio, forza di affrontare, possiamo … con una volontà determinata e la saggezza, il sollevamento e il senso comune per risolverlo, quando raggiungiamo siamo collegati con la nostra luce interiore, che è ciò che nutre la nostra coscienza a guidarci ad una decisione che è ottimale per tutti i partecipanti.
    E così sia. Riconciliarsi con la moglie e filhos.Por mi hai dato questo gratuitamente, perché ho bisogno della mia famiglia perché sono profondamente dispiaciuto per le mie azioni, mi scuso con Dio e mia moglie che amo molto, mi impegno fedeltà a Dio e mio figlio e l’Emilia . Consed Signore questa grazia, tu sai la mia sofferenza a pentirsi del mio dolore, vi giuro fedeltà e amore eterno.Esta donna meravigliosa che disonorato, mi spiace signore mi piace moltissimo ei miei figli sanno che cercava la morte rammarico e dolore, ma il mio Dio una possibilità in più in questa vita, altrimenti non sopportare questa sofferenza, signore, confido che grazie a Dio mio padre eterno.

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