Giuseppe Tornatore. Ogni film un’opera prima

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di Roberta Leomporra

In seguito alla collaborazione nella cura della produzione esecutiva delle riprese italiane di “The Tree of Life” di Terrence Malick, si rafforza il connubio artistico tra i due autori romani Gerardo Panichi e Luciano Barcaroli, il cui frutto, proposto all’ultima edizione del Festival romano, è “Giuseppe Tornatore: Ogni film un’opera prima”.
“A distanza di trent’anni dal successo di Nuovo Cinema Paradiso, affontare oggi in un documentario l’opera di Giuseppe Tornatore diventa un’urgenza quasi irrinunciabile per diverse ragioni”.
Quale affermazione avrebbe potuto sintetizzare in maniera migliore la necessità avvertita dai due giovani registi di realizzare un prodotto cinematografico che raccogliesse l’esperienza creativa del regista siciliano.
Firma di opere capisaldi della cinematografia italiana, da “Il camorrista” del 1986 sino al film “personale” Baària del 2009, Giuseppe Tornatore rappresenta un unicum nel panorama creativo cinematografico della sua generazione, avulso da punti di raccordo con autori suoi contemporanei quali Nanni Moretti o Gabriele Salvatores.
“Nel parlare con lui, anche quando devi fare una sceneggiatura od altro, senti che c’è questo amore che direi piuttosto spropositato per il cinema o per l’immagine. Si porta questa passione che trasmette anche quando fa delle immagini che non riguardano la sua vita particolare”. (Tonino Guerra su Giuseppe Tornatore)
In percorsi creativi fortemente connessi all’elemento autobiografico, il regista siciliano fornisce a pubblico e critica una sorta di documentazione storiografica dell’evoluzione sociale e cinematografica dagli ultimi anni ’80 ad oggi, assolvendo così a ruolo di “fotografo” e storico del cambiamento.
“Non esiste ad un oggi un lavoro audiovisivo che abbia affrontato la complessità tematica dell’opera del cineasta nella sua interezza, fino a Baària, con il quale si può ipotizzare che l’autore siciliano abbia di fatto chiuso un ciclo del suo percorso creativo.”
Per inaugurarne di fatto uno del tutto nuovo con il prossimo film ancora in produzione “The Best Offer”, che segue la seconda esperienza di Tornatore alla regia di documentari (dopo “Lo schermo a tre punte” del 1994) “L’Ultimo gattopardo: Ritratto di Goffredo Lombardo”.
Stando alle parole del duo d’autori, è lo stesso protagonista di questo “percorso a metà strada tra la biografia e l’indagine creativa” a guidarli in un “viaggio che restituisce le suggestioni primarie che caratterizzano la sua opera, la realtà, il sogno, la memoria, la passione per il cinema”.
Uno straordinario corpus audiovisivo nutrito da riprese, interviste originali, ritratti fotografici nel caro paese natale, materiale d’archivio inedito nonchè estratti dalle sue opere cinematografiche, per fornire all’osservatore il profilo di un genio visionario del panorama cinematografico italiano.
“Quello che mi piace – afferma Ennio Morricone – è la sua fedeltà, la sua logica, la sua coerenza (…) Quello che io scrivo per lui ha una nobiltà interiore e una libertà interiore”.

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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